Condividi

Una madre di 46 anni a Catanzaro ha compiuto un gesto estremo lanciandosi dal balcone con i suoi figli. Il parroco locale ha descritto la donna come profondamente angosciata, nonostante un apparente amore per la vita.

Il dramma a Catanzaro: una madre disperata

Una tragedia ha scosso la comunità di Catanzaro. Una donna di 46 anni ha perso la vita gettandosi dal balcone della sua abitazione. L'atto disperato ha coinvolto anche i suoi figli. Due dei bambini sono deceduti immediatamente a seguito della caduta.

La donna era una figura conosciuta in parrocchia. Frequentava assiduamente la chiesa del Santissimo Salvatore. Era anche molto attiva nel tessuto sociale cittadino. La sua scomparsa ha lasciato un profondo sgomento tra i conoscenti.

Le parole del parroco: un'angoscia profonda

Don Vincenzo Zoccoli, parroco della chiesa, ha condiviso alcuni dettagli sulla donna. «Amava la vita ma dopo il terzo figlio non stava più bene», ha affermato il sacerdote. Ha descritto una «angoscia troppo forte» che la tormentava.

Il sacerdote conosceva la donna da tempo. Lei gli aveva confidato più volte le sue paure più intime. «Aveva questa stanchezza, questa depressione angosciante», ha spiegato don Vincenzo. La donna esprimeva timori per la sicurezza dei suoi figli.

«Mi diceva che era insicura quando portava i bambini all'asilo», ha rivelato il parroco. Temeva che qualcuno potesse fare loro del male. Don Vincenzo aveva cercato di rassicurarla. Le aveva suggerito di cercare un aiuto professionale.

Consigli non ascoltati: la spirale discendente

La situazione sembrava peggiorare dopo il battesimo dell'ultimo figlio, avvenuto il 19 marzo. La donna appariva sempre più stanca. «Io le ho detto di farsi aiutare, che non poteva continuare così», ha raccontato don Vincenzo.

Il parroco le aveva suggerito di riprendere un'attività lavorativa, anche solo per poche ore. «Le ho detto di tornare a lavorare anche un paio d'ore», ha ricordato. Tuttavia, la donna non sembrava ascoltare i suoi consigli.

Nell'ultimo incontro, don Vincenzo le aveva consigliato di rivolgersi a uno specialista. «Le avevo detto di rivolgersi a uno psicologo o di andare dal suo medico per farsi dare qualcosa», ha riferito.

Una donna riservata ma generosa

Don Vincenzo ha descritto la donna come una persona «molto riservata». Nonostante questo tratto, in parrocchia era apprezzata. Era considerata «molto solare, generosa e disponibile». La sua sofferenza interiore non veniva però comunicata apertamente.

Il parroco ha ricordato il suo matrimonio, celebrato proprio in parrocchia. Anche il ricevimento si era tenuto nei locali della chiesa. «Tutto come se fosse una famiglia», ha detto don Vincenzo. Questo legame profondo rende il momento ancora più difficile per la comunità.

Un pensiero per la bambina sopravvissuta

L'ultima volta che don Vincenzo aveva visto la donna era stato il lunedì precedente alla tragedia. Il sacerdote ha rivolto un pensiero anche alla bambina di 5 anni e mezzo. La piccola è ricoverata in gravi condizioni. «Aveva la voglia proprio di vivere, come gli altri due», ha commentato.

«Sorridevano sempre quando arrivavano a messa», ha aggiunto il parroco. Ha espresso un forte augurio per la guarigione della bambina. «Io mi auguro che ce la faccia», ha concluso.