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Il sindaco Diego Ferrara e l'assessora Tiziana Della Penna sono stati assolti dalla Corte dei Conti riguardo al dissesto del Comune di Chieti. La sentenza ha invece condannato l'ex primo cittadino Umberto Di Primio. Numerose le reazioni politiche che celebrano la decisione, sottolineando la responsabilità della precedente amministrazione.

Sentenza Corte dei Conti: Ferrara e Della Penna assolti

La Corte dei Conti ha emesso una sentenza chiave sul dissesto del Comune di Chieti. L'esito ha visto l'assoluzione del sindaco attuale, Diego Ferrara, e dell'assessora al Bilancio, Tiziana Della Penna. Parallelamente, è giunta una condanna per l'ex primo cittadino, Umberto Di Primio. Questa decisione ha innescato un'ondata di commenti e reazioni nel panorama politico abruzzese, in particolare tra gli amministratori teatini.

Il consigliere regionale del Partito Democratico, Sandro Mariani, ha definito la sentenza un passaggio fondamentale. Ha sottolineato come la vicenda fosse stata a lungo oggetto di interpretazioni ambigue. I tentativi di scaricare responsabilità altrove sono ora smentiti dai fatti accertati. La condanna in appello dell'ex sindaco Di Primio chiarisce la provenienza del dissesto.

Secondo Mariani, il dissesto è il risultato diretto di una specifica stagione amministrativa. Le scelte politiche di quel periodo sono riconducibili alla guida di Umberto Di Primio. Quest'ultimo ricopre ora il ruolo di difensore civico della Regione Abruzzo. I cittadini di Chieti hanno pagato un prezzo elevato. Hanno subito tagli ai servizi e aumenti di tasse e tariffe.

Mariani ha ribadito con forza che le responsabilità appartengono a chi governava in quel frangente. Non possono essere confuse con l'operato dell'attuale amministrazione. Quest'ultima ha dovuto gestire le pesanti conseguenze di quelle decisioni. La sentenza della Corte dei Conti rende incomprensibile e istituzionalmente inopportuno il ruolo di difensore civico di Di Primio.

Un difensore civico dovrebbe essere una figura di garanzia. Dovrebbe tutelare i diritti dei cittadini e rappresentare imparzialità e credibilità. Questo ruolo mal si concilia con una sentenza che censura l'operato dell'ex sindaco nella gestione pubblica. Mariani ha espresso piena vicinanza al sindaco Ferrara. Lo ha lodato per la dignità e il senso delle istituzioni dimostrati.

Ferrara ha affrontato una situazione estremamente complessa con coraggio. Ha parlato ai cittadini con franchezza, esponendo la reale condizione di dissesto. Ha lavorato per garantire la continuità amministrativa e la tenuta dei servizi. Ha sopportato la spada di Damocle del procedimento senza tirarsi indietro. Mariani ha annunciato verifiche nelle sedi competenti del Consiglio Regionale. L'obiettivo è accertare eventuali cause di incompatibilità o decadenza per Di Primio.

La trasparenza e il rispetto delle istituzioni sono fondamentali. Non possono esserci zone grigie su temi di questa portata. La sentenza della Corte dei Conti ha riacceso il dibattito politico a Chieti. Le reazioni confermano la netta divisione tra chi è accusato di aver causato il dissesto e chi ha lavorato per risanare i conti.

Il Partito Democratico Teatino: "Il dissesto fu una scelta"

Il Partito Democratico di Chieti ha attaccato duramente l'amministrazione precedente. Ha definito il dissesto non un errore, ma una scelta politica deliberata. In una nota congiunta, il segretario cittadino Gianmarco Pescara e la segreteria cittadina hanno analizzato la sentenza. La Corte dei Conti ha stabilito che il dissesto ha radici nella giunta Di Primio. Le responsabilità sono state accertate.

La sentenza certifica che l'amministrazione guidata da Diego Ferrara non ha colpa grave. Ha ereditato una situazione gravissima e si è mossa subito. Ha utilizzato strumenti tecnici come il Piano di riequilibrio finanziario pluriennale (PRFP). Ha agito con tempestività, supportata da pareri tecnici favorevoli e coerenza. L'amministrazione ha tentato di affrontare una crisi già in atto.

Dall'altra parte, la stessa sentenza attesta che l'amministrazione precedente, guidata da Umberto Di Primio, ha responsabilità amministrative per il dissesto. Ha agito con colpa grave, venendo condannata a una sanzione economica. È destinataria di un'interdizione di 10 anni dalle cariche pubbliche.

Il punto cruciale, secondo il PD, non è la condanna in sé, ma il motivo. La Corte accerta che quella gestione ha ignorato i segnali della Corte dei Conti per anni. Ha omesso misure straordinarie come il predissesto. Ha scelto politicamente di non intervenire per evitare vincoli. Questo configura una «deliberata inazione rispetto ai doveri di risanamento». Non è stato un errore, ma una scelta precisa.

Il senatore del Partito Democratico Michele Fina si è congratulato con il sindaco Ferrara. Ha definito la chiusura di questa vicenda una soddisfazione. La gestione del dissesto finanziario del Comune di Chieti ha generato comprensibili preoccupazioni. Tuttavia, chi conosce Diego Ferrara e Tiziana Della Penna non ha mai dubitato dell'esito finale.

