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Una vincita fortunata si è trasformata in un incubo per un giovane di Cinisi. Rapinato, picchiato e minacciato di morte, è stato salvato dalle indagini dei Carabinieri. Cinque persone sono finite agli arresti domiciliari.

Agguato dopo la vincita al Gratta e Vinci

La gioia per un'importante vincita si è dissolta in terrore. Un giovane residente nella provincia di Palermo ha visto la sua vita cambiare drasticamente. Aveva appena vinto 100 mila euro con un biglietto Gratta e Vinci. La notizia, purtroppo, è giunta alle orecchie sbagliate.

Un gruppo criminale locale ha messo gli occhi sulla sua fortuna. Il 21 febbraio è scattata la trappola. La vittima è stata attirata con l'inganno in una zona isolata. Lì, tre uomini incappucciati, armati di fucile e bastoni, lo hanno circondato.

Hanno esploso colpi d'arma da fuoco in aria per spaventarlo. Successivamente, lo hanno aggredito brutalmente. Gli aggressori gli hanno sottratto denaro contante e il suo telefono cellulare. Hanno rubato anche la carta di un libretto postale. Quest'ultima è stata utilizzata subito dopo per effettuare prelievi illeciti.

Minacce e violenze per ritirare la denuncia

Nonostante le gravi minacce di morte, la vittima ha trovato il coraggio di denunciare l'accaduto. Questo gesto ha segnato l'inizio di una vera e propria persecuzione. Il gruppo, a cui si è aggiunta una donna di 29 anni (denunciata a piede libero), ha iniziato una campagna di rappresaglie. L'obiettivo era costringere il giovane a ritirare la querela.

La violenza non si è limitata alle minacce verbali. Il giovane è stato deliberatamente investito da un'automobile. Ha ricevuto ulteriori pesanti minacce di morte, estese anche ai suoi familiari. L'escalation di violenza ha raggiunto il culmine il 5 novembre scorso.

In quella data, uno degli indagati lo ha accoltellato all'addome, tra le vie del paese. La vittima ha riportato gravi lesioni personali. La sua vita è stata messa seriamente a repentaglio.

Le indagini dei Carabinieri e gli arresti

Le meticolose indagini sono state condotte inizialmente dalla locale Stazione dei Carabinieri. Successivamente, è intervenuta la Sezione Operativa del Nucleo Operativo e Radiomobile. Gli investigatori hanno lavorato per chiarire anche i tentativi di inquinamento delle prove. I membri del gruppo avevano cercato di sviare le indagini con versioni di comodo.

A incastrare i responsabili sono stati diversi elementi. I filmati delle telecamere di videosorveglianza hanno giocato un ruolo cruciale. Anche i tracciamenti dei prelievi bancari e complesse attività tecniche hanno fornito prove schiaccianti. Questi elementi hanno fatto emergere gravi indizi di colpevolezza.

Il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Palermo ha valutato la spregiudicatezza degli indagati. Ha ritenuto sussistente un grave quadro indiziario e il pericolo di reiterazione dei reati. Di conseguenza, ha disposto la misura degli arresti domiciliari con braccialetto elettronico per tutti gli indagati, ad eccezione della donna.

I cinque giovani, di età compresa tra i 20 e i 30 anni, sono accusati a vario titolo di rapina aggravata, tentato omicidio, porto di armi da fuoco, lesioni personali, tentata estorsione, furto, indebito utilizzo di carta di credito, minaccia e appropriazione indebita. La loro fortuna si è trasformata in un destino di giustizia.

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