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I porti di Venezia e Chioggia generano un impatto economico e occupazionale significativo per il Veneto. Uno studio Cgia Mestre evidenzia 1.442 aziende coinvolte, un valore della produzione di 15 miliardi di euro e oltre 218.000 posti di lavoro.

Porti di Venezia e Chioggia: un motore economico per il Veneto

L'Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale ha presentato uno studio approfondito. L'analisi, intitolata “Le attività di impresa a Venezia e Chioggia”, è stata curata dal centro studi Cgia di Mestre. L'evento si è tenuto a Ca' Corner, in concomitanza con il tradizionale “compleanno” di Venezia. I risultati offrono un quadro dettagliato. Vengono analizzati l'impatto economico, occupazionale e territoriale del sistema portuale.

Il sistema portuale di Venezia e Chioggia si estende su una vasta area. Comprende 2.500 ettari di superficie. Le infrastrutture includono 22 chilometri di banchine. La rete ferroviaria misura 65 chilometri. La rete stradale raggiunge i 40 chilometri. Il valore complessivo di queste infrastrutture ammonta a 6,4 miliardi di euro. Questo rende il sistema un'entità complessa e integrata.

Lo studio ha identificato 1.442 aziende attive nel settore. Queste imprese operano in diversi settori, come indicato dai codici Ateco. Questa diversificazione testimonia un tessuto imprenditoriale solido. La varietà di attività garantisce resilienza. Permette al sistema di adattarsi ai cambiamenti economici globali. Questa flessibilità è un punto di forza fondamentale.

Impatto economico e occupazionale dei porti veneti

Dal punto di vista economico, il sistema portuale genera un valore della produzione notevole. Si stima intorno ai 15 miliardi di euro. Questo dato corrisponde al 51% del totale del comune di Venezia. Rappresenta anche il 25% della provincia di Venezia. L'impatto economico totale, considerando gli effetti diretti, indiretti e indotti, raggiunge i 44,2 miliardi di euro. Questa cifra sottolinea l'ampia portata del sistema.

La distribuzione di questo valore è significativa. Il 54,6% interessa l'area metropolitana di Venezia. Il 14,5% coinvolge il resto del Veneto. Il restante 30,9% si estende sul territorio nazionale. Questo dimostra come i porti influenzino un'area geografica molto vasta.

In termini di Prodotto Interno Lordo (PIL), il contributo è del 6,5% del PIL regionale. Questo equivale a circa 13 miliardi di euro. Su scala nazionale, l'impatto sul PIL raggiunge i 19 miliardi di euro. Questi numeri evidenziano l'importanza strategica dei porti per l'economia veneta e italiana.

L'impatto occupazionale è altrettanto rilevante. Il sistema portuale impiega direttamente 26.898 addetti. L'occupazione complessiva, considerando l'indotto, coinvolge 218.853 persone. La distribuzione di questi lavoratori vede il 58% nell'area metropolitana. Il 28,2% è distribuito nel resto d'Italia. Il 13,8% opera nel Veneto. Questo dato conferma il porto come un pilastro economico e sociale.

Crescita dei traffici e vocazione multipurpose

Nonostante le sfide globali, nel 2025 il sistema portuale veneto ha mostrato una crescita. I traffici di merci sono aumentati del 5,1%, raggiungendo 26,2 milioni di tonnellate. I TEU (unità di misura per container) sono cresciuti dell'11,2%, arrivando a 533.000. Il numero di navi transitate è stato di 3.235. I passeggeri sono aumentati del 4,7%, per un totale di 735.000.

La distribuzione merceologica evidenzia la vocazione multipurpose dello scalo. Le merci in colli rappresentano il 41,7%. Le rinfuse solide il 31,6%. Le rinfuse liquide il 26,7%. Questa diversificazione merceologica permette al porto di gestire un'ampia gamma di prodotti.

Porto Marghera mantiene una forte connotazione industriale e logistica. È in continua evoluzione. Chioggia, invece, mostra una relazione diretta con il tessuto urbano. Integra attività portuali, commerciali, artigianali e legate alla pesca. Questo equilibrio dinamico caratterizza il sistema.

