Condividi
AD: article-top (horizontal)

L'Azienda Sanitaria Provinciale di Reggio Calabria ha denunciato un comitato spontaneo per la tutela della salute, accusandolo di procurato allarme. La presidente del comitato, Marisa Valensise, definisce l'azione dell'Asp grave e senza precedenti, sostenendo di aver solo difeso il diritto alla salute dei cittadini.

L'Asp reggina denuncia il comitato cittadino

L'Azienda Sanitaria Provinciale (Asp) di Reggio Calabria ha intrapreso un'azione legale. Ha sporto denuncia nei confronti di un comitato spontaneo. L'accusa è di procurato allarme. Questa decisione giunge in risposta a una diffida. La diffida era stata presentata dal comitato stesso. L'iniziativa del comitato ha raccolto il sostegno di 2400 firmatari. Tra questi figurano cittadini e amministratori locali.

La presidente del comitato, Marisa Valensise, ha reso nota la notizia. Lo ha fatto durante una conferenza stampa tenutasi a Polistena. La Valensise ha espresso il suo commento tramite un post. Ha dichiarato: «È un onore essere oggetto di denuncia per aver difeso l'articolo 32 della Costituzione». Ha inoltre aggiunto: «Spero e mi auguro che il presidente Roberto Occhiuto non sia a conoscenza di questi comportamenti assunti dalla direzione Asp di Reggio Calabria». L'obiettivo del comitato è ottenere chiarezza: «Vogliamo conoscere la verità».

Reazioni e mobilitazione per la sanità locale

La vicenda ha generato una forte reazione nel territorio. L'Amministrazione comunale di Polistena, guidata dal sindaco Michele Tripodi, ha organizzato un'assemblea pubblica. L'incontro è dedicato alla discussione sulla sanità e sullo stato dell'ospedale cittadino. L'appuntamento è fissato per le ore 11 presso il palazzo municipale. Nonostante la denuncia, il comitato non intende fare passi indietro. La presidente Valensise ha definito la denuncia dell'Asp un atto «grave e senza precedenti». Ha sottolineato che l'azione è diretta «nei confronti di cittadini che, in modo democratico, hanno manifestato il proprio dissenso». Il dissenso riguarda la carenza di servizi sul territorio e la mancata valorizzazione dell'ospedale di Polistena.

Alla conferenza stampa hanno partecipato diverse figure istituzionali. Tra questi, i sindaci Tripodi di Polistena e Conia di Cinquefrondi. Erano presenti anche rappresentanti del comitato per Locri e Gioia Tauro. Un riconoscimento speciale è stato tributato al professor Riccardo Mazzitelli. Egli è una figura storica per l'ospedale di Polistena, in particolare per la sua chirurgia.

Il diritto alla salute e le criticità dell'ospedale di Polistena

Il comitato ribadisce con fermezza il proprio obiettivo. Si tratta di affermare il diritto del territorio a disporre di un ospedale pienamente operativo. Marisa Valensise ha espresso il suo sgomento: «Siamo scioccati per quanto accaduto in questi ultimi giorni». Ha aggiunto: «Non si è mai visto che un comitato legittimamente costituito venga messo alla berlina soltanto per aver evidenziato dei disservizi». Le richieste del comitato sono chiare. «Noi chiedevamo soltanto ciò che da 16 anni viene disatteso: servizi e diritti fondamentali».

La presidente del comitato ha replicato pubblicamente alla direttrice generale dell'Asp reggina, Di Furia, e alla direttrice amministrativa, Berardi. Ha evidenziato come l'Asp abbia deciso di denunciare circa 2.400 cittadini. La motivazione non è un reato o un comportamento illecito. È l'aver esercitato un diritto: «Quello di chiedere una sanità migliore».

Valensise ha proseguito: «Tra queste persone ci siamo anche io e il vicepresidente, Ciccio Trimarchi». Ha spiegato che sono stati denunciati per aver descritto la realtà quotidiana. «Non si tratta di opinioni. Si tratta di fatti». Ha poi elencato le criticità: «pronto soccorso in cui si resta per ore, reparti con personale insufficiente, cittadini costretti a spostarsi per ricevere cure essenziali, anziani e malati lasciati ad aspettare, spesso senza condizioni dignitose». Ha concluso: «Questa non è una narrazione. Questa è la realtà».

Procurato allarme o diritto di espressione?

