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L'agricoltura del Canavese riceverà un flusso idrico costante dalla diga di Ceresole. Coldiretti Torino ha raggiunto un accordo con Iren Energia per stabilizzare i rilasci d'acqua, cruciali per l'irrigazione dei campi in un periodo di siccità.

Accordo per un flusso idrico stabile

Un accordo è stato siglato tra Coldiretti Torino e Iren Energia. L'intesa prevede la stabilizzazione del flusso d'acqua destinato ai consorzi irrigui. Questi enti attingono risorse idriche dal torrente Orco. La notizia è stata diffusa da Coldiretti Torino. L'azienda energetica Iren gestisce il sistema idroelettrico nella valle dell'Orco. Ha quindi attivato un rilascio continuo di acqua. La fonte è la diga di Ceresole Reale. L'obiettivo è fornire l'acqua necessaria per irrigare i terreni del Canavese.

Le esigenze degli agricoltori

Il presidente degli agricoltori, Bruno Mecca Cici, ha spiegato la criticità. Il problema principale era l'andamento irregolare dei rilasci d'acqua. La quantità d'acqua necessaria per l'irrigazione era disponibile. Tuttavia, veniva erogata in modo discontinuo. Questo seguiva l'andamento della produzione idroelettrica. Tale produzione è influenzata da logiche economiche e di mercato. Gli agricoltori necessitano invece di un apporto idrico costante. La loro attività dipende da questa regolarità.

Situazione idrica critica a giugno

Coldiretti evidenzia la situazione idrica attuale. Le temperature di giugno sono elevate. La crescita anticipata delle colture aumenta la domanda d'acqua. Si registra un'esigenza irrigua anomala. L'acqua derivante dallo scioglimento delle nevi montane è quasi esaurita. L'estate, secondo il calendario, non è ancora iniziata ufficialmente. Questo aggrava la carenza idrica per le coltivazioni.

Richieste per il futuro dell'approvvigionamento

Per affrontare questa problematica, Coldiretti rinnova le sue richieste. Si rivolge agli assessori regionali all'Ambiente e all'Agricoltura. Si tratta di Matteo Marnati e Paolo Bongioanni. Viene segnalato un problema strutturale nell'approvvigionamento irriguo. La soluzione richiederebbe interventi mirati. Si parla della realizzazione di piccoli invasi. Sarebbe utile anche un sostegno all'efficientamento idrico. Queste misure potrebbero garantire una maggiore sicurezza idrica in futuro.

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