Un'iniziativa ludico-didattica ha trasformato il centro storico di Città di Castello in un percorso a tappe per circa 150 bambini. L'evento mirava a creare un legame tra i più piccoli e il patrimonio urbano, insegnando a leggere gli spazi pubblici.
Esplorazione urbana per giovani cittadini
Circa 150 bambini hanno partecipato attivamente a un'entusiasmante caccia al tesoro. L'evento si è svolto nel cuore del centro storico. Questa attività ha permesso ai piccoli di scoprire le ricchezze della città. Hanno imparato a osservare l'ambiente circostante con occhi diversi. L'obiettivo era creare un forte legame con il patrimonio storico. Questo legame è fondamentale per la crescita civica.
L'iniziativa è parte di un progetto nazionale più ampio. Si chiama «Abitare il Paese – La scuola oltre la scuola per la città della prossimità». Questo progetto è promosso dal Cnappc e dalla Fondazione Reggio Children. L'Ordine degli Architetti Ppc di Perugia ha aderito per la prima volta. La consigliera Veronica Benedetti ha coordinato l'evento. L'associazione Architetti Altotevere ha collaborato, con la presidente Lucia Fiorucci come tutor.
Il centro storico diventa un gioco a cielo aperto
I protagonisti sono stati gli alunni delle classi quarte. Hanno frequentato i Circoli Didattici San Filippo e Pieve delle Rose. I plessi coinvolti includono San Filippo, San Pio, Rignaldello, San Secondo, Promano, Riosecco e Pieve delle Rose. La caccia ai tesori è stata inserita anche nella seconda edizione di «Forma Urbis. La città che siamo». Quest'ultima è organizzata da Architetti nell’Altotevere. L'evento ha ricevuto il patrocinio del Comune di Città di Castello.
L'idea di fondo era chiara: creare un legame tangibile con il tessuto storico. I bambini non hanno cercato solo monumenti. Hanno imparato a interpretare i «vuoti urbani». Le strade e le piazze sono diventate spazi per tessere legami. Questi legami vanno oltre il costruito. Riguardano anche le relazioni con gli altri.
Sfide e scoperte nel cuore della città
Il percorso è partito da piazza Matteotti. I giovani partecipanti hanno affrontato una sfida stimolante. Dovevano individuare le emergenze architettoniche nel tessuto urbano. Suddivisi in sei gruppi, i piccoli esploratori hanno setacciato le vie. La loro missione era trovare sei simboli identitari della città. Tra questi figurano il Duomo con il Campanile Rotondo. Anche la Torre Civica era tra gli obiettivi.
Hanno cercato anche palazzo Vitelli a Sant’Egidio e palazzo Vitelli alla Cannoniera. La Chiesa di San Domenico e Porta Santa Maria Maggiore completavano la lista. I bambini hanno dimostrato grande preparazione. Avevano seguito lezioni didattiche tenute dagli architetti nelle scuole. Queste lezioni si sono svolte durante il mese di marzo.
I piccoli partecipanti si sono mossi con sicurezza. Hanno riconosciuto facilmente le architetture studiate in aula. Tra una tappa e l'altra, hanno superato prove di abilità. Dovevano individuare dettagli nascosti. Dovevano riconoscere scorci dell'acropoli. Dovevano anche interagire con i passanti.
Un esempio di cittadinanza attiva e sostenibile
La manifestazione ha visto la partecipazione speciale di Matteo Mignolini. È una figura nota per il suo impegno nel Pedibus tifernate. Ha insegnato ai bambini uno stornello tradizionale. Questo momento è stato accolto con grande entusiasmo. Matteo Mignolini rappresenta un esempio di cittadinanza attiva. È un modello di città sostenibile e a misura di bambino.
«Attraversare la città, guardandola nei suoi dettagli e nei suoi spazi aperti, significa appropriarsi della sua memoria», hanno dichiarato gli organizzatori. Questa frase riassume lo spirito dell'evento. Ha sottolineato l'importanza di vivere attivamente il proprio territorio. Ha evidenziato come la conoscenza del passato sia cruciale per il futuro.