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Elettori hanno presentato ricorsi in tutta Italia, inclusa Catanzaro, per contestare la costituzionalità della nuova legge elettorale. L'udienza è fissata per il 16 febbraio 2027.

Dubbi sulla costituzionalità della legge elettorale

Numerosi elettori hanno intrapreso un'azione legale collettiva. Hanno depositato ricorsi presso i Tribunali Distrettuali di tutta Italia. L'obiettivo è chiedere ai giudici ordinari di sollevare la questione di legittimità costituzionale. La legge elettorale recentemente approvata dal Parlamento è al centro della controversia.

Nella città di Catanzaro, un'udienza specifica è stata fissata. Le parti compariranno il 16 febbraio 2027. Il Tribunale sarà presieduto dal Giudice Istruttore, la dott.ssa Adriana Cusmano. Questa iniziativa legale coinvolge un ampio numero di cittadini elettori.

Avvocati presentano il ricorso

La proposizione del ricorso è stata curata da un pool di avvocati. Tra questi figurano Roberto Colica e Ernesto Mazzei, entrambi del foro di Catanzaro. Si aggiungono Anna Falcone del foro di Roma, Marcello Nardi e Enzo Paolini del foro di Cosenza. Completano il gruppo Nunzio Raimondi e Natalina Raffaelli, entrambi del foro di Catanzaro.

Il sistema costituzionale italiano non prevede un controllo preventivo e astratto sulle leggi. Tale controllo è invece presente in modelli come quello francese o tedesco. Di conseguenza, sono i cittadini elettori, in quanto tali, a poter presentare ricorsi al giudice ordinario.

Diritto di voto sotto esame

I ricorrenti, tutti iscritti nelle liste elettorali di comuni del distretto giudiziario, hanno avanzato una richiesta specifica. Chiedono, previa rimessione alla Corte Costituzionale, un vaglio di costituzionalità. Questo controllo riguarda le questioni di legittimità prospettate nel ricorso. L'obiettivo è tutelare il diritto di voto, sia attivo che passivo, in modo conforme alla Costituzione.

I cittadini lamentano una lesione di tale diritto a causa della legge n. 180 del 2026. Questa normativa è attualmente in vigore, ma non è ancora stata applicata in elezioni. La decisione su queste istanze dipenderà dalla risoluzione delle questioni di legittimità costituzionale sollevate.

Precedenti della Corte Costituzionale

La Corte Costituzionale ha già affrontato questioni simili in passato. Ha ritenuto ammissibili i ricorsi per evitare che le norme sulla formazione delle Camere fossero sottratte al sindacato di costituzionalità. Sentenze come la n. 1 del 2014 e la n. 35 del 2017 hanno ribadito questo principio. In particolare, la sentenza n. 35 del 2017 ha riguardato il diritto di elettorato passivo.

Le questioni sollevate nel ricorso attuale riguardano diversi aspetti della legge elettorale. Tra questi: il premio di governabilità e la sua potenziale sproporzione tra voti e seggi. Si analizzano anche le modalità di distribuzione di tale premio tramite liste circoscrizionali. Altro punto critico è il riparto sovra-collegiale dei seggi e il loro successivo riversamento nei collegi plurinominali.

Criticità della legge elettorale

Viene contestata l'attribuzione del premio al Senato su base nazionale. Si valuta il suo condizionamento al risultato dell'elezione della Camera. Altri aspetti sotto la lente d'ingrandimento sono il capolista bloccato e il regime delle pluri-candidature. Viene anche criticata la soppressione del limite di genere per i capilista e la disciplina della tripla preferenza.

Il ricorso affronta anche l'obbligo, pena la ricusazione delle liste, di indicare il candidato premier. Infine, si contesta l'aumento del numero di sottoscrizioni richieste alle formazioni politiche prive di rappresentanza parlamentare qualificata.

Obiettivo del ricorso

Per ciascuna questione sollevata, il ricorso individua le disposizioni contestate. Vengono indicati i parametri costituzionali violati, le ragioni del contrasto e la disciplina che rimarrebbe in vigore in caso di accoglimento. L'azione legale si colloca in un momento precedente all'applicazione della legge.

L'obiettivo primario è verificare la legittimità di un eventuale Parlamento eletto con una legge che, in seguito, venisse dichiarata parzialmente illegittima. Questo scenario si è già verificato in passato con precedenti riforme elettorali. L'iniziativa non è basata su pregiudiziali ideologiche, ma sul principio della continuità degli organi costituzionali.

Continuità degli organi costituzionali

I ricorrenti sottolineano come la continuità degli organi costituzionali avrebbe dovuto suggerire una maggiore condivisione politica. Si auspica, idealmente, la costituzionalizzazione del sistema elettorale. Questo eviterebbe modifiche periodiche dettate da convenienze politiche contingenti. La legge elettorale dovrebbe garantire stabilità e certezza.

La firma congiunta degli avvocati Roberto Colica, Anna Falcone, Ernesto Mazzei, Marcello Nardi, Enzo Paolini, Nunzio Raimondi, Natalina Raffaelli attesta la serietà e la complessità dell'azione legale intrapresa.