Il Castello Gamba di Châtillon si trasforma in un'esperienza museale più inclusiva. Grazie a un progetto finanziato con fondi PNRR, sono state introdotte tecnologie e soluzioni per abbattere le barriere sensoriali e cognitive. Opere d'arte ora sono fruibili tramite tatto, udito e supporti visivi dedicati.
Castello Gamba: Nuove Esperienze Tattili e Sonore
Il Castello Gamba, storico museo d'arte moderna e contemporanea della Valle d'Aosta, ha inaugurato un'importante iniziativa. Il progetto si intitola “Cultura senza barriere”. L'obiettivo è rendere il patrimonio artistico accessibile a tutti. L'evento di presentazione si è tenuto sabato 21 marzo. Le sale del castello a Châtillon hanno accolto l'innovazione.
Le visite ora offrono un'esperienza multisensoriale. Dita che esplorano pannelli tattili in braille accompagnano l'ascolto di audioguide. Queste narrazioni descrivono le opere d'arte. La tecnologia supporta la comprensione. L'inclusività è al centro della strategia. L'intera presentazione è stata tradotta simultaneamente nella Lingua dei Segni Italiana (LIS). Questo assicura la partecipazione di un pubblico più ampio.
“La fruizione dell’oggetto artistico diventa il più possibile completa”, ha dichiarato Luigi Giunta. È referente dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti. Le sue parole sottolineano l'importanza di un approccio olistico all'arte. Non si tratta solo di vedere, ma di sentire e toccare. Il museo mira a un'immersione totale.
Opere Iconiche Riscoperte con Nuovi Strumenti
Attualmente, tre opere sono state rese particolarmente accessibili. Si tratta dell' “Ercole” di Arturo Martini. C'è anche “Il Cervino” di Italo Mus. Infine, la “Battaglia” di Lucio Fontana. Queste opere si trovano al primo piano del castello. L' “Ercole” è una delle opere più celebri del museo. Per questo, è stata creata una sua riproduzione tridimensionale in scala. Questa replica permette a persone cieche e ipovedenti di percepirla attraverso il tatto. L'audioguida fornisce dettagli aggiuntivi.
Anche un'opera di Lucio Fontana, artista del Novecento, è ora toccabile. La sua “Battaglia”, una decorazione di soffitto di una casa borghese, è fruibile tramite un pannello tattile. Questo strumento consente di esplorare la composizione e le texture. Oltre a queste, altre opere in acciaio sono state rese accessibili. Si trovano nella “sala delle committenze valdostane”. Queste sculture risalgono al 1988. Sono state realizzate da artisti di fama internazionale. Tra questi, Arnaldo e Giò Pomodoro, Joaquin Roca Rey, Andrea Cascella, Mario Ceroli e Sandro Chia. La fusione è avvenuta presso la Delta Cogne di Verrès.
“Si possono toccare indossando i guanti messi a disposizione dal museo”, ha precisato Laura Binda. Lei è una collaboratrice che ha fornito supporto scientifico. L'uso dei guanti garantisce la conservazione delle opere. Permette al contempo l'esplorazione tattile. La cura dei dettagli è fondamentale. L'obiettivo è un'esperienza sicura e arricchente per tutti i visitatori.
Adeguamenti Strutturali per un'Accoglienza Migliore
Gli interventi per rendere il Castello Gamba più accessibile non si limitano alle opere. Anche l'ingresso e gli spazi interni sono stati oggetto di modifiche. “Biglietto da visita del museo”, ha affermato Viviana Maria Vallet. Lei è dirigente della Struttura Patrimonio storico-artistico e gestione siti culturali. L'adeguamento segue il principio del “design for all”. La biglietteria è stata resa più aperta e accogliente. Il bancone presenta una nuova conformazione. La sua altezza è studiata per accogliere persone in sedia a rotelle. L'accessibilità inizia dal primo contatto.
