Cronaca

Como: Operaio morto, processo per omicidio colposo

21 marzo 2026, 04:25 5 min di lettura
Como: Operaio morto, processo per omicidio colposo Immagine da Wikimedia Commons Cernobbio
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Un operaio è deceduto a Como a causa di uno scavo privo di adeguate protezioni. Si apre il processo per omicidio colposo contro diverse figure aziendali e tecniche.

Morte sul Lavoro a Colverde: L'Accusa di Mancanza di Sicurezza

La giustizia si muove dopo la tragica scomparsa di Bardhi Brahimaj. L'operaio, cittadino albanese di 40 anni, residente a Lurate Caccivio, ha perso la vita il 4 ottobre 2022. Il suo decesso è avvenuto durante un intervento in un cantiere a Colverde, precisamente in via Leopardi, nella frazione di Gironico.

L'incidente mortale è occorso mentre Brahimaj stava lavorando a una profondità di circa quattro metri. Il suo compito era livellare il terreno attorno a una conduttura fognaria. Improvvisamente, la parete dello scavo ha ceduto, seppellendo l'operaio sotto una massa di terra. Purtroppo, non c'è stato scampo per lui.

Le indagini, coordinate dal procuratore di Como, Massimo Astori, hanno rapidamente focalizzato l'attenzione sulle condizioni di sicurezza del cantiere. L'accusa principale verte sulla presunta assenza di misure protettive fondamentali. Si ipotizza, infatti, che lo scavo non fosse dotato delle necessarie armature di sostegno.

Il Processo per Omicidio Colposo: Imputati e Ruoli

Il procedimento giudiziario per omicidio colposo si è aperto davanti al Giudice dell'udienza preliminare (Gup) di Como, Maria Elisabetta De Benedetto. La data del 4 ottobre 2022 segna l'inizio di questa dolorosa vicenda.

Sono state individuate diverse figure professionali e aziendali su cui gravano profili di responsabilità. Tra gli imputati figurano i vertici della Comedil Mangino, azienda per cui lavorava la vittima. Si tratta di Antonio Mangino, 60 anni di Como, presidente, Franco Mangino, 66 anni, e Maurizio Mangino, 54 anni, entrambi di Olgiate Comasco, in qualità di consiglieri.

La responsabilità della sicurezza sul lavoro è un punto cruciale. Per questo motivo, è indagato anche il preposto antinfortunistico della stessa impresa, Mauro Baggi, 51 anni, residente a Colverde. La sua posizione è legata alla vigilanza e all'attuazione delle norme di sicurezza.

Inoltre, sono coinvolti altri professionisti legati al cantiere. Christian Lattaro, 41 anni di Cantù, titolare dell'impresa subappaltatrice, è tra gli imputati. Luca Cassina, 57 anni di Cernobbio, è chiamato a rispondere del suo ruolo di coordinatore per la progettazione e l'esecuzione dei lavori. Infine, Marco Bernasconi, 53 anni di Colverde, direttore dei lavori, completa il quadro degli imputati individuali.

Anche la società Comedil Mangino è chiamata a rispondere delle proprie responsabilità in sede civile.

Le Mancanze Strutturali Secondo l'Accusa

La dinamica dell'incidente solleva interrogativi seri sulla gestione della sicurezza nei cantieri edili. L'operaio Bardhi Brahimaj si trovava a operare in una trincea profonda quattro metri.

Secondo la ricostruzione accusatoria, lo scavo in cui Brahimaj stava operando presentava gravi carenze. La mancanza di armature di sostegno per le pareti dello scavo è indicata come una delle falle principali. Queste strutture sono essenziali per prevenire crolli e garantire la stabilità del terreno, soprattutto in profondità.

La terra, non adeguatamente contenuta, ha ceduto improvvisamente. Questo evento ha reso impossibile per l'operaio reagire o mettersi in salvo. La profondità dello scavo, unita alla natura del terreno e all'assenza di presidi di sicurezza, ha trasformato un'attività lavorativa in una trappola mortale.

La procura di Como ha lavorato per ricostruire ogni dettaglio, analizzando la documentazione relativa al cantiere e raccogliendo testimonianze. L'obiettivo è stato quello di accertare le responsabilità individuali e collettive.

Prossimi Passi del Procedimento Giudiziario

Il processo si è aperto davanti al Gup Maria Elisabetta De Benedetto. La prima udienza ha segnato l'avvio formale del procedimento. La data del 4 ottobre 2022, giorno della tragedia, è impressa negli atti giudiziari.

Il procedimento proseguirà nel mese di giugno. In questa fase, si perfezionerà la costituzione delle parti civili. I familiari della vittima, se costituendosi parte civile, avranno la possibilità di chiedere il risarcimento dei danni subiti.

Sarà inoltre il momento in cui gli imputati comunicheranno le loro intenzioni procedurali. Potrebbero scegliere di optare per il rito abbreviato, richiedere il patteggiamento o affrontare il giudizio ordinario.

La vicenda richiama l'attenzione sulla necessità di un rigoroso rispetto delle normative sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. La morte di Bardhi Brahimaj non deve essere solo un triste epilogo, ma uno stimolo a rafforzare i controlli e la prevenzione in tutti i cantieri.

Le indagini hanno cercato di fare piena luce sulle cause che hanno portato alla tragedia. La responsabilità di garantire un ambiente di lavoro sicuro ricade su più livelli: dai datori di lavoro ai coordinatori, dai direttori dei lavori ai preposti alla sicurezza. La mancata applicazione delle norme può avere conseguenze devastanti.

La comunità di Colverde e le zone limitrofe attendono ora gli sviluppi del processo. L'auspicio è che venga fatta giustizia per Bardhi Brahimaj e che simili tragedie possano essere evitate in futuro attraverso una maggiore consapevolezza e attenzione alle procedure di sicurezza.

La procura ha lavorato per raccogliere prove concrete. L'analisi della documentazione tecnica, dei verbali di cantiere e delle testimonianze dei colleghi è stata fondamentale. L'obiettivo è stato quello di stabilire un nesso causale tra le presunte negligenze e l'esito fatale. La presenza di armature di sostegno, ad esempio, avrebbe potuto prevenire il crollo.

La normativa italiana in materia di sicurezza sul lavoro è complessa e dettagliata. Il Testo Unico sulla Salute e Sicurezza (D.Lgs. 81/2008) definisce chiaramente gli obblighi di prevenzione e protezione. La violazione di queste norme può comportare sanzioni penali e civili.

Nel caso specifico, le accuse si concentrano sulla violazione di articoli specifici del decreto. La mancata adozione di misure preventive adeguate, come quelle relative agli scavi in profondità, rappresenta un'infrazione grave. La profondità di quattro metri richiede accorgimenti particolari per evitare il rischio di cedimenti.

La presenza di un coordinatore per la progettazione e l'esecuzione dei lavori, così come di un direttore dei lavori, sottolinea l'importanza della supervisione tecnica. La loro responsabilità è quella di assicurare che il piano di sicurezza sia rispettato e che le lavorazioni avvengano in condizioni di sicurezza.

Il processo che si sta avviando a Como servirà a chiarire le responsabilità di ciascuno degli imputati. La memoria di Bardhi Brahimaj vive nella speranza che la giustizia possa fare il suo corso e che vengano prese le dovute precauzioni per evitare che altri lavoratori debbano subire la stessa sorte. La sicurezza nei cantieri è un diritto fondamentale e un dovere imprescindibile per tutti gli attori coinvolti.

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