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Marco Ferdico, figura di spicco nel mondo ultrà dell'Inter, è stato arrestato nell'ambito di un'operazione contro la 'ndrangheta. Viene descritto come un importante spacciatore di droga a Milano per conto di clan calabresi.

Ex ultrà interista coinvolto in traffici illeciti

Marco Ferdico, noto per il suo passato alla guida della Curva Nord dell'Inter, è emerso come figura chiave in un'indagine sulla criminalità organizzata. Le intercettazioni rivelano il suo ruolo nel traffico di stupefacenti, in particolare marijuana di alta qualità. Le conversazioni lo collegano a figure come Marco Idà e Filippo Mazzotta, indagati in un'inchiesta della DDA di Catanzaro. Ferdico era conosciuto con il soprannome di “Juventus”.

L'inchiesta ha smantellato le cosche Emmanuele e Idà, attive nel Vibonese. Ferdico, all'epoca dei fatti, operava a Milano, città che sarebbe stata inondata da marijuana di tipo “lemon indoor”. La sua attività si inseriva in un contesto criminale più ampio, che vedeva coinvolti anche altri personaggi di rilievo nel traffico di droga.

Sacha Fortuna, un nome di peso nel narcotraffico

Un altro nome che emerge dalle indagini è quello di Sacha Fortuna, soprannominato “il palestrato”. Fortuna è stato indicato in passato dal collaboratore di giustizia Bartolomeo Arena come uno dei principali trafficanti di cocaina a Vibo Valentia. La sua influenza criminale si estendeva anche a Milano, dove gestiva un lucroso giro d'affari legato alla movida e alle discoteche.

Le storie criminali di questi individui si intrecciano, creando un legame oscuro tra la tifoseria organizzata dell'Inter e i clan calabresi. Questo connubio è emerso chiaramente nell'operazione della DDA di Catanzaro, che ha portato a 54 arresti. Le accuse includono associazione mafiosa, traffico di stupefacenti, estorsione e tentato omicidio.

Ferdico in carcere per associazione mafiosa e droga

Marco Ferdico si trova già in carcere, coinvolto anche in un'altra indagine. È uno dei cinque imputati per l'omicidio di Vittorio Boiocchi, ex storico capo ultrà dell'Inter, avvenuto a Milano nell'ottobre 2022. Le accuse nei suoi confronti sono di associazione di stampo mafioso e associazione finalizzata al traffico di stupefacenti.

Gli inquirenti lo considerano il “pusher di riferimento” nel Nord Italia per il locale di 'ndrangheta di Ariola, radicato in provincia di Vibo Valentia. La sua capacità di movimentare ingenti quantità di droga, tra cui marijuana, hashish e cocaina, lo rende una figura centrale negli equilibri criminali.

Un profilo criminale consolidato

Le conversazioni intercettate dalle forze dell'ordine delineano un profilo criminale di Ferdico caratterizzato da un “consolidato know-how delinquenziale”. La sua attività criminale fungeva da ponte tra la Calabria, con i suoi riti di affiliazione e le faide, e Milano, città da rifornire di droga attraverso la rete degli ultrà. Questo sistema dimostra una notevole capacità organizzativa.

Le intercettazioni tra Franco e Marco Idà confermano l'affidabilità di Ferdico nella gestione dei traffici. Viene descritto come una persona capace di rispettare gli accordi e di gestire le operazioni senza indebitarsi, quasi con modalità manageriali. La sua fidanzata, invece, viene menzionata come una persona che parla troppo, rischiando di compromettere le attività illecite.

Le conversazioni riportano dettagli specifici sulle quantità di droga gestite: “L’altro giorno aveva 8 chili di fumo in garage (...) La mattina l’ha venduto”. E ancora: “Oggi ha portato 16.500, ora nella settimana che viene deve darci altri 20.000”. La sua affidabilità era tale che, nonostante alcuni problemi iniziali, gli venivano perdonate delle mancanze, poiché era considerato una risorsa preziosa per il gruppo.

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