Il Prefetto di Venezia, Darco Pellos, ha lanciato un monito sui crescenti pericoli di riciclaggio di denaro sporco nel Veneto, sottolineando la necessità di vigilanza istituzionale. L'evento 'Legalità in Veneto' ha riunito esperti per discutere le strategie di contrasto alla criminalità organizzata.
Prefetto Pellos: riciclaggio minaccia l'economia veneta
Il Prefetto di Venezia, Darco Pellos, ha espresso profonda preoccupazione per il rischio di infiltrazioni della criminalità organizzata nell'economia veneta. Durante l'evento «Legalità in Veneto», svoltosi a Mestre, ha evidenziato come il benessere diffuso della regione possa favorire il fenomeno del riciclaggio di denaro sporco. La criminalità, secondo Pellos, cerca attivamente luoghi dove potersi mimetizzare nell'ambiente economico.
Le sue dichiarazioni sottolineano un cambiamento nelle tattiche criminali. Non si tratta più solo di violenza eclatante, ma di un'infiltrazione più subdola e finanziaria. Le istituzioni devono quindi agire con una prevenzione interforze, ciascuna nel proprio ambito investigativo. L'obiettivo è anticipare le mosse delle organizzazioni criminali e bloccarle prima che consolidino la loro presenza.
L'evento, giunto alla terza edizione, è stato organizzato dalla Camera di Commercio di Venezia Rovigo, dalla Prefettura di Venezia e dalla sezione Veneto dell'albo gestori ambientali. La prefettura di Venezia gioca un ruolo centrale nel coordinamento delle azioni di prevenzione.
Alessandra Dolci: le mafie si sono adattate
Il procuratore Alessandra Dolci ha fornito un quadro inquietante delle strategie criminali moderne. Le mafie, ha spiegato, non si basano più esclusivamente sulla violenza fisica, ma si sono adattate ai fenomeni di criminalità economica. La violenza è ora un'opzione solo se strettamente necessaria, mentre i criminali si presentano come persone comuni, desiderose di accettazione sociale. Questo aspetto preoccupa particolarmente Dolci.
Le organizzazioni criminali utilizzano ora sistemi parabancari sofisticati, come criptovalute e money transfer, per riciclare denaro. Molte aziende operano di fatto come «banche occulte», raccogliendo fondi da attività illecite, come il traffico di droga. Questi capitali vengono poi messi a disposizione di società che necessitano di contropartite per l'emissione di fatture fittizie. Anche i processi produttivi, le esternalizzazioni, gli appalti e i subappalti sono aree di potenziale infiltrazione.
Le cooperative legate a persone coinvolte in sistemi mafiosi possono offrire prestazioni a prezzi concorrenziali, alterando le regole di mercato. Dolci ha sottolineato l'importanza della prevenzione, citando le verifiche antimafia sulla SCIA per le imprese turistiche e di ristorazione in Veneto. Ha esortato i giovani a essere vigili di fronte a proposte fuori mercato, invitandoli a fare la scelta giusta.
Questore Sbordone: prevenzione e indicatori di rischio
Il questore di Venezia, Antonio Sbordone, ha confermato la presenza acquisita delle infiltrazioni mafiose in tutto il Paese, toccando settori come crediti, tasse e smaltimento dei rifiuti. A differenza degli anni '80, ha osservato, i delitti violenti sono diminuiti. La sua attività si concentra sulla prevenzione, monitorando attentamente dati e indicatori di rischio.
Trasformazioni aziendali, cambi di sede, variazioni nella compagine societaria o nelle quote di partecipazione sono tutti segnali da cogliere. Sbordone ha ribadito l'importanza di misure preventive come il foglio di via e l'avviso orale per persone pericolose. Queste azioni possono poi essere integrate da un sistema penale robusto, con provvedimenti giudiziari come la sorveglianza speciale o misure patrimoniali più incisive.
La prevenzione, secondo il questore, è fondamentale per contrastare efficacemente la criminalità organizzata. Le istituzioni devono lavorare in sinergia per intercettare i segnali di allarme e intervenire tempestivamente. La collaborazione tra le diverse forze dell'ordine e le autorità giudiziarie è cruciale in questo contesto.
Generale Aquilio: usura e criminalità estera
Il generale Marco Aquilio, comandante dell'Arma dei Carabinieri di Venezia, ha indicato l'usura come un forte segnale della presenza mafiosa. La ricerca continua di «reati spia» deve essere sistematizzata nei tavoli della prefettura e nei gruppi interforze antimafia, oltre che a livello di autorità giudiziaria. Le organizzazioni criminali estere giocano un ruolo sempre più importante in Italia, come dimostra il caso del narcotraffico e i legami con organizzazioni internazionali.
Un esempio concreto è stato l'arresto, a inizio febbraio, di un 50enne di Chioggia, Lorenzo Dei Meneghetti, considerato un esponente di spicco del traffico internazionale di droga. L'operazione, condotta dal nucleo investigativo dei Carabinieri di Venezia in collaborazione con la polizia colombiana, ha portato all'arresto dell'uomo, in attesa di estradizione. Questo caso evidenzia la portata transnazionale delle attività criminali.
La collaborazione internazionale e lo scambio di informazioni tra le forze di polizia di diversi paesi sono essenziali per contrastare efficacemente questi fenomeni. L'arresto di Dei Meneghetti dimostra l'efficacia di tali sinergie operative.
Finanza: seguire il denaro e monitorare le nuove tecnologie
Il comandante della Guardia di Finanza di Venezia, Michele Bosco, ha spiegato che la strategia principale è «seguire il denaro». L'obiettivo è osservare le anomalie nei flussi finanziari e far scattare i sensori di allarme il prima possibile. La Finanza collabora attivamente con gli istituti bancari per controllare le operazioni sospette e monitorare strumenti finanziari emergenti, come le criptovalute.
Bosco ha definito le criptovalute un mondo «affascinante ma rischioso e ingannevole». La loro velocità le rende attraenti, ma la difficoltà nel recuperare truffe e perdite, specialmente con i «privacy coin» che rendono anonimi gli investitori, rappresenta un serio problema. La stratificazione di operazioni e l'anonimato sono caratteristiche che favoriscono attività illecite.
Altri segnali di allarme identificati dalla Finanza includono l'uso di prestanomi e le frodi fiscali. Queste non si limitano a fatture false, ma implicano una complessa rete di società fittizie e prestanomi per diluire i flussi finanziari. La lotta alle frodi fiscali è quindi una priorità per garantire la trasparenza e la sana competizione economica.
Strumenti per imprese e intelligence
La prima giornata dell'evento è stata anche dedicata agli strumenti messi a disposizione dal sistema istituzionale e camerale per promuovere trasparenza e competitività tra le imprese. Dopo i saluti del Prefetto Pellos e di Antonella Trevisanato (Centro Studi Unione Regionale Camere di Commercio del Veneto), Sandro Pettinato (Vicesegretario Unioncamere) ha illustrato come le informazioni possano sostenere la competitività aziendale. Domenico Tarantino (Infocamere) ha presentato gli strumenti di intelligence a supporto delle forze dell'ordine.
Questi strumenti sono fondamentali per aiutare le imprese a operare in modo trasparente e a difendersi dalle infiltrazioni criminali. La disponibilità di dati e analisi accurate permette di identificare potenziali rischi e di adottare misure preventive efficaci. La collaborazione tra imprese, istituzioni e forze dell'ordine è essenziale per costruire un tessuto economico solido e sicuro.
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