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Chiusura mensa ospedale Iseo per igiene

La mensa dell'ospedale di Iseo ha cessato temporaneamente la sua attività a seguito di un'ispezione dei Carabinieri del NAS. L'intervento, parte di una campagna nazionale, ha rivelato significative carenze igienico-sanitarie all'interno della struttura.

I militari hanno riscontrato la presenza di muri scrostati e, secondo quanto riportato, anche di scarafaggi. Queste condizioni hanno reso necessaria la sospensione dell'operatività della mensa, gestita da una società con sede a Roma.

Sanzioni e controlli NAS a livello nazionale

L'operazione dei NAS ha interessato numerose strutture sanitarie e di ristorazione in tutta Italia, con l'obiettivo di verificare il rispetto delle normative igienico-sanitarie e di sicurezza alimentare. I controlli, svolti tra febbraio e marzo, hanno esaminato 558 strutture, rilevando non conformità in quasi la metà dei casi (42,7%).

In particolare, sono state sospese due mense, una a Napoli e quella di Iseo, a causa di gravi problematiche igieniche e, nel caso partenopeo, anche per infestazione da insetti. La società romana che gestisce la mensa bresciana è stata multata per diverse migliaia di euro.

Situazione e riapertura della mensa

L'ASST Franciacorta ha disposto la chiusura della mensa ospedaliera. La riapertura sarà possibile solo dopo che tutte le irregolarità riscontrate saranno state sanate e verificate. Nel frattempo, l'ospedale si è organizzato per garantire i pasti appoggiandosi alla struttura di Chiari, anch'essa sottoposta a controlli ma risultata in regola.

I controlli dei NAS hanno riguardato anche circa venti tra RSA e RSD nella provincia di Brescia. Sebbene siano state riscontrate irregolarità in alcune di queste, i problemi non hanno riguardato aspetti sanitari o di sicurezza come accaduto a Iseo.

Altre criticità emerse dai controlli

La campagna nazionale ha portato alla luce diverse altre criticità in altre regioni. A Salerno è stata rilevata una contaminazione microbiologica su vassoi per pasti. A Catania sono stati sequestrati circa 60 kg di alimenti deteriorati e il responsabile è stato denunciato. A Parma sono emerse carenze igieniche in aree di deposito bevande, mentre a Taranto è stata interrotta la produzione di pasti per celiaci per mancanza di spazi adeguati e per problemi igienici.

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