La cooperativa ceramica di Città di Castello dichiara che le strategie di diversificazione energetica non sono più sufficienti a fronteggiare l'aumento dei costi. L'azienda ha dovuto rinunciare a una commessa estera a causa delle spese di trasporto eccessive.
Costi energetici insostenibili per la ceramica
La diversificazione delle fonti di approvvigionamento energetico non sembra più una soluzione valida. L'incremento dei costi sta mettendo a dura prova le aziende del settore. La Ceramiche Noi di Città di Castello, specializzata nel lusso made in Italy, ha dovuto rifiutare un ordine proveniente dalla Francia. La ragione principale risiede nell'impossibilità di coprire le spese di trasporto con i potenziali guadagni.
Lorenzo Giornelli, responsabile marketing dell'azienda, ha espresso la sua preoccupazione. «Non possiamo permetterci un'altra crisi come nel 2022», ha dichiarato. Questa affermazione sottolinea la gravità della situazione attuale per il comparto produttivo.
Innovazione e sfide per la cooperativa
Fondata nel 2019 da dodici soci, la cooperativa ha rilevato l'attività da una precedente proprietà intenzionata a trasferirla in Armenia. Attualmente, l'azienda impiega 25 dipendenti. Fin dalla sua nascita, la cooperativa si è distinta per la ricerca di soluzioni innovative. L'obiettivo è sempre stato quello di contrastare l'aumento dei costi legati all'energia.
«Abbiamo diversificato le fonti energetiche», ha spiegato Giornelli. L'azienda utilizza una combinazione di metano, idrogeno, GPL e fotovoltaico per alimentare i forni di produzione. Nonostante questi sforzi, i costi sono aumentati del 30%. Questo dato evidenzia la difficoltà di mantenere la competitività.
L'eredità della crisi del 2022
La cooperativa sta ancora affrontando le conseguenze economiche della crisi energetica del 2022. L'azienda deve ancora completare il saldo delle rate relative al consumo di metano. In passato, il gas propano liquido (GPL) aveva rappresentato una sorta di salvezza. Tuttavia, questa opzione non è più praticabile.
Le dinamiche geopolitiche globali hanno un impatto diretto anche a Città di Castello. Di conseguenza, non è più possibile fare affidamento sul GPL come soluzione stabile. L'aumento dei costi del GPL, seppur in misura minore rispetto al metano, rappresenta un ulteriore ostacolo.
L'impatto su trasporti e materiali
Oltre ai costi energetici diretti, anche l'intera filiera produttiva subisce ripercussioni significative. L'aumento dei costi riguarda il trasporto, il cartone e altri materiali essenziali per la produzione. «L'aumento dei costi colpisce inevitabilmente anche qui», ha affermato Giornelli.
Queste difficoltà creano condizioni operative complesse. Alcuni lavori, a causa dell'incremento delle spese, diventano economicamente insostenibili. L'azienda si trova quindi a dover rinunciare a commesse che in precedenza avrebbe potuto accettare.
Costi del metano e produzione
Il costo mensile del metano per l'azienda è passato da circa 23-24 mila euro a circa 40-42 mila euro. Questo drastico aumento ha costretto la cooperativa a virare sul GPL. Tuttavia, anche il costo del GPL ha subito un incremento. Questa situazione limita la redditività della vendita di alcuni prodotti, specialmente quelli appartenenti a collezioni di fascia più bassa.
La pianificazione aziendale è stata completamente stravolta. Le decisioni non vengono più prese su base a lungo termine, ma richiedono un monitoraggio costante e quasi orario. Le previsioni di spesa e guadagno spesso non corrispondono alla realtà operativa. La flessibilità e la capacità di adattamento diventano cruciali per la sopravvivenza.
Domande frequenti
Quali sono le principali sfide per la cooperativa ceramica di Città di Castello?
La cooperativa affronta l'insostenibile aumento dei costi energetici, che rende difficile la pianificazione e la redditività, costringendola a rinunciare a commesse e a rivedere la strategia di produzione.
In che modo la cooperativa ha cercato di affrontare l'aumento dei costi energetici?
L'azienda ha diversificato le proprie fonti energetiche, utilizzando metano, idrogeno, GPL e fotovoltaico. Nonostante questi sforzi, i costi sono comunque aumentati significativamente.