Il Comune di Chieti ha lavorato con responsabilità per ristabilire l'equilibrio dei conti pubblici. Ha affrontato una situazione ereditata estremamente difficile. Ha preso decisioni impegnative ma necessarie per riportare stabilità. La decisione della Corte dei Conti è un riconoscimento della serietà con cui è stata gestita questa complessa stagione amministrativa.

Il Polo Civico, rappresentato dal vice sindaco Paolo De Cesare e dall'assessore Manuel Pantalone, ha espresso soddisfazione. Anche i consiglieri Silvia Di Pasquale, Valerio Giannini e Gabriella Ianiro hanno manifestato fiducia nel lavoro della magistratura contabile. Hanno sottolineato l'impegno straordinario dell'assessore al Bilancio Della Penna.

L'assessore ha operato senza sosta in una fase critica per il Comune. Ha messo in campo ogni azione utile al risanamento dei conti. Questo impegno si inserisce in un'azione corale dell'esecutivo. L'amministrazione ha affrontato con responsabilità e determinazione una situazione ereditata critica. Ha lavorato in modo compatto per riportare equilibrio, credibilità e prospettiva all'ente.

La sentenza conferma la correttezza dell'operato dell'Assessore Della Penna e dell'intera amministrazione. Esclude responsabilità e riconosce il valore del lavoro svolto in condizioni complesse. Si tratta di una vittoria giudiziaria e politica. Mentre altri hanno contribuito al dissesto, questa amministrazione ha affrontato il problema con coraggio e trasparenza.

Le dichiarazioni di D'Alfonso e il sostegno delle forze politiche

L'onorevole Luciano D'Alfonso si è detto sempre certo dell'estraneità del sindaco Diego Ferrara al dissesto finanziario del Comune di Chieti. Ha definito la sentenza una bella pagina della storia amministrativa e giudiziaria regionale. Ha visto prevalere la giustizia, restituendo serenità a un gentiluomo. La giustizia ha approfondito con capacità di lettura, indagato in maniera equa e letto le carte.

D'Alfonso ha aggiunto che la sentenza della Corte dei Conti ha riscritto la storia della città. Ha raccontato la correttezza amministrativa del sindaco Ferrara. Quest'ultimo ha avuto il coraggio di fare scelte impopolari per salvare Chieti dall'essere la «pecora nera d’Abruzzo». Il pronunciamento giudiziario segna uno spartiacque.

Distingue chi ha amministrato in modo dissennato da chi ha percorso la strada delle regole e del rispetto dei conti pubblici. Il segretario regionale del Partito Democratico, Daniele Marinelli, ha elogiato il lavoro del sindaco Ferrara e della sua amministrazione. Lo ha definito lungo, complesso e meritevole di riconoscimento. Un impegno serio, rigoroso e orientato alla salvaguardia della città.

Il lavoro è servito prima a evitarne il tracollo, poi ad accompagnarla nel risanamento dei conti. La sentenza contribuisce a definire con nettezza la gestione passata. Il pronunciamento chiarisce le responsabilità della destra sulla situazione critica di Chieti. Questa è stata affrontata con responsabilità, competenza e rispetto delle regole.

Il sindaco eletto nel 2020 ha operato in un contesto tutt'altro che semplice. Marinelli ha sottolineato il valore amministrativo, umano e istituzionale di questo lavoro. È lieto che Diego Ferrara possa finalmente respirare con serenità. La sentenza riconosce il lavoro svolto, la dignità e la serietà dell'operato. Le responsabilità politiche di chi ha affossato Chieti sono ora più chiare. Così come i meriti di chi la sta risollevando.

Il capogruppo in consiglio regionale di Avs, Alessio Monaco, la co-portavoce regionale Europa Verde Abruzzo Avs, Rita Aruffo, e il segretario regionale di Sinistra Italiana Abruzzo Avs, Daniele Licheri, hanno espresso soddisfazione. Hanno confermato la loro fiducia, ribadendo che non hanno mai avuto dubbi sull'esito. Hanno ringraziato Ferrara e Della Penna per il lavoro faticoso e trasparente.

Ora ogni ombra è rimossa. Chi ha portato Chieti in quella situazione risponderà delle proprie responsabilità. Angelo Radica, presidente di Ali Abruzzo e sindaco di Tollo, si è detto contento. Non ha mai dubitato dell'onestà e correttezza del sindaco Ferrara e dell'assessore Della Penna. Hanno sempre agito nell'interesse della comunità. La giustizia contabile ha dichiarato la loro condotta corretta.

Il consigliere regionale Antonio Di Marco ha definito la sentenza un chiarimento che ristabilisce la verità. Ha riconosciuto al sindaco Ferrara e alla sua amministrazione un lavoro difficile, svolto con serietà e rigore. Si trattava di evitare il tracollo e rimettere in ordine conti compromessi. Un percorso faticoso che trova conferma nella correttezza delle scelte.

Di Marco ha chiesto che chi ha avuto responsabilità dirette nel dissesto ne tragga le conseguenze politiche e istituzionali, rassegnando le dimissioni. Un atto dovuto verso la città. A Diego Ferrara va il riconoscimento per il lavoro svolto, la serietà dimostrata e per aver guidato Chieti in un momento storico difficile.

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