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Un nuovo raggiro colpisce i cittadini: messaggi fraudolenti sulla tassa rifiuti invitano a chiamare numeri a pagamento, con rischio di furto dati. Sive mette in guardia i residenti dei comuni serviti.

Allarme truffa sms sulla tassa rifiuti

Nuovi tentativi di frode digitale sono stati segnalati. Questa volta, i truffatori prendono di mira la tassa sui rifiuti (Tari). I messaggi arrivano tramite SMS sui cellulari dei cittadini. La società Sive, che gestisce la raccolta rifiuti in diversi comuni, ha lanciato un avviso urgente. L'obiettivo è mettere in guardia i residenti da questo pericoloso inganno.

La fantasia dei malintenzionati sembra non avere limiti. Sfruttano le nuove tecnologie per colpire. Ora il bersaglio è la Tari, un tributo pagato da famiglie e imprese. La truffa mira a sottrarre denaro e dati sensibili agli ignari destinatari.

Il meccanismo della truffa

Diversi utenti di Sive hanno ricevuto messaggi sospetti. L'SMS segnalava presunte irregolarità nei pagamenti della Tari. Indicava un numero di telefono da contattare per evitare complicazioni. Il testo recitava: «La posizione TARI risulta irregolare. È richiesto un suo tempestivo contatto al numero: 89347772 per evitare aggravamenti».

Il numero indicato non appartiene a Sive. Chiamandolo, si attiva un meccanismo dannoso. Questo può portare al furto di dati personali. Possono essere rubate anche informazioni bancarie. Il rischio concreto è il prosciugamento del conto corrente. La truffa è stata segnalata in diverse regioni italiane.

L'intervento di Sive e delle autorità

Fortunatamente, molti cittadini hanno agito con prudenza. Hanno contattato direttamente Sive per verificare la veridicità degli avvisi. L'azienda, guidata da Vittorio Ceccato, ha prontamente reagito. Dopo le prime segnalazioni, è stato diffuso un comunicato ufficiale. La nota è a firma del direttore generale Davide Avanzo.

Il comunicato mette in allerta famiglie e aziende dei 13 comuni serviti da Sive. Viene specificato chiaramente che la società non utilizza quel numero. Né invia comunicazioni di questo tipo. L'azienda ha anche inoltrato una Pec alla Polizia postale. Si chiede l'intervento delle autorità per prendere provvedimenti. Il numero fraudolento è già stato diffuso in molte parti d'Italia.

Nuove procedure per la riscossione Tari

Parallelamente, Sive sta avviando nuove procedure. Si tratta dell'affidamento in concessione del servizio di riscossione coattiva della Tari. Questo riguarda i comuni soci di Sive. Tra questi figurano Albaredo, Bonavigo, Cerea, Cologna, Legnago, Minerbe, Sanguinetto, Villa Bartolomea. Anche i comuni dell'Adige Guà, come Pressana, Roveredo, Veronella e Zimella, sono coinvolti.

Le imprese interessate a gestire la riscossione devono presentare domanda entro l'8 maggio. Il contratto avrà una durata decennale, dal 1° settembre al 31 agosto 2031. L'aggiudicatario riceverà un compenso. Questo non potrà superare il 12% delle somme riscosse. Si stima che nei prossimi cinque anni verranno gestiti oltre 36mila solleciti di pagamento.

L'importo totale da riscuotere è di circa 10,3 milioni di euro. La maggior parte di questi solleciti, oltre 13mila, riguarderà il comune di Legnago. Questa nuova gestione mira a ottimizzare il recupero dei crediti. E a garantire un servizio efficiente ai cittadini.

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