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Bologna ha tributato l'ultimo commosso saluto a Fabio Roversi Monaco, figura chiave dell'università italiana. Il suo operato ha segnato profondamente l'Alma Mater, estendendone l'influenza ben oltre i confini tradizionali. La sua eredità perdura come guida per il futuro dell'istruzione superiore.

L'addio a un rettore visionario

Si è svolta a Bologna, nell'Aula Magna di Santa Lucia, la cerimonia funebre per Fabio Roversi Monaco. L'evento ha visto la partecipazione di familiari, autorità e accademici, uniti nel ricordo dell'uomo che per quindici anni ha diretto l'Alma Mater Studiorum. La sua leadership ha trasformato l'istituzione, proiettandola su scala globale. Roversi Monaco è stato celebrato non solo come giurista di fama internazionale, ma anche come un visionario capace di espandere i confini del sapere.

L'attuale Rettore, Giovanni Molari, ha aperto la cerimonia, delineando la statura di Roversi Monaco. Ha evidenziato come la sua eredità vada oltre le strutture fisiche, incarnando una visione di università pubblica, autonoma e diffusa sul territorio. Le parole di Molari hanno sottolineato il profondo legame personale e istituzionale con il defunto rettore.

“A me l’onore di esprimere, a nome dell’Ateneo, i pensieri e i sentimenti che oggi ci accomunano”, ha dichiarato Molari. Ha aggiunto che rendere omaggio a Roversi Monaco è un dovere e un modo per ricambiare la stima e la fiducia ricevute. La famiglia ha espresso gratitudine per questo riconoscimento.

L'impatto di Roversi Monaco sull'università

Giovanni Molari ha ricordato come il nome di Roversi Monaco sia indissolubilmente legato alla storia dell'Alma Mater. Lo ha descritto come una figura capace di unire un forte radicamento locale con una spinta verso l'internazionalizzazione. Questo approccio ha portato a traguardi significativi.

Tra questi, la firma della Magna Charta Universitatum nel 1988. Un altro momento cruciale è stata la “Bologna Declaration” nel 1999. Questo accordo ha avviato il processo di armonizzazione dei titoli di studio in tutta Europa, un passo fondamentale per la mobilità accademica.

La ministra dell'Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, ha partecipato alle esequie. Ha reso omaggio a Roversi Monaco, definendolo un punto di riferimento per la cultura e la cittadinanza attiva. Le sue parole hanno evidenziato la portata del suo operato.

“È stato un gigante della cultura e delle istituzioni, un uomo che ha saputo anticipare il futuro”, ha affermato la ministra Bernini. Ha sottolineato come Roversi Monaco abbia reso l'università un bene comune e uno strumento di crescita per l'intero Paese. La sua capacità di coniugare tradizione e innovazione è stata fondamentale.

“La sua forza è stata quella di saper tenere insieme la tradizione di Bologna con l'innovazione europea”, ha aggiunto Bernini. Ha concluso affermando che, nonostante la perdita, la sua eredità rimane una guida preziosa per tutti. Il processo di Bologna e la visione di un sapere senza confini sono esempi concreti.

L'espansione in Romagna: il Multicampus

Per il territorio di Forlì e la Romagna, Fabio Roversi Monaco rappresenta una figura paterna per l'università moderna. A lui si deve la creazione del Multicampus. Questo modello organizzativo, unico in Italia, ha permesso all'Alma Mater di espandersi verso Forlì, Cesena, Ravenna e Rimini. L'università ha cessato di essere un'entità esclusivamente bolognese.

Grazie alla sua visione, l'ateneo è diventato una risorsa strategica per la Romagna. Ha garantito un radicamento profondo nel tessuto sociale ed economico locale. Oggi, migliaia di studenti animano il Campus di Forlì e le altre sedi romagnole. L'università è una forza trainante per l'intero distretto.

Questo modello di espansione territoriale ha avuto un impatto significativo. Ha portato opportunità formative e di ricerca in aree precedentemente meno servite. La presenza universitaria ha stimolato lo sviluppo economico e culturale della regione. Il Multicampus è un esempio di come l'università possa essere un motore di progresso diffuso.

Il ricordo di amici e familiari

La cerimonia ha visto gli interventi di giuristi e amici di lunga data. Giuseppe Caia, Giuseppe Morbidelli, Daria De Pretis e Marco Cammelli hanno condiviso ricordi preziosi. Hanno contribuito a delineare il profilo di una vita straordinaria, ricca di successi accademici e istituzionali.

Roversi Monaco era professore emerito di Diritto costituzionale e amministrativo. La sua competenza accademica era pari alla sua capacità di guidare importanti istituzioni. Tra queste, la Fondazione Carisbo, Banca Imi e l'Istituto Treccani. La sua dedizione era totale.

Particolarmente toccante è stato il ricordo della figlia, Maria Giulia Roversi Monaco. Ha parlato dell'uomo dietro la figura pubblica. Ha descritto la sua curiosità inesauribile e la sua costante proiezione verso il futuro. Un esempio di questa lungimiranza è stata l'ideazione del Festival della Scienza Medica nel 2015. Questo evento dimostra la sua continua ricerca di innovazione e dialogo.

La sua eredità intellettuale e umana continua a ispirare. Le sue opere accademiche sono ancora punti di riferimento. La sua visione di un'università aperta e inclusiva rimane un faro. La sua scomparsa lascia un vuoto nel mondo accademico e istituzionale italiano.

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