Codogno: Ossa negli scavi, esami escludono resti umani
Ritrovamento ossa a Codogno: mistero risolto
Codogno (Lodi) - Il mistero delle ossa rinvenute durante gli scavi per la posa della fibra ottica in via Vittorio Emanuele è stato ufficialmente svelato. Dopo dieci giorni di incertezza, gli esiti degli esami dell'Istituto di Medicina Legale di Pavia hanno chiarito la natura dei reperti.
La Procura di Lodi ha comunicato al sindaco Francesco Passerini che le ossa non sono di origine umana. Il ritrovamento, avvenuto lo scorso 2 marzo a soli cinquanta centimetri di profondità, aveva inizialmente interrotto i lavori e generato apprensione nella comunità.
Analisi confermano resti animali
Le analisi condotte sui frammenti ossei hanno definitivamente escluso la presenza di resti umani. Si tratta invece di ossa di grossa taglia, verosimilmente triturati e mescolati al terreno di riporto utilizzato decenni fa per la realizzazione stradale.
Questo esito rappresenta un grande sollievo per l'amministrazione comunale. Qualora i resti fossero stati classificati come umani, le procedure sarebbero state notevolmente più lunghe e complesse, con conseguenti ritardi significativi per il cantiere.
Via libera ai lavori e riapertura strada
Con il nulla osta della Procura, il cantiere per l'installazione della fibra ottica può ora riprendere senza ulteriori intoppi. Gli operai potranno completare l'installazione del pozzetto, la copertura dello scavo e procedere alla riapertura del tratto di strada.
La notizia è accolta con favore anche dagli organizzatori del Trofeo Castellotti, storica corsa in programma per il 22 marzo. L'imminente riapertura di via Vittorio Emanuele consentirà di mantenere invariato il percorso originale, evitando la necessità di trovare percorsi alternativi all'ultimo minuto.