Sostenibilità e integrazione territoriale

Il sistema portuale è impegnato in un percorso di sostenibilità ambientale. Il programma “Il Porto per il Territorio” mira a rafforzare il legame tra porto e comunità. Vengono promosse iniziative culturali, educative e di apertura degli spazi portuali. Questo progetto coinvolge attivamente il territorio.

Il programma si basa su una rete di collaborazioni istituzionali. Include la Città Metropolitana di Venezia, il comune di Venezia e VELA. Sono in corso iniziative condivise legate al mare e alla città. Anche il comune di Chioggia partecipa attivamente. Si sta lavorando anche alla nuova sede distaccata dell'Autorità di Sistema Portuale.

Le collaborazioni si estendono a enti nazionali e internazionali. Tra questi figurano la Biennale di Venezia, l'Università Ca' Foscari e l'Università IUAV. Partecipano anche la Fondazione Venezia Capitale Mondiale della Sostenibilità, la Procuratoria di San Marco e l'Autorità per la Laguna. Queste relazioni confermano il porto come una piattaforma aperta e integrata.

Il Presidente Gasparato: «Un ecosistema resiliente e competitivo»

Il Presidente dell'Autorità di Sistema Portuale, Matteo Gasparato, ha sottolineato l'obiettivo di riposizionare il sistema portuale. Vuole restituirgli il ruolo di risorsa economica, sociale e culturale. «I dati dimostrano con chiarezza che la portualità rappresenta un’alternativa concreta e strutturata alla monocultura turistica», ha affermato Gasparato.

«Venezia e Chioggia, insieme, esprimono un sistema portuale moderno, dinamico e resiliente», ha aggiunto. Il sistema è capace di competere a livello nazionale e internazionale. L'impegno è anche quello di ricostruire l'identità territoriale. Il rapporto con il mare è fondamentale per il patrimonio culturale. Si punta alla rinascita di un nuovo marchio. Questo marchio racconterà il valore dei “Ports of Venice”. Non solo l'impatto economico, ma anche il legame con storia, cultura e identità.

Il lancio di un nuovo brand segna una nuova fase. Rappresenta l'inizio di una nuova stagione per il porto. Il sistema portuale veneziano si conferma una piattaforma strategica. Genera valore su larga scala. Contribuisce allo sviluppo economico, alla transizione ecologica e al rafforzamento dell'identità territoriale.

Il Sindaco Brugnaro: «Equilibrio tra porto e città»

Il Sindaco Luigi Brugnaro ha evidenziato la necessità di un equilibrio. «Il porto deve stare dentro una visione complessiva della città», ha dichiarato. «Qualcuno lo vuole contro Venezia, noi in equilibrio con Venezia». Ha ringraziato chi lavora nel sistema. Ha sottolineato l'importanza della collaborazione tra istituzioni. «Solo lavorando insieme possiamo raggiungere risultati concreti», ha affermato.

Il Sindaco ha ribadito l'importanza di ascoltare imprese e imprenditori. Bisogna valorizzare le aree di retroporto. Per il recupero delle aree inquinate servono soluzioni tecniche, non ideologiche. Queste soluzioni possono arrivare grazie agli investitori, se si creeranno le condizioni giuste.

Sindacati e Venice Port Community: «Alternativa alla monocultura turistica»

Alessio Bianchini e Daniele Giordano, della Filt Cgil e Cgil di Venezia, hanno espresso la loro posizione. La crescita del porto, l'innovazione e gli investimenti sono opportunità. Devono essere accompagnati da un forte presidio pubblico e sociale. È necessario definire meglio gli obiettivi sull'occupazione stabile, la qualità del lavoro e la tutela salariale.

Sul tema della sicurezza, è importante l'attenzione all'organizzazione del lavoro e ai carichi. Il “Porto per il territorio” deve essere un modello di qualità del lavoro, trasparenza e innovazione. Questo va rafforzato nel Piano triennale.

Davide Calderan, presidente della Venice Port Community, ha sottolineato il valore dell'economia portuale. Rappresenta 1.400 aziende e 26.000 lavoratori. Generano un'economia alternativa alla monocultura turistica. Sono necessari investimenti per mantenere l'operatività del porto. Si riferisce a infrastrutture come il canale Malamocco Marghera e il Vittorio Emanuele. Anche il ricambio generazionale è fondamentale. Bisogna convivere con il territorio, capendone le necessità e garantendo un'operatività adeguata.

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