Una mostra eccezionale riporta Cerveteri al centro della scena culturale del Mediterraneo antico. Vasi preziosi, mai esposti prima insieme, arrivano da musei internazionali come il Louvre e il British Museum.
Cerveteri: un ponte verso il Mediterraneo antico
La città di Cerveteri rivive il suo antico splendore culturale. Una nuova esposizione ne celebra il ruolo di primo piano nel Mediterraneo in epoca arcaica. La mostra evidenzia il legame speciale della città con il mondo greco-orientale. Il Museo Archeologico ospita, a partire dal 4 giugno, reperti di ceramica ionica. Vengono mostrate opere che testimoniano l'influenza greca sulla produzione locale. L'evento vanta la collaborazione di importanti istituzioni. Tra queste figurano il Louvre, il British Museum e i Musei Vaticani. Partecipano anche il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia e i Musei Capitolini. Numerosi altri prestatori italiani contribuiscono all'allestimento.
Esempi concreti dei contatti tra Cerveteri e il mondo greco-orientale emergono dalla pittura vascolare. Si notano anche nelle terrecotte decorative usate in architettura. In queste produzioni, Cerveteri si afferma come protagonista assoluta. Questo accade nella seconda metà del VI secolo a.C. La città era un centro di importazione privilegiato. Era anche un focolaio di nuove tendenze artistiche.
Hydriai: capolavori unici a confronto
Il fulcro della mostra sono le hydriai ceretane. Questi contenitori per l'acqua sono ceramiche dipinte di eccezionale qualità. Sono rare e di grande raffinatezza. Presentano uno stile greco-orientale. Tuttavia, sono state rinvenute esclusivamente a Cerveteri. Per la prima volta, si potranno ammirare insieme. Sarà esposto il più ricco nucleo di hydriai ceretane al mondo. Questo proviene dalla collezione del marchese Campana, conservata al Louvre. Sarà affiancato da un gruppo altrettanto importante del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia. Sarà possibile osservare da vicino, e per la prima volta nello stesso luogo, due opere straordinarie. Si tratta della celeberrima hydria della Polledrara, custodita al British Museum. Accanto ad essa, l'hydria Ricci, definita la «regina» dei vasi ionici trovati in Etruria. Entrambi sono capolavori assoluti della ceramografia antica.
Questi tesori saranno visibili al Museo Archeologico Nazionale Cerite di Cerveteri. L'apertura al pubblico è fissata per il 4 giugno. La mostra si intitola «Veder greco in Etruria. Le idrie di Cerveteri». È curata dal direttore Vincenzo Bellelli e da Patrizio Fileri. Sarà esposta anche l'hydria ceretana più antica di cui si conosca la provenienza. Questo esemplare, conservato a Londra, raffigura uno scontro tra guerrieri.
Connessioni artistiche e visive dell'età arcaica
Insieme alle hydriai, saranno presentati numerosi altri materiali. Molti di questi sono poco conosciuti o inediti. Illustreranno le connessioni dell'ambiente artistico locale con questi straordinari vasi istoriati. Testimonianze significative di pittura su terracotta, utilizzata per scopi architettonici, saranno esposte. Queste favoriranno un confronto immediato tra i diversi media artistici. L'obiettivo è comunicare efficacemente l'impronta stilistica. Si vuole anche rendere comprensibile l'immaginario visivo della Cerveteri arcaica. La mostra offre un'immersione profonda nel passato. Permette di comprendere le dinamiche culturali e artistiche di un'epoca fondamentale.
Le persone hanno chiesto anche:
Dove si trova l'hydria della Polledrara? L'hydria della Polledrara è conservata al British Museum di Londra.
Qual è il tema principale della mostra a Cerveteri? Il tema principale della mostra è il legame tra Cerveteri e il mondo greco-orientale nell'antichità, con un focus sulle hydriai.