Umberto Falvo rende omaggio a Mimmo Rotella reinterpretando la sua tecnica del décollage. L'artista cattura la bellezza effimera dei manifesti strappati e scoloriti sui muri, creando opere che celebrano la trasformazione e la speranza. Una mostra dedicata è in arrivo.
L'arte dei muri: un nuovo décollage
Umberto Falvo ha sviluppato una tecnica artistica innovativa. Essa si ispira al celebre Mimmo Rotella. Falvo interviene artisticamente su ciò che rimane sui muri. Si tratta dei resti di manifesti pubblicitari. Le intemperie li trasformano, lacerandoli e scolorendoli. Questa è una nuova interpretazione del décollage.
L'artista rende omaggio a Rotella nel ventesimo anniversario della sua scomparsa. Falvo trae ispirazione dall'idea di indagare la realtà urbana. Lo fa attraverso i segni della pubblicità e del consumismo. Rotella strappava i manifesti per creare le sue opere. Falvo, invece, lavora sui manifesti già deteriorati dal tempo.
Dalla protesta alla speranza: un messaggio positivo
Mentre Rotella compiva un atto rivoluzionario, quasi di protesta, Falvo propone un messaggio diverso. Il suo intento è ricomporre il rapporto tra arte e mondo reale. Offre un messaggio di speranza e trasformazione positiva. Come diceva Fabrizio De Andrè, «Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fiori».
Falvo dimostra con la sua sperimentazione. Dai muri, apparentemente tristi, possono nascere nuove rappresentazioni della realtà. L'artista spiega la sua ispirazione. «Mimmo Rotella», afferma, «andando in giro per le città staccava i manifesti cinematografici o pubblicitari dai muri. Li portava nei suoi studi e li rincollava creando i suoi dècollages».
La tecnica di Falvo: dalla strada al digitale
«Io invece», continua Falvo, «girando per le strade delle città vedo i manifesti pubblicitari che il vento e l’acqua piovana staccano dai muri. Il sole li scolorisce, sono immagini trasformate dalle intemperie». Questa visione lo spinge a fotografarli. Una volta tornato a casa, li scarica sul suo PC. Inizia a guardarli con occhi diversi. Li manipola graficamente per creare le sue opere.
Il progetto «Sui muri quello che resta - Omaggio a Mimmo Rotella» è nato nel 2018. Falvo ne discusse con i critici Tonino Sicoli e Antonio Viapiana. Essi erano amici e conoscitori di Rotella. Lo sviluppo del progetto ha subito rallentamenti. Tra questi, l'ondata del Covid ha avuto un impatto significativo.
Le prime opere e la futura mostra
Le prime due opere di questo progetto sono state realizzate appositamente. Sono state esposte al pubblico nell'aprile del 2024. L'occasione è stata l'evento «DISUBBIDITE». Questa mostra si è tenuta a Catanzaro. Era ispirata ai testi di Michela Murgia. L'evento si è svolto nella Galleria Arte Spazio di Via Lucrezia della Valle.
La produzione artistica di Falvo si è arricchita notevolmente negli anni. Presto sarà oggetto di una mostra dedicata. La curatela sarà affidata alla giornalista ed esperta d'arte Manuela Dragone. L'evento promette di esplorare ulteriormente questa affascinante reinterpretazione dell'arte urbana.