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La Corte d'Appello di Catanzaro ha ribaltato una condanna a 30 anni, assolvendo Giuseppe Spagnolo per l'omicidio di Domenico Di Cicco. La difesa ha evidenziato l'inattendibilità dei testimoni chiave.

Assoluzione per Spagnolo dopo condanna in primo grado

La Corte di Assise di Appello di Catanzaro ha pronunciato un verdetto di assoluzione nei confronti di Giuseppe Spagnolo. L'uomo era accusato dell'omicidio di Domenico Di Cicco, scomparso nel 2001. La sentenza, presieduta dal giudice Piero Santese, ha riformato la decisione del Gup di primo grado. Quest'ultimo aveva inflitto a Spagnolo una pena di 30 anni di reclusione.

I giudici hanno accolto le argomentazioni presentate dalla difesa. Gli avvocati Gregorio Viscomi e Tiziano Saporito hanno basato l'appello su presunte incongruenze. Hanno inoltre sottolineato la scarsa affidabilità delle testimonianze fornite da collaboratori di giustizia. La Procura Generale, rappresentata dal magistrato Marisa Manzini, aveva invece sostenuto la conferma della pena originaria.

Inattendibilità dei testimoni chiave al centro del processo

La strategia difensiva si è concentrata sull'analisi delle dichiarazioni di Nicola Acri e Ciro Nigro. Questi collaboratori di giustizia erano considerati elementi centrali nel quadro accusatorio. La difesa ha evidenziato contraddizioni significative nelle loro deposizioni. Questo ha minato la credibilità delle prove presentate in primo grado. L'accoglimento di queste tesi ha portato al ribaltamento della condanna.

La Procura Generale, invece, aveva richiesto il mantenimento della condanna. Il magistrato Marisa Manzini ha rappresentato l'accusa in appello. La sua richiesta mirava a confermare la pena di 30 anni precedentemente inflitta. Tuttavia, la Corte ha ritenuto più fondate le argomentazioni difensive.

Ricostruzione dell'omicidio e altre condanne

Secondo le indagini, Domenico Di Cicco sarebbe stato ucciso perché sospettato di essere un informatore delle forze dell'ordine. La vittima sarebbe stata attirata a Cirò con la scusa di un affare di armi. Una volta giunto sul lungomare di Torretta di Crucoli, Di Cicco sarebbe stato preso in consegna da un gruppo di persone. L'omicidio sarebbe poi avvenuto nelle campagne circostanti il fiume Nicà.

Per questo tragico evento, la giustizia ha già emesso altre condanne. Nel novembre del 2025, Giuseppe Nicastri e Nicola Azzaro sono stati condannati all'ergastolo. Questa sentenza è arrivata al termine di un processo con rito ordinario. Giuseppe Spagnolo, pur assolto per questo specifico reato, rimane detenuto. Sta infatti scontando una pena definitiva di 20 anni di carcere. Questa condanna deriva dal processo noto come Stige.

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