Civitavecchia: sbarcano 123 naufraghi soccorsi da Emergency
A Civitavecchia è avvenuto lo sbarco di 123 naufraghi, salvati nel Mediterraneo centrale dalla nave Life Support di Emergency. Le operazioni di soccorso si sono concluse nel porto laziale, con i migranti che hanno riferito di gravi violenze subite.
Naufraghi sbarcati a Civitavecchia dopo soccorsi
La nave Life Support di Emergency ha completato le operazioni di sbarco nel porto di Civitavecchia. A bordo vi erano 123 persone, salvate in tre interventi distinti avvenuti tra il 13 e il 14 marzo. Questi soccorsi si sono svolti nelle acque internazionali del Mediterraneo centrale. Le autorità italiane hanno assegnato Civitavecchia come Place of Safety (Pos) per l'accoglienza.
Gli interventi di salvataggio sono stati effettuati in zone Sar libica e maltese. La nave di Emergency ha agito in risposta a segnalazioni di imbarcazioni in difficoltà. Queste ultime erano pericolosamente sovraffollate. Non disponevano di adeguati dispositivi di sicurezza per la navigazione.
Il comandante della Life Support, Domenico Pugliese, ha ringraziato le autorità e i volontari per il supporto. Ha sottolineato l'importanza dell'accoglienza dignitosa per i naufraghi. La nave si prepara ora a ripartire per una nuova missione. Il focus resta il Mediterraneo centrale, area di grande necessità.
Il primo soccorso ha riguardato 41 persone venerdì 13 marzo. Nella stessa giornata, in serata, altre 57 persone sono state tratte in salvo. Sabato 14 marzo, verso le 20:00, l'ultimo gruppo di 25 persone è stato recuperato. Nessuno dei tre mezzi intercettati era idoneo alla traversata.
Le testimonianze dei naufraghi e della mediatrice
La mediatrice culturale di Emergency, Annachiara Burgio, ha riportato le drammatiche testimonianze dei sopravvissuti. Molti hanno descritto violenze e torture subite durante la permanenza in Libia. Un giovane dal Sud Sudan ha condiviso la sua storia, segnata dalla guerra e dalla perdita dei suoi studi. Il suo più grande desiderio è poter riprendere il percorso formativo.
Burgio ha espresso l'augurio che tutti i naufraghi trovino la protezione necessaria. Ha auspicato la realizzazione delle loro aspirazioni. Le persone soccorse provengono principalmente da Nigeria, Sudan, Sud Sudan e Somalia. Questi paesi sono afflitti da conflitti e insicurezza.
Le condizioni di vita in questi stati sono aggravate dai cambiamenti climatici. Emergency ha una conoscenza diretta della situazione in Sudan. L'organizzazione opera attivamente nel paese con progetti di assistenza sanitaria gratuita. La guerra in Sudan dura da tre anni, causando sofferenze immense.
Un naufrago sudanese ha raccontato la sua esperienza di studente universitario. La guerra ha costretto alla chiusura dell'ateneo. La sua tribù è stata perseguitata. La vita è diventata insostenibile, con il costante pericolo di attacchi aerei. Ha descritto tre mesi trascorsi a Khartoum durante il conflitto.
Ha assistito a violazioni, furti e violenze. Si è spostato a El Fasher, ma la guerra lo ha raggiunto anche lì. La fuga verso il Ciad e un campo profughi vicino al confine ha significato cibo insufficiente. Il lavoro come facchino non ha migliorato la sua condizione.
La decisione di cercare una nuova vita in Europa è stata motivata dal desiderio di sicurezza e dalla possibilità di riprendere gli studi. Il viaggio verso la Libia è stato segnato da violenza, razzismo e detenzione arbitraria. Ora, arrivato in Europa, spera in protezione, sicurezza e supporto psicologico come richiedente asilo.
Critiche alla gestione del Pos e dati sui naufragi
Emergency ha criticato l'assegnazione di Civitavecchia come Pos. La distanza di oltre 500 miglia e tre giorni di navigazione ha prolungato il viaggio dei naufraghi. Questo ha aumentato la loro fragilità. Ha inoltre allontanato la nave Life Support dalla zona operativa.
La rotta del Mediterraneo centrale è teatro di numerose tragedie. Dall'inizio dell'anno, l'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM) ha registrato 550 vittime. Questo dato è in forte aumento rispetto alle 1.330 registrate nell'intero anno precedente. L'area necessita di un maggiore presidio di assetti Sar (Search and Rescue).
Emergency ha segnalato possibili episodi di intercettazione illegale. L'organizzazione ha ricevuto una segnalazione da Alarm Phone riguardo a un mezzo in pericolo. La nave Life Support si è diretta sul posto, ma non ha trovato l'imbarcazione. Si ipotizza che sia stata intercettata dalla Guardia costiera libica.
Un velivolo di sorveglianza ha individuato un mezzo libico con circa 80 persone a bordo. Le intercettazioni collettive sono illegali. Anche i respingimenti verso la Libia sono vietati, poiché non è considerata un paese sicuro. Le Nazioni Unite e organizzazioni indipendenti documentano violenze e tratta di esseri umani nel paese nordafricano.
Con questo sbarco, la Life Support ha concluso la sua 41esima missione nel Mediterraneo centrale. L'operatività di Emergency in questa regione è iniziata nel dicembre 2022. In totale, la nave Sar ha soccorso 3.371 persone in questo periodo.