Il nuovo Piano di bacino del Trasporto pubblico locale a Monza è stato criticato dall'associazione Hq Monza. L'ente lo definisce un'occasione persa, con una visione troppo focalizzata su Milano e insufficiente per le esigenze locali.
Critiche al piano di mobilità urbana
Un nuovo piano per la mobilità urbana a Monza è al centro di forti critiche. L'associazione Hq Monza, esperta di mobilità, ha espresso un giudizio severo sul Piano di bacino del Trasporto pubblico locale. Questo piano, presentato di recente, dovrebbe entrare in vigore nel 2027. La sua riorganizzazione promette una rete più integrata con Milano e la futura metropolitana M5. Si prevedono frequenze più alte, con bus ogni 15 minuti sulle linee principali. Gli orari dovrebbero estendersi dalle 5 fino a mezzanotte. Ci sarà anche un rafforzamento del servizio nei giorni festivi. Una revisione complessiva di percorsi e fermate è prevista. L'integrazione futura con il sistema milanese dovrebbe segnare un cambio di passo. Ma per Hq Monza, questi miglioramenti non sono sufficienti.
Una visione troppo focalizzata su Milano
L'associazione Hq Monza ritiene che il piano introduca solo miglioramenti minimi. Questi non risolverebbero i problemi esistenti nella città. «Siamo di fronte a ennesimi rammendi su una vecchia coperta corta», affermano. Mancano strategie adeguate per una mobilità innovativa e smart. Il piano attuale sembra basato su una logica superata. «Così com’è impostato, questo Piano corrisponde a una modesta implementazione in una logica che era giustificata e razionale al massimo sino agli anni Settanta», spiegano. Viene sollevato il dubbio sui costi aggiuntivi per la città. Si chiede quale sarà l'utilità concreta di queste spese. Il problema strutturale, secondo Hq Monza, è una visione troppo orientata verso Milano. La mobilità è considerata quasi esclusivamente «Milano-centrica». Questo non rispecchia la realtà e crea negatività per Monza. Viene anche denunciata una rete urbana incoerente. Manca inoltre l'assenza di collegamenti interurbani rapidi. Questi sarebbero strategici lungo le direttrici Est-Ovest per l'area brianzola.
Scelte contestate e proposte alternative
Gli attivisti evidenziano scelte contraddittorie nel piano. Non viene ripristinato il collegamento tra Monza-San Fruttuoso e la stazione M5 Bignami. Al contrario, è già strutturata una linea di superficie fino a Cinisello-Bettola. Il problema emerge con maggiore evidenza nella vita quotidiana dei cittadini. La rete Tpl urbana di Monza è giudicata insufficiente, contorta e inefficiente. Appare evidente che continuerà a convenire l'uso del veicolo privato. La maggior parte delle linee urbane monzesi presenta tempi di percorrenza troppo lunghi. A volte, un itinerario a piedi richiede meno tempo. Tra le lacune più gravi, l'assenza di vere «linee di forza». Si attendeva lo sviluppo di linee in sede protetta lungo direttrici importanti. Questo avrebbe migliorato velocità e affidabilità. Avrebbe anche aperto alla sperimentazione di mezzi senza conducente. Un altro punto critico è la capillarità del servizio. L'attuale offerta non fornisce miglioramenti significativi ai cittadini. Hq Monza propone l'introduzione di bus a chiamata. Questo mezzo, a metà tra bus e taxi, sarebbe efficiente, comodo e smart. L'associazione critica la vecchia logica burocratica impositiva. Si auspica un approccio più orientato al marketing e alle esigenze dei consumatori. Le istituzioni dovrebbero ascoltare maggiormente i cittadini. Non si sente mai il «polso» della città, secondo Hq Monza. Vengono avanzate proposte concrete: trasporto gratuito nei giorni di mercato, abbonamenti agevolati per famiglie e anziani, e indagini serie sulla domanda reale. Queste misure potrebbero invertire la rotta attuale.