Anche il guardaroba ha subito modifiche. Sono presenti tre armadietti con testi in braille. La pavimentazione tattile guida i visitatori nei corridoi. Presto sarà disponibile un bastone bianco per ipovedenti. L'ascensore è stato dotato di un avviso sonoro. Questo segnala l'arrivo e la partenza. Anche gli spazi esterni beneficiano di miglioramenti. Il parco del castello, utilizzato anche per esposizioni temporanee, ora presenta targhe in braille. Queste accompagnano le tre piante monumentali. Forniscono informazioni scientifiche dettagliate. Sono state realizzate anche due planimetrie del parco. Un modellino in 3d completa l'offerta informativa esterna.
Questi interventi strutturali dimostrano un impegno concreto. L'intento è creare un ambiente veramente inclusivo. Ogni dettaglio è pensato per facilitare la visita. L'esperienza del visitatore è posta al centro. L'arte diventa un diritto di tutti. La cultura si apre a nuove dimensioni di fruizione.
Tecnologia e Formazione per una Cultura Condivisa
Il progetto “Cultura senza barriere” integra anche soluzioni digitali avanzate. Sul sito web del museo è stata implementata una sezione dedicata all'accessibilità. Contiene informazioni utili per pianificare la visita. L'obiettivo è fornire tutti gli strumenti necessari. I visitatori possono prepararsi al meglio. Tra le novità, spicca un'app trilingue. Supporta l'italiano, il francese e l'inglese. L'app include un'audioguida completa. Offre un percorso dedicato alle persone sorde (LIS). Prevede anche un percorso tattile per persone cieche. Questo approccio digitale completa le soluzioni fisiche.
Sono disponibili cinquanta nuovi tablet. Questi dispositivi permettono di utilizzare l'app direttamente in loco. L'interazione con le opere diventa più dinamica. La tecnologia si mette al servizio dell'arte e del pubblico. Parallelamente, è stata posta grande enfasi sulla formazione del personale. Due momenti formativi hanno coinvolto il personale del Gamba e della Soprintendenza. Si è lavorato sull'accoglienza e la comprensione della disabilità. Particolare attenzione è stata dedicata a cecità e sordità. Lo ha spiegato Marco Vigna, referente per l'inclusione nei siti culturali. Una formazione mirata garantisce un'accoglienza di qualità.
Il personale è ora più preparato. Può assistere i visitatori con esigenze specifiche. Questo crea un ambiente più sereno e supportivo. La cultura diventa un'esperienza condivisa. L'inclusione si realizza attraverso la conoscenza e la sensibilità. La tecnologia e la formazione sono pilastri fondamentali.
Fondi PNRR per un Futuro Culturale Inclusivo
L'ambizioso progetto ha visto un investimento significativo. Si parla di quasi 499 mila euro. Questi fondi provengono dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). L'iniziativa è stata avviata a metà 2023. L'obiettivo è chiaro: abbattere le barriere. Non solo quelle architettoniche. Si punta anche a superare quelle sensoriali e cognitive. Lo ha ribadito la dirigente Viviana Vallet. La cultura deve essere accessibile a tutti. Non deve creare divisioni.
“La cultura è un patrimonio di tutti”, ha ricordato l’Assessore regionale a Istruzione, cultura e politiche identitarie Erik Lavevaz. Le sue parole sottolineano il valore sociale dell'arte. L'arte appartiene alla collettività. Deve essere fruibile da ogni cittadino. La Soprintendente ai beni e alle attività culturali Laura Montani ha aggiunto: “una cultura che non si limita a esporre, ma coinvolge, che non esclude, ma accoglie, che non separa, ma unisce”. Questo concetto racchiude l'essenza del progetto. Si vuole creare un legame tra l'arte e il pubblico.
Il Presidente della Regione Renzo Testolin ha concluso con una riflessione. “Parliamo di un castello che deve valorizzare l’arte moderna. Cosa c’è di più moderno di questo concetto?”. La trasformazione del museo in un luogo inclusivo è vista come un passo avanti. Rappresenta un'evoluzione nel modo di concepire la cultura. L'investimento del PNRR è cruciale. Permette di realizzare progetti innovativi. Migliora l'offerta culturale. Rende la Valle d'Aosta un territorio più accessibile. L'arte moderna trova così una cornice ancora più contemporanea. Una cornice che abbraccia tutti.