Una famiglia di Città di Castello coltiva insieme la passione per la ricerca del tartufo bianco. Un'attività che unisce generazioni e promuove il contatto con la natura, lontano dai dispositivi digitali.
La famiglia Cenci e la cerca del tartufo
La famiglia Cenci di Città di Castello condivide un interesse speciale: la ricerca del tartufo bianco. Questa attività unisce Diego, Elisa e i loro figli, Mattia e Marco. Anche i più piccoli, Manuel e Matilde, si preparano a unirsi presto alla squadra.
Diego Cenci, 46 anni, possiede il tesserino da cavatore da 15 anni. Sua moglie, Elisa Pellegrini, 37 anni, e i figli Mattia (16 anni) e Marco (14 anni) hanno superato gli esami necessari. Ora sono autorizzati a cercare i preziosi tuberi.
La legge permette di ottenere il permesso a 14 anni. I figli più piccoli, Manuel (nato nel 2018) e la piccolissima Matilde (18 mesi), entreranno in azione non appena raggiungeranno l'età consentita. Saranno equipaggiati con il loro personale "vanghino".
Un legame profondo con la natura e i cani
Diego Cenci descrive la ricerca del tartufo come un'esperienza rigenerante. «Andare a tartufi ti fa sentire bene, è bellissimo perché sei veramente a contatto con la natura e con i cani», ha dichiarato. La sensazione di scoprire un tartufo è descritta come elettrizzante.
«Il tartufo è sempre una sorpresa», ha aggiunto Diego. «Quando affiora dalla terra ti prendono i brividi e il profumo inebriante ti penetra dentro». Questa passione ha radici profonde nella famiglia.
La storia è iniziata nel settembre 2008. Diego vide un volantino per cuccioli di bracco pointer. Il cane apparteneva allo zio della sua futura moglie, un noto tartufaio soprannominato "il Barba".
Il destino e la passione per il tartufo hanno cementato la loro unione. La gioia più grande per Diego non è solo trovare il tartufo. È vedere tutta la famiglia condividere lo stesso entusiasmo.
Una tradizione familiare contro il mondo virtuale
Elisa Pellegrini sottolinea il coinvolgimento di tutta la famiglia. «Tutti insieme, anche la piccola Matilde, siamo coinvolti in allegria ogni fine settimana», ha affermato. La considerano una vera e propria festa nei boschi.
Questa attività all'aria aperta, in compagnia dei cani, offre una pausa dalle distrazioni digitali. È un antidoto alle tentazioni di smartphone, tablet e computer. La famiglia Cenci trova nella natura un'alternativa preziosa.
Città di Castello è un luogo ideale per questa passione. La trifola, il tartufo bianco, è un'eccellenza locale. Qui non è una rarità, ma un prodotto abbondante.
Il sindaco Luca Secondi e l'assessora al Commercio e al Turismo, Letizia Guerri, lodano questa tradizione. «La nostra ambizione è di raccontare ed esaltare il suo legame con la terra», hanno dichiarato. Vogliono valorizzare il tartufo come un valore aggiunto unico.
Questa tradizione porta con sé una storia e un bagaglio di esperienze. Rendono il tartufo di Città di Castello desiderato in tutto il mondo. La famiglia Cenci ne è un esempio vivente.
Domande frequenti sulla ricerca del tartufo
Qual è l'età minima per cercare tartufi?
L'età minima per ottenere un tesserino da cavatore e cercare tartufi è di 14 anni. Questo vale per la regione di riferimento dell'articolo. È necessario superare esami specifici.
Dove si trova il tartufo bianco in Italia?
Il tartufo bianco pregiato (Tuber magnatum pico) si trova principalmente nel Piemonte (Langhe, Monferrato, Roero), in Umbria (zona di Città di Castello, Gubbio, Norcia), nelle Marche e in Toscana. Anche in altre regioni italiane esistono zone vocate.
Quali sono i cani più adatti per la cerca del tartufo?
I cani più utilizzati per la cerca del tartufo sono quelli con un forte istinto predatorio e un olfatto sviluppato. Tra le razze più comuni ci sono i Lagotti Romagnoli, i Bracco Pointer, i Bracco Tedeschi e i Segugi. La selezione e l'addestramento sono fondamentali.