Un orso bruno marsicano è stato salvato da un laccio d'acciaio che lo stava soffocando. L'animale, trovato a Civitella Roveto, è stato liberato e chiamato "Libero" dal Parco Nazionale d'Abruzzo. L'episodio denuncia il ritorno del bracconaggio.
Orso salvato da bracconaggio nel Parco
Un esemplare maschio di orso bruno marsicano, di circa 10-12 anni e 193 kg, è stato salvato da un laccio d'acciaio. L'animale è stato trovato nella zona di Civitella Roveto. Dopo un periodo di osservazione, gli operatori del Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise sono riusciti a rimuovere il dispositivo. L'orso è stato soprannominato "Libero".
Il Parco ha espresso profonda preoccupazione per il ritrovamento del laccio. Si tratta di uno strumento di bracconaggio che stava lentamente uccidendo l'animale. La notizia è stata diffusa in data 25 aprile 2026.
Il bracconaggio minaccia la fauna selvatica
Le autorità del Parco hanno sottolineato la gravità del gesto. «Non sappiamo dove Libero si sia imbattuto nel laccio», si legge in una nota. «Sapere che esistono ancora persone che usano questi strumenti deve far riflettere e tremare». Viene anche menzionata la possibilità di utilizzo di veleno per compiere stragi di animali.
Il Parco definisce «penoso e profondamente drammatico» dover affrontare nuovamente il tema del bracconaggio. Questo tipo di attività illegale rappresenta una grave minaccia per la sopravvivenza della fauna selvatica.
Un intervento simile nel 2017
Non è la prima volta che il Parco interviene per salvare un orso da lacci d'acciaio. Già nel 2017, nel territorio di Campoli Appennino, fu rimossa una simile trappola dal collo di un'orsa. Quest'ultima era conosciuta come "Monachella", identificata con la sigla F20.
L'operazione di salvataggio di "Libero" è stata descritta come «una corsa contro il tempo». Fortunatamente, si è conclusa nel migliore dei modi. L'orso è entrato spontaneamente in una "tube trap", una sorta di tunnel che ha permesso la sua cattura e la successiva rimozione del laccio.
La speranza e la lotta contro il bracconaggio
«Libero oggi è vivo. È una bellissima notizia», ha dichiarato il Parco. Tuttavia, la gioia per il salvataggio non cancella l'orrore del gesto. Il Parco ha promesso di non fermarsi nella lotta contro chi colpisce la fauna selvatica con lacci e veleni.
Un ringraziamento speciale è andato alla Croce Verde di Civitella Roveto e a un cittadino locale. Il loro supporto è stato fondamentale per la buona riuscita dell'operazione. Questo dimostra che la coesistenza tra uomo e natura è possibile. Si basa su piccoli gesti di rispetto per tutti gli esseri viventi.
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