Cronaca

Lavoro nero e sicurezza: azienda sospesa nel Canturino

18 marzo 2026, 09:50 5 min di lettura
Lavoro nero e sicurezza: azienda sospesa nel Canturino Immagine generata con AI Cermenate
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Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro hanno sospeso un'attività commerciale nel Canturino a causa di impiego di lavoratori in nero e gravi violazioni delle norme di sicurezza. L'operazione ha portato a denunce, multe e al blocco temporaneo dell'esercizio.

Controlli dei Carabinieri nel Canturino

Le forze dell'ordine hanno intensificato le verifiche sul territorio comasco. L'obiettivo è contrastare il fenomeno del lavoro sommerso e le inadempienze relative alla sicurezza nei luoghi di impiego. L'azione mira a garantire la tutela dei lavoratori.

I controlli mirano a prevenire lo sfruttamento e a far rispettare le leggi vigenti. Permangono infatti criticità significative in questi settori. L'attività ispettiva è coordinata dal Comando Provinciale dei Carabinieri di Como.

Nel pomeriggio di ieri, i militari della Stazione di Cermenate hanno partecipato a un'ispezione. Hanno agito insieme al Nucleo Ispettorato del Lavoro di Como. Era presente anche personale dell'Ispettorato Territoriale del Lavoro.

Irregolarità riscontrate nell'esercizio commerciale

L'ispezione si è concentrata su un esercizio commerciale situato nella zona del Canturino. Durante le verifiche sono stati identificati tre lavoratori presenti sul posto. Di questi, due sono risultati impiegati senza alcuna regolarizzazione contrattuale.

È stata inoltre accertata la presenza di un lavoratore straniero. Questa persona era priva di un valido permesso di soggiorno per svolgere attività lavorativa. La situazione ha immediatamente fatto scattare provvedimenti.

Il titolare dell'attività commerciale è stato formalmente denunciato. Le accuse riguardano diverse violazioni di legge. Tra queste, l'omessa nomina del medico competente. Non era stata effettuata nemmeno la designazione degli addetti antincendio.

Violazioni sulla sicurezza e sospensione attività

Ulteriori irregolarità hanno riguardato l'installazione di un impianto di videosorveglianza. Questo era stato predisposto senza ottenere la necessaria autorizzazione dalle autorità competenti. La normativa sulla privacy impone specifici obblighi.

A seguito delle numerose inadempienze riscontrate, è stato emesso un provvedimento. Questo ha disposto la sospensione dell'attività imprenditoriale. La motivazione principale è l'impiego di lavoratori in nero.

La sospensione dell'attività è una misura drastica ma necessaria. Serve a ripristinare la legalità e a tutelare i diritti dei lavoratori. L'impresa non potrà operare fino al ripristino delle condizioni di legge.

Sanzioni pecuniarie e amministrative

Contestualmente alla sospensione, sono state elevate diverse sanzioni. Le ammende totali ammontano a 12mila euro. Si tratta di multe per le violazioni più gravi riscontrate.

Sono state inoltre comminate sanzioni amministrative per un importo superiore a 5.700 euro. Queste riguardano le altre irregolarità di natura amministrativa.

È stata applicata anche una sanzione accessoria di sospensione. Questa prevede un importo di 2.500 euro. L'ammontare totale delle sanzioni è significativo.

Lavoro nero: un rischio per i diritti

L'Arma dei Carabinieri ha ribadito la propria posizione sul lavoro nero. Questa pratica rappresenta una vera e propria forma di sfruttamento. Espone i lavoratori a rischi concreti e inaccettabili.

I lavoratori impiegati in nero sono privi di tutele. Non hanno diritto a ferie, malattia, contributi previdenziali o assicurativi. La loro condizione è estremamente precaria.

Il lavoro sommerso compromette i diritti fondamentali dei lavoratori. Danneggia inoltre l'economia legale e la libera concorrenza. Le forze dell'ordine continueranno a vigilare per prevenire tali fenomeni.

Il contesto del Canturino e la provincia di Como

L'episodio si inserisce in un contesto territoriale, quello del Canturino, che comprende il comune di Cantù e i centri limitrofi. Questa area della provincia di Como è caratterizzata da una vivace attività commerciale e artigianale. La presenza di numerose piccole e medie imprese rende fondamentale l'attività di vigilanza.

La provincia di Como, situata nella parte settentrionale della Lombardia, confina con la Svizzera. È un territorio economicamente dinamico, con settori trainanti come il tessile, il mobile e il turismo. La presenza di lavoratori stranieri è significativa, rendendo ancora più importante il controllo dei permessi di soggiorno e delle condizioni di impiego.

I controlli sul lavoro nero e sulla sicurezza sono una priorità per le autorità locali. Mirano a garantire un mercato del lavoro equo e sicuro. L'obiettivo è prevenire incidenti sul lavoro e tutelare la dignità dei lavoratori.

Normativa sulla sicurezza nei luoghi di lavoro

Le violazioni riscontrate nell'esercizio commerciale riguardano principalmente il Decreto Legislativo 81/2008, noto come Testo Unico sulla Salute e Sicurezza sul Lavoro. Questo decreto stabilisce gli obblighi dei datori di lavoro per garantire la protezione dei lavoratori.

Tra gli obblighi più importanti vi sono la nomina del medico competente per la sorveglianza sanitaria, la designazione degli addetti alle emergenze (antincendio e primo soccorso) e la redazione del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR). L'omissione di questi adempimenti espone a pesanti sanzioni.

Anche l'installazione di impianti di videosorveglianza è soggetta a normative specifiche, come il Garante per la protezione dei dati personali. È necessario informare i lavoratori e ottenere le autorizzazioni quando richieste, per tutelare la privacy.

Precedenti e attività di contrasto

Episodi simili a quello occorso nel Canturino non sono rari nella provincia di Como e in Lombardia. Le autorità competenti, tra cui i Carabinieri e l'Ispettorato del Lavoro, svolgono regolarmente operazioni di controllo.

Queste attività ispettive mirano a scovare e sanzionare le imprese che operano nell'illegalità. Il lavoro nero non solo danneggia i lavoratori, ma crea anche concorrenza sleale nei confronti delle aziende che rispettano le regole.

La collaborazione tra diverse forze dell'ordine e enti di controllo è fondamentale per ottenere risultati efficaci. L'obiettivo comune è promuovere un ambiente di lavoro sicuro e conforme alla legge.

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