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Il Tar dell'Umbria ha accolto il ricorso del Comune di Città di Castello, sospendendo i decreti commissariali sul dimensionamento scolastico. La decisione riconosce le criticità sollevate dall'amministrazione locale e dalle organizzazioni sindacali.

Tar sospende decreti commissariali

Il Tribunale Amministrativo Regionale dell'Umbria ha emesso un'ordinanza che blocca l'efficacia di specifici decreti commissariali. Questi provvedimenti riguardavano il dimensionamento scolastico nel comune di Città di Castello. La decisione, numero 32, accoglie una richiesta cautelare avanzata dall'ente locale. L'amministrazione comunale aveva presentato ricorso contro le disposizioni del Commissario ad acta per l'Umbria, il dottor Pellecchia. La nomina del commissario era avvenuta tramite delibera del Consiglio dei Ministri. I decreti impugnati sono il numero 60 e il numero 62 del 2026. L'avvocato Francesco A. De Matteis ha seguito la procedura per conto del Comune.

Il Tar ha ritenuto sussistenti i presupposti per la sospensiva. In particolare, il Tribunale ha considerato fondata la tesi del Comune. Le censure presentate nel ricorso hanno mostrato sufficienti profili di validità. I giudici hanno analizzato la questione dell'inerzia della Regione. Questa inerzia avrebbe giustificato l'intervento sostitutivo dello Stato. La decisione del Commissario è stata definita sproporzionata. È stata giudicata eccessiva rispetto alle misure già stabilite. L'Assemblea Legislativa umbra aveva approvato la delibera n. 86/2025. Questa delibera riguardava il dimensionamento nelle scuole di Terni e Gubbio. Il Commissario avrebbe dovuto limitarsi ad attuare tali misure.

Il Tribunale ha anche evidenziato la mancata considerazione dell'istruttoria regionale. Sono state ignorate le gravi criticità relative all'Istituto di istruzione secondaria di primo grado di Città di Castello. Si è riscontrata una situazione di sovraffollamento. Questo avviene nel plesso scolastico di Via Collodi. La maggior parte degli studenti del plesso di Via della Tina è attualmente ospitata lì. Il plesso di Via della Tina è interessato da lavori di demolizione e ricostruzione. Questi interventi sono tuttora in corso. La sospensione è stata concessa anche per il pericolo nel ritardo (periculum in mora). Il Tar ha riconosciuto un danno grave e irreparabile per il Comune di Città di Castello.

Soddisfazione del Comune e delle parti

Il sindaco Luca Secondi e l'assessore alle politiche scolastiche Letizia Guerri hanno espresso profonda soddisfazione. La decisione del Tar dell'Umbria è stata accolta con gioia. Essi hanno sottolineato come il provvedimento confermi la veridicità delle preoccupazioni espresse. L'intera comunità di Città di Castello si è dimostrata unita. Ha sostenuto l'iniziativa del Comune. Hanno ringraziato docenti, personale non docente e famiglie degli alunni. Il loro supporto è stato fondamentale. Hanno elogiato il lavoro svolto assieme al legale del Comune, l'avvocato Francesco A. De Matteis. La comunità scolastica ha mostrato un'ottima collaborazione.

Ora si attende con fiducia la data del 12 maggio. In tale giorno è fissata l'udienza pubblica per il merito della questione. La fondatezza delle richieste del Comune ha trovato un primo importante riconoscimento. Il ricorso è stato definito doveroso. Era necessario contro un provvedimento ritenuto ingiusto e insostenibile. L'amministrazione comunale ha documentato le proprie ragioni dal 2023. L'obiettivo è tutelare il diritto allo studio. Si mira a proteggere l'intera comunità scolastica. La decisione del Tar è un passo significativo in questa direzione.

