Economia

Crisi energetica, allarme Confartigianato Calabria

15 marzo 2026, 22:24 2 min di lettura
Crisi energetica, allarme Confartigianato Calabria Immagine da Wikimedia Commons Catanzaro
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Mercati energetici sotto pressione

Le tensioni internazionali e il conflitto in Medio Oriente stanno già facendo sentire i loro effetti sui mercati energetici globali. Il prezzo del petrolio ha superato la soglia dei 100 dollari al barile, mentre si registrano aumenti anche per gas ed elettricità. Questa situazione desta forte preoccupazione tra gli artigiani e le piccole imprese della Calabria.

Salvatore Ascioti, presidente di Confartigianato Imprese Calabria, ha sottolineato la necessità di mantenere alta la guardia. Le turbolenze internazionali rischiano di tradursi in un nuovo pesante fardello per imprese e famiglie, un'esperienza già vissuta drammaticamente nel 2022.

Rischio ritorno alla crisi del 2022

La crisi energetica del 2022 ha messo in ginocchio molte realtà produttive, soprattutto le più piccole, costrette a fronteggiare bollette raddoppiate o addirittura triplicate. Ascioti ha ricordato la durezza di quel periodo, affermando che una sua replica sarebbe insostenibile per il tessuto economico.

Per questo motivo, Confartigianato accoglie con favore il monitoraggio avviato dal Governo e dall'Autorità di regolazione per l'energia. Tuttavia, si chiede che la vigilanza sia costante e attenta lungo tutta la filiera produttiva e distributiva.

Impatto dei carburanti sulle imprese

A preoccupare ulteriormente è l'impennata dei prezzi dei carburanti, che in molti distributori italiani hanno superato i 2,099 euro al litro. Questo aumento incide pesantemente su settori chiave dell'economia calabrese.

Le imprese che si occupano di movimentazione merci e persone, come l'autotrasporto, la logistica e il trasporto pubblico, subiscono un impatto diretto e immediato. Questi comparti, già operanti con margini ridotti, vedono ulteriormente erosi i propri profitti, con possibili ripercussioni sull'intera catena del valore.

Conseguenze sull'economia e sugli investimenti

Una nuova fiammata dei costi energetici potrebbe frenare la ripresa economica. L'aumento dei costi per le imprese si traduce inevitabilmente in una diminuzione del potere d'acquisto delle famiglie, con effetti negativi sui consumi e sulla domanda interna. Anche il commercio internazionale potrebbe risentirne, specialmente con le aree del Medio Oriente.

Le imprese artigiane e le piccole realtà calabresi stanno compiendo sforzi significativi per innovare e modernizzarsi, investendo in tecnologie, efficienza energetica e sostenibilità. Per continuare questo percorso, fondamentale per il futuro dei territori, è necessaria stabilità. Evitare nuovi shock energetici significa proteggere il lavoro, l'economia e le comunità locali.

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