La tredicesima edizione di Only Wine a Città di Castello ha registrato un notevole afflusso di visitatori, confermando il successo dell'evento dedicato ai giovani produttori vinicoli. L'appuntamento ha offerto degustazioni, incontri e approfondimenti, attirando esperti e appassionati.
Only Wine apre con grande partecipazione
La tredicesima edizione di Only Wine ha inaugurato il suo svolgimento in un pomeriggio soleggiato. L'evento, dedicato ai giovani produttori e alle piccole cantine, ha trasformato Città di Castello in un centro nevralgico per il mondo enologico. Il tradizionale taglio del nastro ha sancito l'inizio della manifestazione. Un pubblico numeroso ha presenziato fin dalle prime ore. La tre giorni prevede degustazioni, incontri e momenti di approfondimento.
All'apertura ufficiale hanno partecipato diverse figure di spicco. Tra queste, il sindaco Luca Secondi e l'assessora al Turismo Letizia Guerri. Presenti anche l'europarlamentare Camilla Laureti e il presidente del Gal Alta Umbria Mirco Rinaldi. Non è mancato Flavio Benni, presidente del Consorzio ProCentro.
Andrea Castellani, ideatore della rassegna, era presente con il selezionatore delle cantine Francesco Saverio Russo. Hanno partecipato anche Pietro Marchi, presidente di Ais Umbria, e Tiziana Croci, delegata tifernate.
Un format innovativo per il vino
Fin dalle prime ore, i banchi di assaggio hanno evidenziato il successo di un format unico. Questo modello mette in diretto dialogo produttori e pubblico. Only Wine si distingue come il primo salone italiano dedicato esclusivamente ai vignaioli sotto i 40 anni. Sono incluse cantine nate da meno di 15 anni. Sono ammesse anche realtà con vigneti fino a 10 ettari. Questa scelta valorizza la parte più dinamica e innovativa della viticoltura attuale.
Tra calici e racconti, i visitatori hanno potuto scoprire molte novità. Queste provengono da tutta Italia e dall'estero. Il tutto si svolge in un contesto suggestivo. La città unisce il fascino rinascimentale alla eredità artistica di Alberto Burri.
Grande partecipazione si è registrata anche per le masterclass. Tra queste, «Collio da uve autoctone: 3 vitigni una sola identità» e «La nouvelle vague del Gavi». Queste hanno guidato gli appassionati in percorsi di degustazione mirati.
Esperienze di degustazione e eventi collaterali
Una novità di questa edizione sono stati gli speed tasting. Questi si sono svolti nell'area dedicata all'Ais. Appuntamenti come «Wine Vibes – Il Sagrantino» e «Nobili effervescenze» sono stati pensati per offrire esperienze rapide ma coinvolgenti. L'obiettivo è stato quello di massimizzare l'interazione in poco tempo.
Parallelamente, la città è stata animata da eventi denominati «Extra Wine». Sono state proposte anche iniziative culturali. Un esempio è stata l'esposizione di biciclette d'epoca. L'allestimento è avvenuto nella cornice di palazzo Vitelli a Sant'Egidio.
Nel corso degli anni, Only Wine ha rafforzato la sua dimensione internazionale. È diventato un laboratorio di confronto tra diverse culture enologiche. Anche per l'edizione del 2026 sono presenti i vigneron della Champagne. Sono affiancati da una selezione dei Jeunes Vignerons Bourgogne. A questi si aggiungono produttori da vari Paesi europei. Tra questi figurano Spagna, Grecia, Svizzera e Bulgaria, oltre all'Alsazia.
Orizzonti internazionali e tradizione
Tra le novità più apprezzate, una selezione di sakè giapponesi. Questa offerta amplia ulteriormente l'orizzonte della manifestazione. Permette ai visitatori uno sguardo su una delle tradizioni fermentative più antiche al mondo. L'inclusione di prodotti non strettamente vinicoli dimostra la volontà di esplorare nuove frontiere.
Only Wine si conferma quindi un appuntamento capace di raccontare il presente e il futuro del vino. La manifestazione intreccia tradizione, innovazione e apertura internazionale. Offre un'esperienza sempre più ricca e partecipata ai suoi visitatori. L'evento promuove la scoperta e la valorizzazione di realtà emergenti nel settore.