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Il progetto "Rete Sicura" a Catanzaro ha concluso la sua attività con successo, coinvolgendo circa 300 anziani e attivando oltre 30 punti informativi per prevenire le truffe. L'iniziativa ha visto la collaborazione tra istituzioni, forze dell'ordine e terzo settore, con l'obiettivo di creare una rete di supporto stabile per i cittadini più vulnerabili.

Il progetto "Rete Sicura" raggiunge importanti traguardi

Si è concluso positivamente il progetto "Rete Sicura – Conoscere per proteggersi". L'iniziativa era dedicata alla prevenzione delle truffe ai danni degli anziani. L'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ETS-APS di Catanzaro ha guidato il partenariato. Hanno collaborato UNIVOC Catanzaro ODV-ETS, Centro Solidarietà Catanzaro Marina ODV-ETS e Controvento APS-ETS. Il progetto è stato realizzato in coprogettazione con il Comune di Catanzaro. L'iniziativa ha ricevuto finanziamenti dal Ministero dell’Interno. I fondi provenivano dal Fondo Unico Giustizia.

I risultati ottenuti sono significativi. Sono stati coinvolti circa 300 anziani. Sono state offerte consulenze individuali a 50 cittadini. Sono stati attivati oltre 30 punti informativi sul territorio. Il progetto ha dovuto affrontare ritardi amministrativi. Questo ha compresso i tempi di realizzazione. Nonostante le difficoltà, il partenariato ha assicurato incontri formativi. Sono stati offerti servizi di ascolto. Sono state fornite consulenze legali, sociali e psicologiche. Queste ultime miravano a contrastare le conseguenze emotive delle truffe. Si è lavorato sulla paura, la perdita di fiducia e l'isolamento.

Prevenzione diffusa e collaborazione istituzionale

La prevenzione è stata portata direttamente nei quartieri. Sono stati creati infopoint presso le sedi associative. Sono stati attivati oltre 30 punti di interesse. Questi includevano farmacie, parrocchie e attività commerciali. È stato attivato anche un canale telefonico e WhatsApp. Il numero è 0961 748669. Serviva per informazioni e segnalazioni. Sono stati organizzati tre incontri pubblici. Questi hanno visto la partecipazione delle Forze dell’Ordine.

Il primo incontro si è tenuto il 18 settembre. La sede era la Parrocchia Santa Famiglia nel quartiere Corvo. Hanno partecipato la Polizia di Stato e la Sezione Operativa per la Sicurezza Cibernetica. La presidente UICI Luciana Loprete ha introdotto l'evento. Domenico Gareri ha moderato. Erano presenti rappresentanti della Prefettura, della Questura e del Comune. Hanno partecipato anche Daniela Tassone, Francesco Mancuso, Olga Anania e Giuseppina Pino. Quest'ultima è presidente del MOICA Calabria. La comunità parrocchiale e Padre Francesco hanno offerto il loro supporto.

Il secondo appuntamento si è svolto il 1° ottobre. La location era l'Hotel Niagara di Catanzaro Marina. La Guardia di Finanza è stata la protagonista. Era rappresentata dal sottotenente Gianluca Monda. Sono intervenuti Rosario Lostumbo, lo psicologo Maurizio Leuzzi, Arnaldo Malvaso (rappresentante di Controvento APS-ETS). Erano presenti anche Olga Anania e Lea Vadalà (assistente sociale del Comune). Domenico Gareri ha nuovamente moderato.

L'incontro conclusivo si è tenuto il 23 ottobre. La sede era la Sala Sancti Petri dell’Arcivescovato. Era presente il vicario del Prefetto Vito Turco. C'era don Salvino Cognetti, in rappresentanza dell’arcivescovo monsignor Claudio Maniago. Era presente il generale Giovanni Pellegrino, comandante provinciale dei Carabinieri. Hanno partecipato l'assessore comunale Nunzio Belcaro, il dirigente Antonino Ferraiolo, Antonio Ranieri, Maurizio Leuzzi e Nino Mirante Marini (direttore di Radio Ciak). Per le associazioni sono intervenuti Francesco Mancuso, Daniela Tassone, Olga Anania e Antonella Mascaro. Lea Vadalà e Luciana Loprete hanno tracciato il bilancio dell'esperienza.

Materiali informativi e prospettive future

Oltre agli incontri, sono stati realizzati spot e video dimostrativi. Questi illustravano le principali tipologie di truffa. Sono state promosse campagne social. Sono state distribuite brochure. È stato creato un vademecum operativo. Questo era disponibile anche in Braille. L'obiettivo era garantire l'accessibilità delle informazioni alle persone cieche e ipovedenti. La collaborazione è stata determinante. Ha unito il Terzo settore, il MOICA Calabria, le comunità parrocchiali, i commercianti, le farmacie, la Prefettura, il Comune e le Forze dell’Ordine (Polizia di Stato, Guardia di Finanza, Carabinieri).

La presidente UICI Luciana Loprete ha sottolineato i risultati raggiunti. Il progetto ha permesso di raggiungere persone spesso escluse dai canali informativi tradizionali. «Non nascondiamo che l’iter amministrativo abbia determinato un ritardo significativo nell’avvio delle attività. Eppure, nonostante tutto, siamo riusciti a coinvolgere circa 300 anziani, ad accompagnare una cinquantina di cittadini attraverso percorsi di consulenza e supporto, a costruire oltre 30 punti informativi sul territorio» ha dichiarato Loprete.

Per Loprete, il risultato più importante è aver fatto comprendere agli anziani che chiedere aiuto non deve essere motivo di vergogna. Ha evidenziato che esiste una rete pronta ad ascoltarli. La presidente ha ringraziato il Comune, la Prefettura, le Forze dell’Ordine, i partner e i volontari. Ha ribadito la necessità di dare continuità all'esperienza. «La prevenzione delle truffe non può esaurirsi con la conclusione di un finanziamento o con la scadenza di un progetto. I truffatori non si fermano e le loro tecniche diventano ogni giorno più sofisticate» ha affermato.

L'auspicio è che la rete territoriale creata possa diventare un riferimento stabile. Sarà un punto di riferimento per la tutela delle persone anziane e vulnerabili. Si valorizzerà un modello di sicurezza basato su informazione, prossimità e collaborazione istituzionale.