Regione Marche e sindacati chiedono a Electrolux di ritirare il piano che prevede la chiusura dello stabilimento di Cerreto d'Esi e il licenziamento di 170 lavoratori. Un fronte comune si prepara all'incontro al Mimit.
Regione e sindacati uniti contro Electrolux
La Regione Marche e le principali sigle sindacali hanno formato un fronte comune. L'obiettivo è contrastare il piano industriale presentato da Electrolux. Questo piano prevede la chiusura dello stabilimento situato a Cerreto d'Esi. La decisione comporterebbe la perdita del lavoro per circa 170 dipendenti.
Il presidente della Regione, Francesco Acquaroli, ha incontrato oggi i rappresentanti sindacali. Erano presenti i delegati di Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm. L'incontro è servito a definire una strategia condivisa. Questa strategia sarà presentata al tavolo convocato per lunedì. La riunione si terrà presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit).
Alla riunione ministeriale parteciperà anche il ministro Adolfo Urso. La Regione e i sindacati intendono presentare una posizione unitaria. Vogliono ottenere il ritiro del piano aziendale. Questo piano prevede a livello nazionale circa 1.700 esuberi. Nelle Marche, l'impatto si concentra pesantemente su Cerreto d'Esi. Le conseguenze si estenderanno all'intero distretto manifatturiero del Fabrianese.
Richiesta di ritiro e confronto per il rilancio
La richiesta avanzata da tutte le parti è chiara e perentoria: il ritiro immediato del piano industriale. Il presidente Acquaroli ha sottolineato l'importanza dell'incontro imminente. «Siamo concentrati sull'incontro di lunedì», ha dichiarato. Ha aggiunto che intendono ribadire con forza le loro richieste. La prima è il ritiro del piano. La seconda è l'avvio di un confronto costruttivo. Questo confronto deve mirare a un vero progetto di rilancio. Il rilancio deve riguardare tutti i siti produttivi.
Particolare attenzione è rivolta allo stabilimento di Cerreto d'Esi. Acquaroli ha evidenziato che si tratta di uno degli stabilimenti più produttivi dell'azienda. Ha ricordato il supporto dello Stato all'azienda in passato. «Lo Stato si è dimostrato presente al fianco di questa azienda in momenti di necessità», ha affermato. Per questo motivo, ritiene doveroso che Electrolux dimostri ora disponibilità al dialogo. La speranza è che prevalga il senso di responsabilità. Si auspica anche una volontà comune di costruire un percorso condiviso.
L'assessore regionale al Lavoro, Tiziano Consoli, ha partecipato attivamente alla definizione della linea comune. La sua presenza testimonia l'impegno della giunta regionale. L'impegno è volto a tutelare l'occupazione e il tessuto industriale del territorio. I sindacati hanno espresso apprezzamento per la compattezza dimostrata dalla Regione. Questa unità di intenti è considerata fondamentale per affrontare la delicata vertenza con Electrolux.
La vertenza coinvolge non solo i lavoratori diretti ma anche l'indotto. La chiusura di uno stabilimento di queste dimensioni avrebbe ripercussioni significative sull'economia locale. Il distretto del Fabrianese è storicamente legato alla produzione di elettrodomestici. La possibile chiusura di Cerreto d'Esi rappresenta quindi una minaccia concreta per molte famiglie.
La mobilitazione unitaria mira a esercitare la massima pressione su Electrolux. L'obiettivo è ottenere un ripensamento delle strategie aziendali. Si cerca una soluzione che salvaguardi i livelli occupazionali. L'incontro al Mimit sarà decisivo per capire le reali intenzioni dell'azienda. La Regione e i sindacati sono pronti a sostenere ogni iniziativa volta a garantire un futuro produttivo allo stabilimento marchigiano.
La trattativa si preannuncia complessa. Le parti sociali sperano in un esito positivo. La chiusura di Cerreto d'Esi non è considerata un'opzione percorribile. Si punta a trovare alternative concrete. Queste alternative dovrebbero garantire la continuità produttiva e occupazionale. La solidarietà tra istituzioni e lavoratori è il punto di forza in questa fase.
Questa notizia riguarda anche: