La Corte d'Appello di Catanzaro ha assolto il commercialista Francesco Quattromani dall'accusa di associazione a delinquere. Ribaltata la sentenza di primo grado che lo aveva condannato per reati fiscali e riciclaggio nell'ambito dell'operazione Krimata.
Assolto commercialista nel processo Krimata
Il commercialista crotonese Francesco Quattromani ha ottenuto l'assoluzione in appello. La Corte d'Appello di Catanzaro ha annullato la condanna di primo grado. L'uomo era accusato di associazione a delinquere. Le accuse riguardavano reati fiscali e riciclaggio. Quattromani era stato coinvolto nell'operazione Krimata. Questa indagine era emersa a gennaio 2023. L'operazione mirava a smantellare una presunta associazione a delinquere. I reati ipotizzati erano frode fiscale e riciclaggio. Si contestava anche l'impiego di beni illeciti e trasferimenti fraudolenti di valori.
La decisione del giudice dell'udienza preliminare di Catanzaro, Mario Santoemma, è stata ribaltata. In primo grado, Quattromani era stato condannato a un anno e quattro mesi di reclusione. La Corte d'Appello ha stabilito che Quattromani non ha commesso il fatto contestato. La sentenza di assoluzione è stata pronunciata dalla Corte presieduta da Bravin, con a latere Mastroianni e Maiore.
Ruolo del commercialista e contratti
Secondo l'accusa, Quattromani faceva parte di un sodalizio. Questo gruppo era guidato dall'imprenditore Mario Esposito. Esposito è attualmente sotto processo a Crotone per gli stessi reati. La difesa di Quattromani ha sottolineato che il suo assistito non era accusato di reati specifici. Si sosteneva che avesse svolto solo compiti basilari e notarili. Questi includevano l'estrazione di visure camerali. Anche la sollecitazione per la vidimazione dei libri contabili era tra i suoi compiti. La registrazione di cambi amministrativi era un'altra mansione. Tali attività erano per i suoi clienti, la società Iuledil ed Esposito.
I rapporti tra Quattromani ed Esposito erano giustificati da un contratto. Questo accordo, con data certa, legava Esposito alla Iuledil. Il contratto prevedeva la delega di Esposito per i rapporti con clienti e fornitori. Quattromani agiva come fornitore di servizi contabili. Era quindi autorizzato a interagire con Esposito. Questa interazione avveniva in modo del tutto legittimo. L'accusa non aveva provato un coinvolgimento diretto in attività illecite.
Soddisfazione dei legali e sentenza confermata per Cusato
Gli avvocati difensori di Quattromani, Luigi Villirilli e Francesco Verri, hanno espresso grande soddisfazione. Hanno dichiarato: «La soddisfazione è enorme perché Francesco Quattromani era innocente e ora la Corte d’Appello ne ha preso atto». Hanno aggiunto: «Resta il rammarico per l’errore commesso in primo grado». La sentenza di primo grado era stata considerata un errore dalla difesa. L'assoluzione in appello conferma la loro posizione. La giustizia ha quindi riconosciuto l'estraneità del commercialista ai fatti.
Diversa sorte è toccata a Giuseppe Cusato. La sua condanna in appello è stata confermata. Cusato era stato condannato in primo grado con rito abbreviato. La pena era di due anni di reclusione. Doveva pagare anche una multa di 4.000,00 euro. La condanna riguardava il reato di riciclaggio. La Corte d'Appello ha quindi mantenuto la decisione del giudice di primo grado per Cusato. La posizione di Quattromani è stata quindi nettamente distinta da quella di altri imputati.
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