La riforma della disabilità incontra ostacoli nell'attuazione territoriale, nonostante le buone intenzioni. A Catanzaro si è discusso di come superare i ritardi e garantire servizi concreti per i progetti di vita.
Incontro sulla riforma della disabilità a Catanzaro
Un dibattito importante si è svolto a Catanzaro. L'incontro ha riunito istituzioni, sindacati e associazioni. L'obiettivo era discutere la nuova riforma sulla disabilità. Si è evidenziato come il passaggio a un modello basato sul progetto di vita sia fondamentale. Tuttavia, l'effettiva realizzazione sul territorio presenta ancora molte sfide. La Calabria, in particolare, affronta ritardi strutturali e necessità di maggiori risorse.
L'evento è stato promosso dalla Cgil Area Vasta Catanzaro-Crotone-Vibo. Il segretario generale, Enzo Scalese, ha sottolineato l'importanza del confronto. La riforma, attiva dal 1° gennaio 2025, è considerata cruciale. Si è discusso degli effetti prodotti e delle criticità emerse. L'inclusione e il coordinamento tra enti come Inps, Asp e Regione Calabria sono stati al centro della discussione.
Progetto di vita e inclusione lavorativa
Il fulcro della riforma è il passaggio da un approccio assistenzialista a uno incentrato sul progetto di vita. Questo modello mira alla piena partecipazione delle persone con disabilità. Enzo Scalese ha evidenziato la necessità di tradurre le riforme in servizi concreti. Il lavoro, in particolare il collocamento mirato, è un tema centrale. L'obiettivo è trasformare le misure in opportunità reali. Questo è essenziale in una regione come la Calabria, che presenta difficoltà quotidiane.
Valerio Serino, responsabile nazionale Cgil per le politiche di inclusione, ha definito la riforma una grande opportunità. Ha però ribadito la difficoltà nel trasformare le norme in diritti concreti. Il decreto legislativo 62 del 2024 introduce una visione biopsico-sociale. Il progetto di vita individuale supera la logica dei servizi predefiniti. La persona non deve più adattarsi al sistema, ma il sistema deve creare risposte personalizzate.
Serino ha criticato la scarsa applicazione della legge 68 sul lavoro. Molte aziende preferiscono pagare sanzioni piuttosto che assumere. Ha inoltre evidenziato le criticità nel settore scolastico, tra precariato e carenza di sostegni. Si è proposta l'istituzione di osservatori permanenti per monitorare la riforma. L'obiettivo è rendere concreti gli interventi con azioni strutturali e condivise.
Il ruolo della Calabria nella sperimentazione
Il direttore regionale dell'Inps, Giuseppe Greco, ha evidenziato il ruolo della Calabria come laboratorio nazionale. La regione ha scelto di aderire pienamente alla sperimentazione della riforma. Dal 1° marzo, tutte le province calabresi operano secondo la nuova normativa. La riforma prevede una valutazione medico-legale dell'Inps e, successivamente, una valutazione multidimensionale per il progetto di vita personalizzato.
Greco ha confermato che, sulla valutazione di base, la Calabria registra i tempi migliori in Italia. Tuttavia, persistono difficoltà nella fase più avanzata della riforma, legata ai progetti di vita e all'integrazione sociosanitaria. Questo quadro evidenzia come i risultati organizzativi dell'Inps convivano con criticità nell'implementazione pratica.
La visione della Regione Calabria
L'assessore regionale al Welfare, Pasqualina Straface, ha descritto la riforma come una trasformazione profonda del welfare calabrese. Si passa da un sistema frammentato a uno unitario, centrato sulla persona. La Calabria è stata la prima a estendere la sperimentazione a tutte le province. Questo dimostra una scelta di responsabilità per governare il cambiamento.
L'assessore ha annunciato l'imminente approvazione di un accordo interistituzionale. Questo accordo definirà tempi e responsabilità, coinvolgendo tutti gli attori: Regione, ambiti sociali, sanità, scuola, centri per l'impiego e terzo settore. L'obiettivo è garantire che la riforma sia sostenuta da una responsabilità condivisa e non gravi sulle famiglie. Il progetto di vita, basato sulla valutazione multidimensionale, include salute, autonomia, contesto familiare e opportunità di inclusione sociale e lavorativa.