Cronaca

Forlì-Cesena: 17 morti sul lavoro nel 2025, dati allarmanti

15 marzo 2026, 20:12 2 min di lettura
Forlì-Cesena: 17 morti sul lavoro nel 2025, dati allarmanti Immagine generata con AI Cesena
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Allarme sicurezza sul lavoro a Forlì-Cesena

Nel corso del 2025, la provincia di Forlì-Cesena ha registrato un preoccupante aumento degli incidenti sul lavoro. I dati recenti parlano di 17 decessi, un incremento del 112,5% rispetto all'anno precedente. A ciò si aggiungono 7.236 denunce di infortunio, segnando un +6,1%.

Questi numeri confermano una tendenza negativa che preoccupa le organizzazioni sindacali. La CGIL locale sottolinea come la sicurezza sul lavoro rimanga una questione di primaria importanza, richiamando una storica tragedia avvenuta 36 anni prima nel porto di Ravenna, che causò la morte di 13 operai.

Infortuni in crescita nel 2026

L'anno 2026 ha visto un'ulteriore escalation. Già a gennaio, le denunce di infortunio hanno raggiunto quota 590, superando le 502 dello stesso periodo nel 2025. Questo rappresenta un aumento del 17,5%, significativamente superiore alla media regionale del +6,9%.

Le fasce di età più colpite sono quelle tra i 41 e i 65 anni. I settori maggiormente interessati dagli infortuni sono l'industria e i servizi, ma si registrano casi anche nella sanità, nel commercio, nei trasporti e nelle costruzioni.

Malattie professionali e iniziative sindacali

Parallelamente agli infortuni, persistono le malattie professionali. Nel 2026 sono già 116 le denunce, con un aumento dei lavoratori coinvolti. Le patologie più diffuse riguardano disturbi osteomuscolari e del tessuto connettivo, spesso riconducibili a movimenti ripetitivi e alla movimentazione manuale dei carichi.

La Segretaria generale della CGIL di Forlì-Cesena, Maria Giorgini, esprime forte preoccupazione, affermando che «dietro questi numeri ci sono lavoratrici e lavoratori che ogni giorno rischiano la propria salute». La CGIL ricorda le iniziative già in campo, come il tavolo provinciale sulla salute e sicurezza e percorsi formativi nelle scuole secondarie.

Appello per maggiore prevenzione e stabilità

Nonostante i passi avanti, la CGIL ritiene necessario un impegno maggiore. Si chiede un rafforzamento dei controlli, maggiori investimenti nella prevenzione e nella formazione, e interventi più decisi nelle filiere degli appalti. È auspicato un cambiamento delle politiche del lavoro per garantire stabilità e sicurezza, permettendo ai lavoratori di segnalare criticità senza timore di ritorsioni.

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