Cultura

Ancona Capitale Cultura 2028: Forlì esclusa, il sogno sfuma

18 marzo 2026, 11:23 4 min di lettura
Ancona Capitale Cultura 2028: Forlì esclusa, il sogno sfuma Immagine generata con AI Cesena
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Ancona è stata scelta come Capitale Italiana della Cultura per il 2028, superando la candidatura di Forlì. La decisione è stata annunciata oggi dal Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, a Roma.

Ancona eletta Capitale Italiana della Cultura 2028

La città di Ancona è stata ufficialmente designata Capitale Italiana della Cultura per l'anno 2028. L'annuncio è giunto questa mattina, 18 marzo 2026, durante una cerimonia tenutasi a Roma. La scelta è stata effettuata dal Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, dopo un'attenta valutazione delle proposte presentate da dieci città finaliste.

La proclamazione ha segnato la fine delle speranze per Forlì, che ambiva a ottenere questo prestigioso riconoscimento. La città romagnola era tra le candidate con il dossier intitolato “Forlì 2028 – I Sentieri della Bellezza”. La notizia ha generato profonda delusione tra i sostenitori del progetto forlivese.

Alla cerimonia di premiazione a Roma erano presenti diverse personalità. Tra queste, il sindaco di Forlì, Gian Luca Zattini, il sindaco di Cesena, Enzo Lattuca, e Gianfranco Brunelli, presidente del Comitato Scientifico per la candidatura di Forlì. La loro presenza testimoniava l'impegno profuso nel sostenere il progetto.

Ancona, oltre al titolo, riceverà un finanziamento di un milione di euro. Questa somma sarà destinata all'implementazione del programma culturale proposto nel suo dossier di candidatura. La competizione ha visto confrontarsi numerose realtà territoriali, ciascuna con proposte uniche.

Forlì esclusa: il progetto “Sentieri della Bellezza” non vince

Il sogno di Forlì di diventare Capitale Italiana della Cultura 2028 si è infranto questa mattina. Il dossier “Forlì 2028 – I Sentieri della Bellezza”, un lavoro di ben 300 pagine, non è stato premiato dalla giuria. Questo progetto ambizioso aveva mobilitato circa cinquanta Comuni, estendendo le collaborazioni ben oltre i confini della Romagna.

Il percorso di elaborazione del dossier è stato frutto di un intenso lavoro collettivo. Sono stati organizzati 16 laboratori tematici, ognuno coinvolgente gruppi ristretti di circa 20 persone. Inoltre, si sono svolte 260 sessioni di co-progettazione bilaterale. Queste ultime hanno visto la partecipazione attiva di istituzioni, università, scuole, fondazioni, imprese creative e associazioni del territorio.

Il progetto di Forlì puntava sull'umanesimo digitale. Prevedeva la creazione di infrastrutture tecnologiche all'avanguardia presso il Tecnopolo. Un altro punto focale era la valorizzazione del patrimonio archivistico conservato a Palazzo Merenda e del campus universitario. L'obiettivo era integrare innovazione tecnologica e patrimonio culturale.

Il dossier includeva anche interventi di riqualificazione urbana e culturale già avviati. La candidatura si proponeva come un modello di sviluppo diffuso. Mirava a esaltare l'identità locale, promuovere la sostenibilità e favorire uno sviluppo comune. La cultura era vista come un potente strumento di connessione territoriale.

Il sindaco Zattini aveva più volte sottolineato l'importanza strategica del dossier. Lo aveva definito una sorta di piano strategico per il territorio, destinato alle generazioni future. Molti dei progetti previsti nel dossier verranno comunque realizzati. Esistono già accordi consolidati con Confindustria e con le piccole imprese locali, che garantiscono la prosecuzione di alcune iniziative.

Le altre città in lizza e l'albo d'oro delle Capitali della Cultura

Oltre a Forlì e alla vincitrice Ancona, altre otto città erano in lizza per il titolo di Capitale Italiana della Cultura 2028. Tra queste figuravano Anagni, Catania, Colle Val d’Elsa, Gravina in Puglia, Massa, Mirabella Eclano, Sarzana e Tarquinia. Ciascuna ha presentato un dossier con proposte specifiche.

Ancona entra così nell'albo d'oro delle Capitali Italiane della Cultura, un'onorificenza istituita nel 2014. Il titolo viene assegnato annualmente a una città italiana dal Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro della Cultura. La selezione mira a promuovere e valorizzare il patrimonio culturale del Paese.

Le città che hanno ricevuto questo riconoscimento negli anni precedenti includono: Cagliari, Lecce, Perugia, Ravenna e Siena (2015); Mantova (2016); Pistoia (2017); Palermo (2018); Parma (2020-21); Procida (2022); Bergamo-Brescia (2023); Pesaro (2024); Agrigento (2025); L’Aquila (2026) e Pordenone (2027).

I dossier presentati dalle dieci città finaliste per il 2028 offrivano visioni diverse e integrate della cultura. Anagni proponeva “Hernica Saxa. Dove la storia lega, la cultura unisce”. Ancona presentava “Ancona. Questo adesso”. Catania puntava su “Catania continua”. Colle di Val d’Elsa proponeva “Colle28. Per tutti, dappertutto”.

Forlì aveva il suo “I sentieri della bellezza”. Gravina in Puglia presentava “Radici al futuro”. Massa con “La Luna, la pietra. Dove Tirreno e Apuane incontrano la storia”. Mirabella Eclano con “L’Appia dei popoli”. Sarzana con “L’impavida. Sarzana crocevia del futuro”. Infine, Tarquinia con “La cultura è volo”. Ogni proposta rifletteva le specificità e le potenzialità culturali del territorio.

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