Cronaca

Raccolta solidale: l'assessora Labruzzo risponde alle critiche

15 marzo 2026, 20:57 2 min di lettura
Raccolta solidale: l'assessora Labruzzo risponde alle critiche Immagine da Wikimedia Commons Cesena
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Raccolta solidale: un'iniziativa radicata nel territorio

L'assessora Carmelina Labruzzo è intervenuta per difendere la storica iniziativa della raccolta solidale nei quartieri di Cesena, definendola un pilastro della solidarietà locale con 18 anni di attività. L'iniziativa coinvolge centinaia di volontari e numerosi punti vendita, mobilitando i cittadini nel sostegno alle fasce più deboli della popolazione.

La dichiarazione dell'assessora arriva in risposta a un'interrogazione presentata dal consigliere comunale di Fratelli d'Italia, Marco Casali, che aveva sollevato dubbi sull'organizzazione e sulla distribuzione dei beni raccolti. Labruzzo ha espresso preoccupazione per come l'interrogazione potrebbe minare un'esperienza consolidata di generosità e collaborazione.

Ruolo dei quartieri e delle associazioni locali

La raccolta solidale è promossa direttamente dai Consigli di Quartiere, che giocano un ruolo fondamentale sia nell'organizzazione che nella destinazione dei beni. Ogni consiglio individua autonomamente le associazioni del proprio territorio con cui collaborare per la redistribuzione dei prodotti raccolti.

Queste associazioni sono realtà ben radicate nel tessuto del volontariato locale, impegnate quotidianamente nell'aiuto alle persone in difficoltà e attive nei tavoli di coordinamento sulla coesione sociale. Tra queste spiccano le Caritas parrocchiali e le Conferenze di San Vincenzo, da sempre impegnate nella distribuzione di aiuti alimentari.

Ampliamento delle collaborazioni e criteri di distribuzione

Negli ultimi anni, alcuni quartieri hanno scelto di estendere il sostegno anche ad altre realtà attive sul territorio, come l'Emporio Solidale e le Cucine Popolari. Queste organizzazioni supportano numerosi nuclei familiari residenti nell'area dell'Unione.

L'assessora ha chiarito che la logica alla base della distribuzione è la prossimità territoriale: i beni raccolti in un quartiere vengono prioritariamente destinati alle realtà che operano nella stessa zona o nelle vicinanze. Non esiste un sistema di accreditamento formale delle associazioni; la redistribuzione avviene tramite la rete consolidata di organizzazioni territoriali con cui i quartieri collaborano stabilmente.

Trasparenza e valore comunitario

Il collegamento con i Servizi Sociali del Comune è costante, e molte delle associazioni coinvolte lavorano in stretta sinergia con essi, intercettando situazioni di fragilità. Al termine di ogni raccolta, vengono sempre resi pubblici i dati complessivi dell'iniziativa, con le quantità di prodotti raccolti e i risultati ottenuti, spesso diffusi anche attraverso i media locali per informare l'intera cittadinanza.

L'assessora Labruzzo ha concluso sottolineando come la Raccolta Solidale sia un grande gesto comunitario, frutto della collaborazione tra quartieri, volontariato, esercizi commerciali e cittadini. Ha auspicato un sostegno e una valorizzazione dell'iniziativa da parte di tutte le forze politiche, riconoscendo il lavoro dei volontari e evitando polemiche strumentali.

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