Cronaca

Alpino, ex tossicodipendente e ospedale in Fiera: la storia d'amore

18 marzo 2026, 07:00 3 min di lettura
Alpino, ex tossicodipendente e ospedale in Fiera: la storia d'amore Immagine generata con AI Cenate sopra
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Bergamo: il ricordo del Covid e una storia d'amore nata in Fiera

Il 18 marzo, data simbolo della pandemia a Bergamo, si rinnova il ricordo delle vittime del Covid. In questa giornata, emerge la storia di Nicola Cattaneo, un uomo che ha attraversato le tenebre della dipendenza per emergere e contribuire a un'opera di solidarietà che ha toccato il cuore della città.

La sua vicenda personale, segnata da un passato difficile, si intreccia con l'emergenza sanitaria, culminando in un incontro che ha cambiato la sua vita e quella di un'altra persona. Un racconto di riscatto e speranza nato in un contesto di grande sofferenza.

Nicola Cattaneo: dalla strada alla rinascita

Nicola Cattaneo, 42enne imbianchino di Valbrembo, alpino e tifoso dell'Atalanta, ha condiviso il suo percorso di recupero da dipendenze da alcol e cocaina. Dopo aver perso lavoro e famiglia, si è ritrovato a dormire in stazione a Bergamo per due mesi, un'esperienza che lo ha segnato profondamente.

«Ho visto di quelle cose che non puoi immaginare», racconta, descrivendo la disperazione e la perdita di dignità. La svolta è arrivata grazie all'aiuto dell'avvocato Federico Riva e all'ingresso nella comunità di recupero “Promozione Umana” di don Chino Pezzoli a Castione della Presolana.

Il percorso di recupero, durato tre anni, gli ha permesso di riprendere in mano la sua vita. Tornato a Valbrembo, ha ripreso l'attività di imbianchino aprendo una partita IVA, e ha iniziato a raccontare la sua storia ai giovani per metterli in guardia dai pericoli della dipendenza.

L'emergenza Covid e l'ospedale da campo

Con l'arrivo della pandemia nel febbraio 2020, la vita di Nicola ha subito un'altra scossa. Mentre sua madre era ricoverata per Covid, è giunta la chiamata della Confartigianato per costruire un ospedale da campo alla Fiera di Bergamo. Nicola è stato tra i primi a rispondere, unendosi a centinaia di volontari.

«Lavoravamo come matti», ricorda, sottolineando l'urgenza e la necessità di creare posti letto per far fronte all'emergenza. L'immagine di Nicola, con la penna nera, la maglietta della Curva Nord e il pennello in mano, è diventata un simbolo di quell'impresa collettiva.

Durante le dirette Facebook per aggiornare sullo stato dei lavori, Nicola ha ricevuto un messaggio dalla madre che lo ha commosso profondamente: «Sono orgogliosa di te». Queste parole, dopo tutto quello che le aveva fatto passare, hanno rappresentato la prova del suo riscatto.

L'incontro con Laura e un nuovo inizio

Le lacrime di Nicola durante una diretta social hanno colpito Laura, una giovane di Cenate Sopra. Colpita dalla sua autenticità e dal coraggio di mostrare la sua vulnerabilità, lo ha contattato.

Nonostante i divieti imposti dalla pandemia, Laura ha raggiunto il piazzale della Fiera per un breve incontro. Da quell'istante, è nata una storia d'amore che ha superato le difficoltà del lockdown. Da quattro anni e mezzo, Nicola e Laura convivono ad Azzano San Paolo, testimoniando come, anche nei momenti più bui, possano nascere legami profondi e inaspettati.

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