Commercio di prossimità: infrastruttura vitale per le città del futuro
Hub urbani: la sfida per un commercio che non sia solo un'etichetta
Il 9 marzo 2026, l'assessore allo Sviluppo economico Lorenzo Plumari ha posto l'accento sulla centralità del commercio di prossimità. Il suo intervento, tenuto al primo Forum sull’economia urbana organizzato dalla Regione Emilia-Romagna, ha evidenziato come le serrande che si alzano ogni mattina siano un pilastro fondamentale per il futuro delle nostre città.
L'evento regionale ha rappresentato un'occasione cruciale per analizzare l'esperienza degli hub urbani e di prossimità. L'obiettivo è fare il punto sulle prospettive del commercio locale, un settore in profonda trasformazione.
Al centro del dibattito vi è stata la legge regionale sull’economia urbana. Questo nuovo modello di hub è stato concepito per rilanciare le attività commerciali e migliorare l'accesso ai servizi essenziali. L'iniziativa mira sia ai grandi centri urbani sia ai piccoli comuni situati nelle aree interne e appenniniche.
«Quando affrontiamo il tema dell'economia urbana, stiamo in realtà definendo il modello di città che intendiamo costruire nei prossimi anni», ha dichiarato l'assessore Plumari. Ha poi sottolineato l'importanza della legge regionale e del percorso degli hub, definendoli un vero e proprio cambio di passo.
Per la prima volta, le istituzioni cercano di governare le profonde trasformazioni in atto. L'intento è agire proattivamente, anziché intervenire solo dopo l'insorgere delle crisi. Il settore commerciale, infatti, è già profondamente segnato da cambiamenti epocali.
La digitalizzazione ha ridefinito le abitudini di consumo, mentre le grandi piattaforme online esercitano una forza crescente. A ciò si aggiungono l'aumento dei costi energetici e le fragilità intrinseche delle filiere produttive e distributive. Tutti questi fattori stanno radicalmente mutando il panorama del commercio.
«In questo scenario, il rischio è uno solo e ben definito: lo svuotamento progressivo e inesorabile dei nostri centri storici», ha proseguito Plumari. Ha avvertito che una tale desertificazione commerciale non è mai solo una questione economica.
Significa anche la perdita di un presidio sociale fondamentale, un deterioramento della sicurezza urbana e, in ultima analisi, una diluizione dell'identità stessa delle comunità. Da qui emerge la necessità impellente per le amministrazioni locali di elevare l'economia urbana a vera e propria priorità politica.
A Cesena, come in molte altre città dell'Emilia-Romagna, si osservano oggi due dinamiche contrapposte. Da un lato, ci sono imprenditori che continuano a investire e innovare, dimostrando fiducia nella vitalità del centro.
Dall'altro, persistono difficoltà strutturali che rendono sempre più complessa la gestione quotidiana delle attività commerciali. La domanda che le amministrazioni devono porsi è semplice e diretta: «Vogliamo città vive e pienamente vissute, oppure centri urbani polarizzati e frammentati?». In questo contesto, gli hub urbani rappresentano una risposta concreta e tangibile.
Tuttavia, l'assessore ha posto una condizione fondamentale: questi strumenti devono essere efficaci e non rimanere mere «etichette formali». Il bando regionale, che mette a disposizione 14 milioni di euro, è stato accolto come un primo passo positivo.
La vera sfida, ha puntualizzato Plumari, risiederà nel modo in cui queste risorse verranno effettivamente impiegate sul territorio. Per garantire il successo di queste iniziative, sono necessarie strategie integrate e multidimensionali.
La prima strategia consiste nel considerare il commercio di vicinato come una vera e propria infrastruttura urbana. Non è solo un servizio di prossimità, ma un presidio sociale e un elemento cruciale per la sicurezza. «Piazze vuote sono piazze insicure», ha ribadito l'assessore, sottolineando il legame indissolubile tra vitalità commerciale e sicurezza pubblica.
La seconda strategia riguarda l'integrazione delle politiche. L'economia urbana non può essere isolata, ma deve dialogare con settori come la mobilità, la gestione dei parcheggi, l'accessibilità degli spazi, la qualità dell'ambiente pubblico, la sicurezza e le politiche abitative. Un approccio olistico è indispensabile.
La terza scelta strategica è quella delle alleanze. Il settore pubblico da solo non è sufficiente per affrontare la complessità del rilancio. È indispensabile la collaborazione attiva delle associazioni di categoria, il coinvolgimento diretto degli imprenditori e un patto solido con i proprietari immobiliari.
Questo patto deve mirare alla valorizzazione complessiva dei centri storici, trasformandoli in luoghi attrattivi e funzionali. Nel suo intervento, l'assessore ha anche evidenziato il ruolo cruciale della Regione.
L'ente regionale è chiamato non solo a sostenere i territori con risorse economiche, ma anche a fornire strumenti di semplificazione amministrativa e supporto tecnico. «La burocrazia è uno dei fattori che più scoraggiano gli investimenti nei centri storici», ha ammonito Plumari. «Se vogliamo attrarre nuove attività, dobbiamo agire con decisione anche su questo fronte».
Infine, è stato affrontato il tema generazionale, considerato di vitale importanza. Senza l'apporto di giovani imprenditori, ha avvertito l'assessore, il futuro dei centri storici è già compromesso. Per questo motivo, sono necessarie politiche mirate a favorire il ricambio generazionale.
Queste politiche devono sostenere le start-up commerciali e promuovere l'integrazione tra il digitale e il fisico, creando un ecosistema innovativo. «La legge sull’economia urbana ci offre una cornice di riferimento», ha concluso Plumari. «Ma la vera differenza sarà fatta dalla nostra capacità di interpretarla in modo ambizioso. Non dobbiamo limitarci a gestire l'esistente, ma dobbiamo governare attivamente il cambiamento».
Anche la consigliera regionale del Partito Democratico, Francesca Lucchi, ha espresso il suo parere sul tema. Ha ribadito che «il commercio di vicinato non è semplicemente un fatto economico. È una componente essenziale della vita quotidiana delle nostre comunità».
Negozi, botteghe artigiane e servizi di prossimità svolgono un ruolo insostituibile. Essi tengono uniti i quartieri, animano le piazze e trasformano i centri urbani e i borghi in luoghi vissuti, non solo attraversati. Il lavoro sugli hub urbani si muove proprio in questa direzione strategica.
L'obiettivo è rafforzare la collaborazione tra i comuni, le imprese e i territori. Ciò serve a valorizzare l'identità locale, migliorare la qualità degli spazi pubblici e aumentare la capacità di attrazione delle nostre città. La sfida attuale, secondo Lucchi, è garantire che queste politiche producano effetti concreti.
È fondamentale che i benefici si estendano anche ai centri medi e ai territori, come quelli della Romagna. In queste aree, il commercio locale svolge un ruolo cruciale nel mantenere attivi servizi essenziali, promuovere la socialità e garantire un presidio urbano costante. Investire nell'economia urbana, ha concluso Lucchi, significa sostenere non solo le attività economiche, ma anche la qualità della vita delle persone e la vitalità complessiva delle nostre comunità.