Un'indagine della Guardia di Finanza ha rivelato presunti illeciti negli appalti pubblici a Cirò Marina e Isola Capo Rizzuto. Le accuse includono falso ideologico, truffa aggravata e frode nelle pubbliche forniture.
Appalti sospetti a Cirò Marina
L'operazione 'Teorema' della Procura di Crotone ha svelato un presunto sistema corruttivo. Questo sistema non si limitava alla Provincia di Crotone. Si estendeva anche ai comuni di Cirò Marina e Isola di Capo Rizzuto. Qui sarebbero stati commessi diversi reati. Tra questi figurano il falso ideologico e la truffa aggravata.
A Cirò Marina, i finanzieri hanno individuato una presunta falsificazione sistematica degli affidamenti. Le determine riguardavano importanti opere pubbliche. L'obiettivo sarebbe stato quello di favorire interessi specifici. Incarichi sarebbero stati assegnati a professionisti e società del gruppo guidato da Fabio Manica. Questi soggetti non possedevano i requisiti necessari.
Tra i casi più significativi, i lavori per il ripristino idraulico dei “Mercati Saraceni”. Questi furono affidati all'architetto Rosaria Luchetta. La legge, però, richiedeva un ingegnere idraulico. Simile la situazione per il progetto del nuovo Asilo Nido “Artino”. L'incarico andò all'ingegnere Luca Bisceglia. Egli possedeva solo la qualifica di ingegnere “Junior” (categoria B).
Anche i lavori per il Campo Sportivo cittadino sono finiti sotto la lente. L'appalto fu assegnato alla Sinergyplus. Questa è una società collegata al gruppo di Manica. L'indagine ha evidenziato la mancanza di un ingegnere di categoria A. Mancavano anche valutazioni preventive sul valore dell'appalto.
Funzionari comunali indagati
Per i reati di falso in atto pubblico, oltre a Fabio Manica e ai professionisti beneficiari, sono indagati funzionari e dirigenti del Comune di Cirò Marina. Tra questi figurano Giuseppe Marinello, Raffaele Cavallaro e Bina Fusaro. Essi avrebbero attestato falsamente la regolarità delle procedure. Altri soggetti, come Alessandro Vallone, Viky Ingarozza, Andrea Esposito e Luca Vincenzo Mancuso, sono coinvolti per aver agito da schermo societario.
La Procura, guidata dalla PM Rosaria Multari, ipotizza che qualche funzionario comunale di alto livello fosse a conoscenza delle irregolarità. È emersa una presunta compiacenza verso Manica. Egli, ex vice di un ex sindaco, contattava i funzionari per sollecitare pagamenti. Le conversazioni suggeriscono che Manica avesse la capacità di influenzare le decisioni dell'ente.
Appalti a Isola Capo Rizzuto
Ad Isola di Capo Rizzuto, le accuse si aggravano. Si parla di truffa e frode nelle pubbliche forniture. In questa vicenda, Fabio Manica non risulta coinvolto. L'indagine si concentra sui lavori per la mensa scolastica in località “Le Castella”. La progettazione era stata affidata alla “3E Ingegneria” di Giacomo Combariati e Gaetano Caccia. L'esecuzione era della ditta V&M Immobiliare di Salvatore Valente.
Durante i lavori, Valente avrebbe realizzato opere esterne non previste dal progetto. Queste non furono autorizzate dall'amministrazione. Per coprire i costi e incassare fondi pubblici, sarebbe stato creato uno stratagemma. Questo avrebbe coinvolto i vertici tecnici del Comune. I costi sarebbero stati gonfiati per nascondere le spese non autorizzate.
Il funzionario Otranto avrebbe avallato questo falso documentale. Ciò avrebbe indotto in errore la Giunta Comunale di Isola di Capo Rizzuto. Sindaco e assessori, ritenuti ignari, avrebbero approvato lo stanziamento dei fondi. Questo avrebbe configurato una truffa ai danni dello Stato. L'opera realizzata sarebbe stata difforme dai contratti stipulati.
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