Cronaca

Cesena: corteo transfemminista contro violenza e discriminazioni

15 marzo 2026, 20:18 3 min di lettura
Cesena: corteo transfemminista contro violenza e discriminazioni Immagine generata con AI Cesena
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Manifestazione transfemminista a Cesena

Ieri pomeriggio, Cesena è stata teatro della terza edizione di una manifestazione transfemminista che ha visto la partecipazione di circa 200 persone. L'evento, caratterizzato da musica, danze e momenti di riflessione, ha avuto l'obiettivo di dare voce alle soggettività oppresse e contrastare le politiche considerate discriminatorie.

Collettivi provenienti dalla Romagna, il gruppo locale Spazio Caracol e artisti attivisti da Bologna si sono uniti per questa causa. La mobilitazione ha puntato i riflettori su diverse tematiche cruciali per la società contemporanea.

Temi chiave del corteo

Durante le varie tappe del percorso, sono emerse con forza questioni come la violenza di genere, i recenti provvedimenti legislativi come il Ddl Valditara e il Ddl Bongiorno, il sistema economico capitalistico e l'importanza dell'educazione sesso-affettiva nelle scuole. Cartelli con slogan come «Il mio abito non è il mio consenso» e «No è No, non insistere» hanno sottolineato la centralità del concetto di consenso.

I partecipanti hanno espresso la volontà di portare in piazza le istanze di coloro che non hanno spazio nel dibattito pubblico, includendo un pensiero solidale verso le donne iraniane e palestinesi e tutti i popoli oppressi. L'obiettivo dichiarato è la denuncia dell'oppressione per promuovere un cambiamento sistemico.

Percorso e critiche alle politiche

Il corteo è partito dalla stazione, animato da tamburi e danze, risalendo corso Cavour. La prima sosta alla Barriera ha visto emergere la preoccupazione per la sicurezza delle donne a Cesena, con critiche rivolte al blocco, da parte della Lega, della legge sul consenso in Senato. Le manifestanti hanno evidenziato come tale scelta possa favorire la vittimizzazione secondaria.

Proseguendo verso viale Carducci e via Braschi, una sosta ha focalizzato l'attenzione sull'approccio del Governo Meloni all'educazione scolastica. È stata criticata l'ottica conservatrice e ideologica, con particolare riferimento al Ddl Valditara che limiterebbe i progetti di educazione sesso-affettiva, richiedendo percorsi specifici e autorizzazioni familiari.

Emergenza abitativa e benessere lavorativo

In piazza della Libertà, gli interventi si sono concentrati sull'emergenza abitativa. È stato ribadito che l'abitare debba essere un diritto universale e non un lusso, criticando le politiche che rendono l'accesso alle case popolari difficile per fasce vulnerabili e l'aumento degli affitti. Si è auspicato un maggiore impegno da parte del Comune e incentivi statali per le politiche abitative.

La sosta successiva in piazza Almerici ha affrontato i temi del burnout, dello sfruttamento lavorativo e del benessere mentale. Le attiviste hanno chiesto politiche che tutelino il lavoro non regolarizzato e condizioni lavorative dignitose, affermando che il benessere mentale è un diritto fondamentale e non un privilegio.

Disagio sociale e sicurezza in città

Il corteo si è concluso in piazza del Popolo, dove gli ultimi interventi hanno toccato il tema del disagio sociale e della sicurezza in città. È stata espressa preoccupazione per le donne, le persone queer, gli immigrati e i disabili, che vivono la città con il timore di discriminazioni, citando episodi recenti avvenuti anche nel centro cittadino.

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