I cani da tartufo sono stati i veri protagonisti del 46° Salone Nazionale del Bianco Pregiato a Città di Castello. L'evento, svoltosi nei primi tre fine settimana di novembre, ha visto competere i migliori quadrupedi nella ricerca del pregiato fungo.
Cani da tartufo in gara a Città di Castello
Il 46° Salone Nazionale del Bianco Pregiato ha visto i cani da tartufo emergere come figure centrali. L'evento si è svolto nell'arco di tre fine settimana consecutivi, nel mese di novembre. La location prescelta è stata la città di Città di Castello, in Umbria. I Giardini del Cassero hanno ospitato le competizioni canine. Queste manifestazioni celebrano l'antica arte della cerca del tartufo. L'associazione Tartufai Alta Valle del Tevere ha curato l'organizzazione. Il Comune ha collaborato attivamente all'iniziativa. L'obiettivo è valorizzare una tradizione profondamente radicata nel territorio.
La competizione canina ha previsto diverse categorie. I cuccioli, fino ai sette mesi di età, hanno avuto la loro occasione per mettersi in mostra. Sono state previste anche categorie per cani adulti, sia in libera che con la specialità del riporto. Un momento particolarmente toccante è stato il premio intitolato “Jimmy”. Questa dedica speciale onora la memoria di Giovannino Jimmy Cecchini. Egli era una figura storica nel settore del tartufo, sia come cercatore che come imprenditore. Il premio “Jimmy” è stato riservato al più giovane tartufaio partecipante alla gara. Questo gesto sottolinea l'importanza di tramandare la passione per questa attività alle nuove generazioni.
Oltre settanta cavatori e cani in competizione
L'adesione all'iniziativa è stata notevole. Oltre 70 “cavatori”, ovvero tartufai, hanno risposto all'invito. L'Associazione Tartufai Altotevere ha organizzato una competizione specifica per cani da ricerca e cavatura del tartufo. Le gare si sono svolte su un apposito ring. La diversità delle razze canine presenti ha testimoniato la ricchezza del patrimonio cinofilo legato alla cerca del tartufo. Tra i partecipanti si sono visti bracchi, bracchi-pointer, lagotti, meticci e cocker spaniel. Ogni razza porta con sé caratteristiche uniche, affinate da secoli di selezione per questo specifico compito. La loro abilità olfattiva è fondamentale per individuare i tartufi nascosti nel sottosuolo.
Per conquistare il podio, i cani hanno dovuto dimostrare la loro eccellenza. La prova consisteva nel trovare, nel minor tempo possibile, sei tartufi. Questi tartufi erano di ottima qualità, selezionati accuratamente. Erano stati disseminati a debita distanza l'uno dall'altro. L'area di terreno era attentamente delimitata per garantire equità nella competizione. La velocità, l'accuratezza e la capacità di lavorare in sintonia con il conduttore sono stati i fattori determinanti per il successo. La presenza di cani da tartufo in Altotevere si attesta tra le più elevate a livello nazionale. Questo dato evidenzia la forte vocazione del territorio per questa attività.
Promozione del territorio e delle tradizioni
Il sindaco Luca Secondi e l'assessora al Commercio e Turismo, Letizia Guerri, hanno espresso grande soddisfazione per l'evento. Hanno sottolineato come la manifestazione vada oltre la semplice competizione. Essa rappresenta un importante strumento di promozione. La rassegna contribuisce alla valorizzazione culturale, artistica e ambientale dell'intera area dell'Altotevere e dell'Umbria. Il tartufo, infatti, non è solo un prodotto gastronomico di eccellenza. È anche un simbolo delle tradizioni e dell'identità locale. La sua ricerca richiede un legame profondo con la natura e un rispetto per l'ambiente.
Le dichiarazioni del primo cittadino e dell'assessora evidenziano la visione strategica dietro l'organizzazione di tali eventi. «I tartufai e i loro straordinari cani, razze impareggiabili», hanno affermato, «sono i veri protagonisti di questo importante settore agro-alimentare». Questo settore non solo genera economia, ma contribuisce significativamente a elevare l'immagine e la promozione del territorio. L'attività del tartufaio è intrinsecamente legata alla storia e alle tradizioni locali. Essa rappresenta un patrimonio immateriale da salvaguardare e promuovere. La sinergia tra l'uomo, il cane e la natura è al centro di questa antica pratica. Il salone nazionale del bianco pregiato a Città di Castello si conferma così un appuntamento imperdibile per gli appassionati e un veicolo efficace per la valorizzazione delle eccellenze umbre.
Contesto geografico e storico
Città di Castello è un comune italiano situato nella provincia di Perugia, in Umbria. Si trova nella parte nord-orientale della regione, lungo il corso del fiume Tevere. La sua posizione geografica la rende un punto di riferimento per l'Altotevere, una vasta area caratterizzata da paesaggi collinari e boschivi. Questi ambienti naturali sono ideali per la crescita del tartufo, in particolare del pregiato tartufo bianco (Tuber magnatum pico). La storia di Città di Castello è antica, risalente all'epoca etrusca e romana. Nel corso dei secoli, la città ha sviluppato un ricco patrimonio artistico e culturale, visibile nei suoi numerosi palazzi storici, chiese e musei. L'economia locale è tradizionalmente legata all'agricoltura, all'artigianato e, più recentemente, al turismo.
La tradizione della cerca del tartufo in Umbria, e in particolare nell'Altotevere, è molto antica. I tartufai locali hanno sviluppato nel tempo tecniche raffinate e un profondo legame con i loro cani. Questi animali, selezionati e addestrati fin da cuccioli, sono partner insostituibili in questa attività. L'addestramento richiede pazienza, costanza e una profonda conoscenza del comportamento canino. La competizione del salone nazionale non è solo un momento di svago e di esibizione delle capacità dei cani, ma anche un'occasione per confrontarsi e scambiare esperienze tra tartufai. L'evento contribuisce a mantenere viva questa tradizione, promuovendo al contempo i prodotti tipici del territorio e l'immagine dell'Umbria come terra di eccellenze enogastronomiche e naturalistiche.