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La giustizia ha accolto le richieste dei pescatori di Fiumicino, dichiarando illegittimo il blocco delle attività di pesca dei cannelli imposto dal Ministero. La sentenza apre la strada a una revisione delle strategie di gestione del settore.

Sentenza favorevole ai pescatori di Fiumicino

Il Tribunale di Civitavecchia ha emesso una decisione cruciale. Ha invalidato il blocco delle attività di pesca per i cannelli (Solen marginatus). Questa misura era stata disposta per il mese di settembre 2024. La sentenza riconosce le ragioni delle imprese ittiche storiche di Fiumicino. Smentisce la linea sostenuta dal Ministero dell’Agricoltura. La decisione mette fine a un lungo contenzioso.

La disputa vedeva contrapposte le imprese del settore, la Capitaneria di Porto Roma-Fiumicino e il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste. Nonostante la ferma difesa della legittimità del fermo da parte del dicastero e della Capitaneria, la giustizia ha dato torto alle istituzioni. Le proteste dei lavoratori e del Consorzio Cogemo Romae hanno avuto successo.

Annullate le restrizioni ministeriali

I giudici hanno annullato le restrizioni imposte dal Ministero e dalla Capitaneria. Questo pronunciamento accoglie le istanze del Consorzio Cogemo Romae. L'ente rappresenta le piccole ditte e le cooperative locali. Il consorzio definisce la gestione del settore da parte del Ministero «fallimentare, se non addirittura del tutto assente».

Enza Cerulo, presidente del consorzio, ha espresso soddisfazione. Ha dichiarato che la sentenza «restituisce dignità a tutti quei pescatori che da mesi lamentano, inascoltati, una mala gestio». Secondo Cerulo, questa gestione si sta rivelando «controproducente per la risorsa ed estremamente lesiva dal punto di vista imprenditoriale».

Appello a un intervento politico

La decisione del Tribunale di Civitavecchia è vista come un passo importante. Si inserisce in un quadro più ampio di ricorsi amministrativi e denunce penali. Il consorzio sottolinea la necessità di un intervento politico. Questo dovrebbe andare oltre le aule di giustizia. Serve una soluzione che garantisca il diritto al lavoro. La categoria è già colpita da problematiche strutturali che affliggono l'intero settore ittico.

La sentenza obbliga l'amministrazione centrale a rivedere le proprie strategie. L'obiettivo è evitare danni irreparabili all'economia ittica locale. La gestione delle risorse deve essere ripensata. Si attende una risposta concreta per il futuro dei pescatori e delle loro imprese.

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