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L'associazione Migliore Tutela solleva seri dubbi sulla regolarità degli autovelox installati in Valchiavenna, precisamente a Chiavenna e Verceia. Dopo multe annullate e ricorsi vinti da automobilisti, si chiede trasparenza sul funzionamento e sulla legittimità dei dispositivi.

Autovelox Valchiavenna: dubbi sulla legittimità delle multe

La Valchiavenna torna ad essere teatro di polemiche riguardanti i dispositivi di controllo della velocità. L'associazione Migliore Tutela, già attiva in passato su questo tema, riaccende i riflettori sugli autovelox presenti nei comuni di Chiavenna e Verceia. L'organizzazione chiede a gran voce un chiarimento definitivo sulla loro reale efficacia e, soprattutto, sulla loro conformità normativa. Le domande sollevate sono molteplici e puntano a fare luce su presunte irregolarità.

I cittadini e l'associazione si interrogano sulla funzionalità dei rilevatori. Sono operativi correttamente? Le sanzioni emesse sono quindi valide e legalmente contestabili? Un altro punto cruciale riguarda la possibilità di applicare multe differite, ovvero quelle notificate a casa senza contestazione immediata sul posto. Questo aspetto è particolarmente dibattuto e fonte di incertezza per gli automobilisti.

Franco Esposito, referente provinciale di Sondrio per Migliore Tutela, ha espresso preoccupazione. Ha sottolineato come recenti comunicazioni, provenienti dalle stesse amministrazioni comunali, abbiano anziché dissipare i dubbi, aumentato la confusione generale. Le notizie riguardanti gli autovelox di Chiavenna, situato in via Volta, e di Verceia, in via Nazionale, hanno generato un clima di incertezza.

Chiavenna: introiti sanzioni in calo, autovelox da rimuovere?

Durante una recente seduta del Consiglio comunale di Chiavenna, sono emerse dichiarazioni che hanno ulteriormente alimentato il dibattito. È stato affermato che sia gli introiti derivanti dalle sanzioni sia il numero di incidenti stradali avrebbero subito un drastico calo. Questo dato, se confermato, secondo l'associazione Migliore Tutela, porterebbe a una conclusione logica e inequivocabile.

L'installazione di un autovelox, infatti, dovrebbe essere giustificata dalla presenza di un tasso di incidentalità superiore alla media. Questa è una delle condizioni previste anche dal cosiddetto decreto Salvini del 2024, entrato in vigore il 12 maggio 2025. Se il numero di incidenti è diminuito significativamente, il presupposto stesso per mantenere attivo il dispositivo verrebbe a mancare.

L'associazione suggerisce quindi che, in assenza di un elevato rischio, l'autovelox dovrebbe essere rimosso. La logica è semplice: il dispositivo serve a migliorare la sicurezza stradale dove questa è compromessa, non a generare entrate per le casse comunali. La diminuzione degli incidenti, se correlata all'azione dell'autovelox, dovrebbe portare alla sua disattivazione.

Il sindaco di Chiavenna avrebbe fatto riferimento a generiche «verifiche di regolarità» condotte dal Ministero. Tuttavia, queste affermazioni non sembrano fornire i chiarimenti richiesti dall'associazione e dai cittadini preoccupati.

Verceia: tribunale condanna Comune, danno erariale?

La situazione a Verceia presenta aspetti ancora più critici. Recentemente, il Tribunale di Sondrio ha emesso una sentenza che ha accolto il ricorso presentato da un cittadino. Il Comune è stato quindi condannato a versare circa 700 euro all'automobilista, ritenuto ingiustamente sanzionato. Questo episodio solleva interrogativi sulla correttezza delle procedure seguite nell'emissione delle multe.

Non si tratta di un caso isolato. Pare che vi siano altri ricorsi pendenti presso le autorità giudiziarie. La prospettiva di ulteriori condanne per il Comune apre la porta a una discussione sul potenziale danno erariale. Chi risponderà per le somme che le casse pubbliche potrebbero essere costrette a sborsare a causa di sanzioni illegittime?

Nonostante queste vicende, l'amministrazione comunale di Verceia, per bocca del suo primo cittadino, ha recentemente annunciato con enfasi l'intenzione di «riaccendere gli impianti di rilevazione». Questa decisione appare in controtendenza rispetto alle sentenze favorevoli agli automobilisti e alle richieste di maggiore trasparenza.

Franco Esposito di Migliore Tutela ritiene fondamentale un'analisi tecnico-normativa approfondita. Sottolinea l'importanza di verificare la presenza di un Piano urbano di sicurezza aggiornato. Inoltre, è necessario analizzare le caratteristiche specifiche del tratto stradale interessato. La legge, infatti, potrebbe non consentire la contestazione differita delle infrazioni in determinate circostanze.

Questo aspetto, relativo alla contestazione differita, sembra essere già stato oggetto di decreti prefettizi in passato. La sua applicazione impropria potrebbe invalidare le multe emesse. L'associazione chiede quindi che vengano rispettate le normative vigenti per garantire la correttezza delle procedure e la tutela dei cittadini.

Contesto normativo e precedenti in Valchiavenna

La questione degli autovelox in Valchiavenna non è nuova. Già in passato, l'associazione Migliore Tutela ha sollevato perplessità simili riguardo ad altri dispositivi installati nella zona. Le normative che regolano l'installazione e l'utilizzo degli autovelox sono piuttosto stringenti. Il Codice della Strada e i relativi decreti ministeriali pongono requisiti precisi per garantire che questi strumenti siano utilizzati per fini di sicurezza e non come mera fonte di entrate.

Il decreto Salvini, citato da Esposito, ha introdotto ulteriori specificazioni riguardo all'omologazione dei dispositivi e alle modalità di controllo della velocità. In particolare, la necessità di una segnalazione chiara e preventiva della presenza dell'autovelox è un punto fermo. Inoltre, la giustificazione dell'installazione deve basarsi su dati oggettivi relativi alla pericolosità del tratto stradale.

La possibilità di contestazione differita, ovvero la notifica a casa della multa, è permessa solo in determinate condizioni. Queste includono l'impossibilità di fermare il veicolo per motivi di sicurezza o la presenza di postazioni non presidiate. Tuttavia, la legge richiede che il tratto stradale sia idoneo a tale modalità di contestazione, aspetto che sembra essere messo in discussione a Verceia.

I precedenti giudiziari, come quello del Tribunale di Sondrio, rappresentano un precedente importante. Essi dimostrano che le contestazioni degli automobilisti possono trovare accoglimento quando le procedure non sono state rispettate. L'associazione Migliore Tutela si pone quindi come garante della corretta applicazione delle norme, chiedendo trasparenza e rispetto per i diritti dei cittadini.

La vicenda solleva anche un tema di responsabilità amministrativa. Se le multe vengono annullate per vizi di procedura, le amministrazioni comunali potrebbero trovarsi a dover rispondere di un uso improprio delle risorse pubbliche. Il concetto di danno erariale, evocato da Esposito, si riferisce proprio a questo: la lesione del patrimonio pubblico causata da atti o omissioni illegittime.

In conclusione, la richiesta di Migliore Tutela è chiara: fare chiarezza una volta per tutte sulla regolarità degli autovelox in Valchiavenna. La sicurezza stradale deve rimanere l'obiettivo primario, e gli strumenti utilizzati devono essere conformi alla legge, evitando abusi e garantendo la correttezza delle procedure sanzionatorie.

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