Cesenatico: mucillagini devastano pesca lumachine, prezzi alle stelle
Crisi pesca lumachine a Cesenatico
La pesca delle lumachine di mare, una risorsa tradizionale e redditizia per Cesenatico, sta affrontando un periodo di crisi senza precedenti. Nell'ultima stagione, la produzione è crollata di oltre l'80%, con i pescatori che hanno trovato i fondali quasi deserti. Questo drastico calo ha colpito duramente circa 40 imbarcazioni tra Cesenatico, Cervia e il Ravennate.
I cosiddetti “nassaroli”, i pescatori specializzati in questo tipo di mollusco, hanno registrato una diminuzione drastica del pescato, con banchi di lumachine ormai rarefatti o del tutto assenti nel tratto di mare tra la foce del Rubicone e la zona di Ravenna. La situazione è così grave che i pescatori chiedono risposte concrete dalla ricerca scientifica.
Mucillagini 2024: la causa del disastro
La causa principale di questa sciagura viene attribuita alle estese mucillagini che hanno interessato l'Adriatico nell'estate del 2024. Si ipotizza che queste masse gelatinose, depositandosi sul fondale, abbiano impedito la corretta schiusa delle uova delle lumachine, compromettendo la riproduzione della specie.
Le lumachine di mare (Nassarius mutabilis) sono gasteropodi che prediligono fondali sabbiosi e melmosi. La loro scomparsa dai fondali marini, solitamente ricchi, rappresenta un duro colpo per l'ecosistema e per l'economia locale.
Prezzi alle stelle e redditi compromessi
Le conseguenze della scarsità di prodotto si sono immediatamente riflesse sui prezzi al dettaglio. Le lumachine di mare, un tempo vendute a 6-8 euro al chilo, hanno raggiunto quotazioni fino a 18 euro al chilo. Questo aumento vertiginoso ha reso il prodotto meno accessibile ai consumatori e ha drasticamente ridotto i guadagni dei pescatori.
Luca Zanuccoli, un pescatore esperto, ha descritto un quadro desolante: il suo pescato è passato da 40-50 chili a soli 7-8 chili per uscita. Anche le imbarcazioni più grandi hanno visto dimezzarsi il loro raccolto, passando da 80 a 15 chili. Per cercare di recuperare, molti sono stati costretti a spostarsi verso il Riminese, aumentando notevolmente le spese per il carburante.
Le seppie come ultima speranza e la mancata indennizzo
Di fronte a questa emergenza, alcuni pescatori hanno tentato di anticipare la stagione della pesca delle seppie, considerata una sorta di “ultima spiaggia”. Tuttavia, la preoccupazione è alta: se anche questa attività dovesse subire un calo, il futuro del mestiere sarebbe seriamente compromesso.
Molti pescatori hanno espresso rammarico per non aver ricevuto alcun ristoro dalla Regione Emilia-Romagna, nonostante i fondi stanziati. Ritengono che i criteri di assegnazione degli indennizzi siano stati inadeguati e poco trasparenti, penalizzando ulteriormente chi, come loro, ha visto il proprio lavoro e reddito minacciati da eventi ambientali imprevisti.