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La Consulta regionale dei calabresi nel mondo si riunisce in presenza dopo sette anni a Catanzaro. L'evento, durato quattro giorni, ha visto la partecipazione di rappresentanti da tutto il mondo per discutere di cultura, turismo delle radici e collaborazioni future.

Incontro a Catanzaro dopo sette anni

La Consulta regionale dei calabresi nel mondo ha ripreso i suoi incontri in presenza. L'evento si è svolto nell'arco di quattro giorni, dal 9 al 12 settembre. Hanno partecipato rappresentanti delle comunità calabresi residenti all'estero. Erano presenti anche consultori regionali, esponenti di Comites e Cgie. Hanno partecipato inoltre associazioni e federazioni. La prima sessione plenaria si è tenuta presso la Cittadella regionale di Catanzaro. L'evento è stato aperto dall'intervento del vicepresidente della Giunta, Filippo Mancuso. Successivamente, c'è stato l'insediamento della Consulta. Questo è stato curato dal consigliere regionale delegato ai rapporti con i calabresi nel mondo, Orlandino Greco.

Focus su cultura e opportunità future

I lavori della Consulta si sono concentrati su temi cruciali. Al centro dell'agenda c'erano la cultura e il turismo delle radici. Si è discusso anche delle nuove generazioni. Un altro punto fondamentale era la collaborazione tra la Calabria e le sue comunità all'estero. Il vicepresidente Mancuso ha espresso soddisfazione per l'insediamento della Consulta. Ha ringraziato i calabresi nel mondo per il loro impegno. Li ha definiti «la rappresentanza della Calabria migliore». Ha sottolineato l'importanza di andare oltre il semplice turismo delle radici. L'obiettivo è promuovere un'immagine della Calabria che attragga investimenti. Si vuole presentare la regione come terra di grandi opportunità. Questo, secondo Mancuso, può contribuire a creare investimenti e occupazione. Si mira anche a contrastare lo spopolamento.

La rete globale dei calabresi

Orlandino Greco ha definito l'evento «un ritorno alla grande». Ha evidenziato la vasta presenza della Calabria nel mondo, in oltre 180 Paesi. I consultori giunti da ogni angolo del globo, dall'Australia al Cile, dal Brasile all'Europa, testimoniano un profondo legame con la terra d'origine. Hanno espresso la volontà di contribuire al miglioramento della regione. Greco ha messo in risalto le potenzialità economiche della rete di calabresi all'estero. Ha affermato che consultori, associazioni e federazioni possono migliorare il turismo di ritorno e l'export. Ogni calabrese e ogni associazione sono legati ai prodotti della propria terra. È in corso la realizzazione del progetto «Calabria world destination». Questo progetto beneficia anche del contributo di imprenditori calabresi residenti all'estero. Le potenzialità di tale rete sono immense.

Un ponte verso il mondo

All'incontro è intervenuto anche il rettore dell'Università della Calabria, Gianluigi Greco. Ha proposto l'idea di una regione che funga da «ponte verso il mondo». Ha auspicato che i calabresi all'estero si sentano a casa. Allo stesso modo, ha voluto che gli studenti che scelgono di studiare in Calabria si sentano accolti. La Calabria deve essere una terra accogliente. Deve anche saper favorire la partenza di chi cerca altrove il proprio futuro. Il rettore ha citato il «right to stay» e il «freedom to stay». Ognuno deve poter scegliere dove costruire il proprio futuro. Se questo futuro è altrove, si deve poter andare. Ma si deve anche sapere che è possibile restare in Calabria. La regione offre un campus universitario di eccellenza, tra i migliori in Italia e nel mondo.