Il consigliere regionale del Pd, Maurizio Mangialardi, solleva interrogativi sullo stato di avanzamento delle strutture sanitarie territoriali finanziate dal PNRR nelle Marche. Chiede chiarezza sulla reale operatività delle Case della Comunità, Ospedali di Comunità e Centrali Operative Territoriali, oltre la scadenza del 30 giugno.
Sanità territoriale: interrogazione sulla attuazione PNRR
La scadenza del 30 giugno per la realizzazione delle opere del PNRR, Missione 6 Salute, ha innescato una richiesta di chiarimenti. Il consigliere regionale del PD, Maurizio Mangialardi, ha presentato un'interpellanza alla Giunta regionale. L'obiettivo è ottenere un quadro preciso e trasparente sull'effettivo stato di avanzamento delle Case della Comunità. Vengono monitorati anche gli Ospedali di Comunità e le Centrali Operative Territoriali nelle Marche.
Il tema della medicina territoriale, finanziata dal PNRR, è al centro di numerose iniziative. Il consigliere dem sottolinea l'importanza di questa opportunità. La Missione 6 deve rappresentare un'occasione per creare una vera rete sanitaria territoriale. Le strutture devono servire a prendere in carico i cittadini. Devono alleggerire i Pronto Soccorso e garantire servizi di prossimità. È fondamentale assicurare personale dedicato e orari certi. L'integrazione con medici di medicina generale è cruciale. Anche gli specialisti, i distretti e i servizi sociali devono essere coinvolti.
Case della Comunità: target nazionale e realtà marchigiana
Nell'interpellanza, Mangialardi chiede alla Giunta di specificare se il target nazionale di 1.038 Case della Comunità sia stato raggiunto entro il 30 giugno 2026. Questo obiettivo è stato più volte richiamato dall'Assessore. La Regione aveva sostenuto che, anche in caso di overbooking a livello nazionale, le risorse sarebbero rimaste disponibili. Queste risorse dovrebbero coprire ulteriori strutture programmate. Ora è necessario conoscere il dato nazionale ufficiale. Bisogna sapere quante strutture marchigiane sono state conteggiate. Si attendono garanzie formali sul mantenimento dei finanziamenti.
Il punto cruciale, secondo il consigliere, è la potenziale discrepanza tra la certificazione formale e la realtà concreta. Alcune strutture mostrano ritardi significativi. Per la provincia di Ancona, si citano in particolare gli esempi di Corinaldo, Chiaravalle e Filottrano. È fondamentale distinguere chiaramente tra cantieri conclusi e strutture attivate. Occorre verificare i servizi effettivamente operativi. La presenza di personale assegnato è un altro elemento chiave. L'apertura reale ai cittadini è l'obiettivo finale. Un edificio o una certificazione amministrativa non bastano a definire una Casa della Comunità pienamente funzionante.
Controllo e trasparenza sulla sanità marchigiana
L'interpellanza mira anche a verificare la corrispondenza tra le attestazioni trasmesse per il PNRR e lo stato effettivo dei lavori. Si chiede di controllare le dotazioni tecnologiche e i servizi realmente attivati. Mangialardi precisa che non si tratta di polemica preventiva. Si tratta piuttosto di esercitare una funzione di controllo doverosa. Se la Regione ha garantito il rispetto degli obiettivi, deve ora fornire dati concreti. Sono necessari atti e verifiche a supporto. Il rischio da evitare è che il 30 giugno diventi solo una scadenza contabile. I cittadini continuano ad attendere una medicina territoriale realmente funzionante.
La domanda centrale posta è semplice ma fondamentale. Nelle Marche si sta costruendo una rete sanitaria di prossimità efficace? Oppure si stanno solo certificando contenitori che non sono ancora pienamente operativi? La risposta a questi quesiti è cruciale per il futuro della sanità regionale. La trasparenza e la concretezza sono necessarie per garantire servizi efficienti ai cittadini. La salute pubblica richiede attenzione e monitoraggio costante.
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