La denuncia dell'Asp si basa sull'accusa di procurato allarme. Valensise ha contestato questa interpretazione: «Ma quale allarme se i cittadini vivono tutto questo ogni giorno?». Ha affermato che i cittadini sono consapevoli della situazione. «I cittadini vedono, sanno, non sono ingenui. E, soprattutto, hanno diritto di parlare».

Il comitato ha voluto esprimere un sentito ringraziamento. È rivolto ai medici e al personale sanitario dell'ospedale di Polistena. «Ci sono tanti professionisti che ogni giorno lavorano con dedizione, dando anima e cuore nonostante le difficoltà». Ha sottolineato la necessità di sostenerli e proteggerli. «Sono donne e uomini che vanno sostenuti e protetti, non lasciati soli».

Valensise ha ricordato la storia dell'ospedale di Polistena. Una storia costruita dal sostegno dei cittadini e dall'impegno dei professionisti. «Proprio per rispetto di questa storia che oggi chiediamo di più. Vogliamo che l’ospedale di Polistena migliori la propria offerta di servizi».

Richieste di miglioramento e attesa di risposte

La richiesta principale rivolta all'Asp è un intervento di ristrutturazione. Deve essere un intervento serio sull'intero presidio sanitario. «Non interventi tampone o manutenzioni ordinarie fatte passare per straordinarie». Il comitato non accetta più questa situazione. «Il diritto alla salute viene prima di ogni azienda e prima di ogni conto economico». Sono state fatte promesse in passato. «In questi anni ci è stato chiesto di avere pazienza e che ciò che oggi manca domani sarebbe arrivato». Ma il comitato si chiede: «Possiamo ancora accontentarci di promesse? Possiamo dire a chi ha bisogno di curarsi oggi di aspettare ancora? Noi crediamo di no».

Per questo motivo, il comitato ha parlato e raccolto firme. «Per questo continueremo a farlo». In risposta alla denuncia, il comitato ha presentato le proprie argomentazioni. Ha inoltre sollecitato gli organi competenti, come la Corte dei Conti e la Procura. L'obiettivo è verificare la fondatezza delle affermazioni contenute nella diffida. «Chi dice la verità non teme controlli».

Delusione e preoccupazione per il futuro

Permane un senso di amarezza per la reazione dell'Asp. La presidente Valensise ha espresso la sua delusione: «Siamo delusi e non ci sentiamo tutelati». Ha dichiarato che dall'amministrazione sanitaria ci si aspetterebbe «ascolto, dialogo e collaborazione. Non denunce». Si attendeva un confronto con i cittadini e i sindaci firmatari. Invece, si sono visti «tentativi di silenziare il dissenso».

La decisione dell'Asp reggina di denunciare 2.400 persone viene definita «un precedente preoccupante». Non è ritenuta degna di una democrazia. In una democrazia, «il diritto di dissentire deve essere garantito». Valensise ha sottolineato un aspetto economico: «L’Asp ha dato mandato ai propri legali, pagati con risorse pubbliche, di denunciare cittadini che chiedono soltanto di essere curati e di vedere garantito il proprio diritto alla salute».

La presidente del comitato ha espresso la convinzione che il governatore Occhiuto non sia pienamente informato. Non sarebbe a conoscenza di quanto un direttore generale si sia permesso di ipotizzare. Valensise ha precisato che non ci sono mai stati attacchi personali. Non sono stati rivolti né alla dottoressa Di Furia né alla dottoressa Bernardi. Il comitato ha sempre discusso delle loro azioni come professioniste e dirigenti. L'Asp, pur mostrando segnali di ripresa, fatica ancora a garantire i servizi essenziali. Questo costringe i cittadini ai cosiddetti «viaggi della speranza».

La realtà quotidiana smentisce l'accusa

I fatti concreti continuano a smentire l'accusa di aver causato un allarme infondato. Valensise ha portato un esempio recente. Ha menzionato le condizioni dello spogliatoio del personale in diversi reparti di Polistena. Si tratta di un seminterrato. Gli accessi non sono adeguatamente controllati. A causa di una porta segnalata come insicura, si rischiano situazioni di pericolo per gli operatori. «Questa è la realtà che chiediamo di affrontare».

Questa richiesta di diritti proviene dall'intera popolazione. Un invito è stato rivolto a partecipare all'assemblea nel palazzo comunale di Polistena. Da lì arriveranno ulteriori risposte all'iniziativa di denuncia dell'Asp. La situazione evidenzia una tensione tra le esigenze della cittadinanza e le risposte delle istituzioni sanitarie locali.

AD: article-bottom (horizontal)

Questa notizia riguarda anche: