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A Cesena, tre anni dopo l'alluvione, 13 famiglie restano senza casa. Gli aiuti per l'autonoma sistemazione sono prossimi alla scadenza, creando incertezza sul futuro.

Aiuti per sfollati in bilico a Cesena

Sono passati tre anni dal disastroso evento alluvionale che ha colpito il territorio di Cesena. Nonostante il tempo trascorso, tredici famiglie non hanno ancora potuto rientrare nelle proprie abitazioni. Queste persone continuano a trovare soluzioni alternative per vivere. Il loro sostentamento è garantito da contributi pubblici specifici.

Si tratta dei cosiddetti CAS, acronimo di contributi per l’autonoma sistemazione. Questi fondi sono stati erogati dopo l'emergenza a un numero elevato di persone sfollate. L'obiettivo era fornire un supporto concreto a chi aveva perso la propria casa.

Dall'inizio dell'erogazione, poco dopo il disastro, fino ad oggi, ben 386 nuclei familiari hanno ricevuto questo tipo di sostegno. Tuttavia, non tutte le richieste sono state accolte. Ben 48 domande sono state respinte dalle autorità competenti.

Incertezza sul futuro dei contributi

Adesso, però, il futuro di coloro che ancora dipendono da questo aiuto appare incerto. Nei giorni scorsi, il Comune di Cesena ha autorizzato un'erogazione di fondi. Si tratta di 8.300 euro totali, destinati a coprire il sostegno per il mese di marzo.

I fondi previsti per coprire il mese di aprile, che verranno erogati nel mese di maggio, dovrebbero rappresentare gli ultimi disponibili. Infatti, un'ordinanza commissariale datata 20 giugno 2025 aveva stabilito la proroga di questa forma di aiuto fino al 30 aprile 2026.

Tuttavia, è necessario usare il condizionale. La Protezione Civile, che segue attentamente la situazione tramite lo Sportello Ricostruzione, non ha ancora ricevuto comunicazioni ufficiali. Nonostante ciò, si era venuti a conoscenza di una nuova ordinanza. Questa avrebbe previsto un'ulteriore proroga dei CAS fino al prossimo novembre.

Pubblicata ordinanza, ma non ancora trasmessa

Effettivamente, all'inizio della scorsa settimana, questo provvedimento è stato pubblicato sul sito web del commissario straordinario per la ricostruzione. Tuttavia, il documento non è ancora stato ufficialmente trasmesso ai comuni interessati. Questo ritardo genera una situazione di incertezza.

L'incertezza genera apprensione in alcune delle tredici famiglie ancora sfollate. I contributi CAS hanno finora alleggerito significativamente i loro costi. Senza questo aiuto, le spese per affitti in una zona con canoni elevati sarebbero state insostenibili. Inoltre, la disponibilità di alloggi in affitto è molto limitata.

Anche l'ipotesi di dover sostenere mutui per l'acquisto di una nuova casa sarebbe stata gravosa. Nonostante la mancanza di una comunicazione formale al Comune, le informazioni presenti su un sito istituzionale sembrano offrire un certo grado di rassicurazione.

Entità dei contributi per l'autonoma sistemazione

Il contributo CAS varia in base alla composizione del nucleo familiare. Per una persona, l'importo mensile è di 400 euro. Per due componenti, sale a 500 euro. Per tre persone, si arriva a 700 euro. Le famiglie con quattro componenti ricevono 800 euro. Per quelle con cinque o più persone, l'assegno è di 900 euro mensili.

È prevista una maggiorazione. Si possono aggiungere 200 euro mensili per ogni componente del nucleo familiare che sia ultra 65enne. La stessa maggiorazione si applica in presenza di persone con disabilità o invalidità non inferiore al 67%. Questo per venire incontro alle esigenze più specifiche.

Hanno potuto beneficiare di questo sostegno coloro che sono stati costretti a lasciare la propria abitazione principale. L'abbandono doveva essere conseguenza di un provvedimento di sgombero o evacuazione. L'autorità competente ha emesso tale provvedimento a causa dell'alluvione iniziata il 1° maggio 2023.