Anche le organizzazioni sindacali hanno accolto con favore l'ordinanza. CISL Scuola Umbria, FLC CGIL Umbria e Federazione UIL Scuola Umbria hanno espresso la loro soddisfazione. Le segretarie regionali Caterina Corsaro (CISL), Moira Rosi (CGIL) e Loretta D'Aprile (UIL) hanno commentato la decisione. Hanno sottolineato come il Tribunale amministrativo abbia confermato le criticità sollevate. Le organizzazioni sindacali e il territorio avevano evidenziato questi problemi. L'intervento del Commissario ad acta è stato giudicato eccessivo. Ha introdotto scelte nuove e diverse. Queste si discostano da quelle già elaborate dalla Regione Umbria. Le organizzazioni sindacali erano assistite dagli avvocati Roberto Muzi, Umberto Tarara e Domenico Naso.

I sindacati hanno evidenziato la carenza di un'adeguata istruttoria. È stata anche riconosciuta la mancata considerazione delle condizioni territoriali specifiche. Particolare attenzione è stata posta alla situazione di Città di Castello. Sono state considerate le criticità legate all'Istituto 'Alighieri-Pascoli'. Questo istituto soffre di sovraffollamento. Inoltre, sono in corso importanti interventi di edilizia scolastica. La sospensione disposta dal Tar non ostacola il raggiungimento degli obiettivi di dimensionamento. Anzi, apre la strada a una revisione più equilibrata. Questa revisione dovrebbe essere coerente con il lavoro già svolto a livello regionale. Le organizzazioni sindacali ribadiscono il loro impegno. Vogliono tutelare la qualità del sistema scolastico umbro. Mirano a garantire il diritto allo studio e le condizioni di lavoro del personale.

Regione Umbria: ricorso al Presidente della Repubblica

L'assessore all'Istruzione della Regione Umbria, Fabio Barcaioli, ha commentato la sentenza. Ha sottolineato che non vi è stata alcuna inerzia da parte della Regione. Le scelte operate a livello nazionale hanno creato un assetto confuso. Questo assetto non è coerente con le reali condizioni del territorio e degli istituti. Ha definito l'approccio nella gestione della vicenda come superficiale. Le accuse di inerzia mosse alla Regione sono state definite infondate. Sono state considerate propaganda politica. Servono a scaricare responsabilità. L'assessore si è detto soddisfatto dell'esito attuale. Lo sarà pienamente quando si pronuncerà il Presidente della Repubblica. La Regione ha presentato ricorso per ottenere l'annullamento di tutti i dimensionamenti in Umbria. La Regione ribadisce la sua posizione. Non intende accettare alcun dimensionamento. Questo vale sia per Città di Castello che per qualsiasi altro territorio.

La decisione del Tar è stata presa in considerazione della situazione specifica di Città di Castello. Il comune si trova ad affrontare problemi di sovraffollamento. La necessità di reperire spazi adeguati è urgente. Questo è necessario per suddividere la popolazione scolastica attualmente ospitata nel plesso di Via Collodi. L'obiettivo è creare due distinti Istituti comprensivi. La sospensione disposta dal Tar, con l'immediata fissazione dell'udienza di merito, non compromette gli obiettivi del Pnrr. La tempestività della decisione è stata fondamentale. Ha permesso di agire prima dell'inizio dell'anno scolastico 2026/2027. La tutela del diritto allo studio e la funzionalità delle strutture scolastiche sono prioritarie. La collaborazione tra Comune, sindacati e famiglie ha portato a questo primo risultato. Si attende ora l'esito dell'udienza di merito per una definizione completa della questione.

La situazione evidenzia le complessità nella gestione del dimensionamento scolastico. Le normative nazionali si scontrano spesso con le realtà territoriali. La necessità di bilanciare le esigenze di razionalizzazione con quelle di qualità dell'offerta formativa è cruciale. Il caso di Città di Castello mette in luce le difficoltà nel trovare soluzioni condivise. La decisione del Tar rappresenta un passo importante. Offre l'opportunità di riconsiderare le misure proposte. Si spera in un approccio più attento alle specificità locali. La tutela degli studenti e del personale scolastico rimane al centro dell'attenzione. La Regione Umbria conferma la sua ferma opposizione a ogni dimensionamento non condiviso. L'obiettivo è garantire un sistema scolastico efficiente e di qualità per tutti.

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