In Friuli Venezia Giulia sono state attivate 23 Case di Comunità, rispettando gli obiettivi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. L'investimento totale supera i 40 milioni di euro, con un focus sui servizi territoriali e la collaborazione con il Terzo Settore.
Sanità territoriale in Friuli Venezia Giulia
L'assessore regionale alla Salute, Riccardo Riccardi, ha annunciato il raggiungimento di un importante traguardo. Sono state attivate 23 Case di Comunità in Friuli Venezia Giulia. Questo risultato rappresenta la concretizzazione di un impegno pluriennale nel rafforzare la sanità territoriale. La presentazione dei dati si è svolta a Udine, presso l'ospedale Santa Maria della Misericordia. I dati relativi all'Azienda Sanitaria Friuli Centrale (Asufc) sono stati resi noti. A breve seguiranno le informazioni per le aree di Trieste, Gorizia e Pordenone. L'obiettivo è rendere la sanità territoriale una realtà tangibile per i cittadini.
Investimenti per le Case di Comunità
Il modello organizzativo delle Case di Comunità è stato reso possibile grazie a un ingente investimento. La cifra totale ammonta a 40.166.851 euro. Una parte significativa, 16.383.345 euro, proviene dai fondi del Pnrr. La Regione Friuli Venezia Giulia ha contribuito con 23.783.506 euro. Questi fondi sono stati impiegati sia per interventi strutturali e impiantistici, sia per l'acquisizione di apparecchiature mediche e informatiche, oltre agli arredi necessari. L'obiettivo è creare strutture moderne ed efficienti.
Rete capillare di servizi sanitari
La rete delle Case di Comunità, concepita con un modello hub e spoke, copre in modo diffuso il territorio. Le strutture sono presenti in diverse località strategiche. Tra queste figurano Udine, Tarvisio, Tolmezzo, Gemona del Friuli, Tarcento, San Daniele del Friuli, Cividale del Friuli, Codroipo, Palmanova e Cervignano del Friuli. Per quanto riguarda la struttura di Latisana, il direttore Denis Caporale ha indicato l'apertura prevista nei primi mesi del 2027. Questo garantisce una copertura capillare dei servizi sanitari.
Afflusso e continuità assistenziale
I dati relativi ai primi sei mesi di attività, tra dicembre 2025 e maggio 2026, evidenziano un'elevata richiesta di servizi. Gli ambulatori di cure primarie hanno registrato picchi significativi. A Udine e Cividale si sono superati i 4mila accessi diurni. La continuità assistenziale notturna e festiva nel solo capoluogo friulano ha gestito 11.199 contatti. Per assicurare la copertura medica h24, l'amministrazione ha implementato una strategia articolata. Questa include l'impiego di personale medico a tempo determinato e indeterminato, contratti libero professionali e procedure di coprogettazione. Sono inoltre in arrivo bandi specifici per medici pensionati.
Collaborazione e futuro
Il modello delle Case di Comunità va oltre le prestazioni sanitarie obbligatorie. Include il punto unico di accesso, l'assistenza domiciliare e i servizi infermieristici. Un aspetto fondamentale è la sussidiarietà orizzontale. Questa si realizza attraverso la coprogettazione con gli Enti del Terzo Settore. L'assessore Riccardi ha delineato i prossimi passi. Si continuerà a coinvolgere attivamente il sistema degli enti locali, inclusi sindaci e consiglieri comunali. Saranno coinvolti anche il Terzo Settore, le rappresentanze economiche, sociali e le organizzazioni sindacali. L'obiettivo è comunicare l'impegno profuso e spiegare l'utilità di queste nuove strutture sanitarie.
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