Condividi
AD: article-top (horizontal)

In Calabria operano oltre 9.500 imprese nei settori chiave '4 A', generando occupazione ed export. Tuttavia, emerge una forte carenza di manodopera qualificata, con quasi la metà dei lavoratori difficili da reperire.

Imprese calabresi nei settori strategici

La regione Calabria ospita un totale di 9.513 realtà produttive nei settori delle '4 A'. Questi comparti includono Alimentare e bevande, Abbigliamento e moda, Arredo e legno, e Automazione e meccanica. Questi settori impiegano complessivamente 21.670 addetti. L'artigianato gioca un ruolo fondamentale in questo sistema. Rappresenta il 59,3% delle imprese totali, con 5.637 attività. Gli addetti artigiani sono quasi 10mila, costituendo il 44,6% dell'occupazione totale nei comparti analizzati. Questi dati emergono da un'analisi di Confartigianato Imprese Calabria. L'occasione è la Giornata nazionale del Made in Italy, celebrata il 15 aprile. L'organizzazione sottolinea una criticità importante: la scarsità di manodopera qualificata.

Distribuzione territoriale e vocazioni provinciali

La presenza delle imprese delle '4 A' è distribuita in modo omogeneo sul territorio calabrese. La provincia di Cosenza guida con 3.419 imprese, di cui 1.950 artigiane. Qui lavorano 7.420 persone. L'incidenza di questi settori sull'economia provinciale è del 3,2%. A Catanzaro si contano 1.577 imprese, con 882 artigiane, per un totale di 4.358 addetti. L'incidenza provinciale è del 2,7%. Reggio Calabria registra 2.740 imprese, di cui 1.739 artigiane, impiegando 5.431 addetti. L'incidenza locale è del 3,9%. Crotone presenta 978 imprese, con 538 artigiane e 2.032 addetti. L'incidenza è del 3%. Vibo Valentia si distingue con 799 imprese, di cui 528 artigiane, e 2.430 addetti. Qui l'incidenza è del 4,5%, tra le più alte a livello nazionale, segnalando una vocazione marcata.

Export e contributo al PIL regionale

Nel 2025, l'esportazione regionale dei settori '4 A' ha raggiunto la cifra di 575 milioni di euro. Questo valore rappresenta il 57,9% delle esportazioni totali della Calabria. Inoltre, contribuisce all'1,5% del PIL regionale. Il settore alimentare è il principale motore di questa performance. Genera il 68,4% del totale delle esportazioni. Segue il comparto dell'automazione e meccanica con il 19,8%. L'abbigliamento e moda contribuiscono per l'8,5%. L'arredo e legno chiudono con il 3,3%. Reggio Calabria è la provincia con il maggior valore di esportazioni nei settori '4 A', raggiungendo 265 milioni. Cosenza segue con 104 milioni. Catanzaro si attesta a 97 milioni, con una forte incidenza dell'automazione e meccanica (45,1%) e della moda (32,4%). Vibo Valentia registra 67 milioni, con una specializzazione significativa nella meccanica (51,9%). Crotone raggiunge 43 milioni, con una prevalenza dell'alimentare (65,8%). In alcune province, come Vibo Valentia e Crotone, l'export delle '4 A' supera l'82% del totale provinciale.

La sfida della manodopera qualificata

Nonostante i risultati positivi in termini di occupazione ed export, Confartigianato evidenzia una criticità strutturale. Questa riguarda la disponibilità di competenze professionali. Nel 2025, le imprese calabresi dei settori '4 A' hanno cercato oltre 9mila lavoratori. Tuttavia, il 46% delle figure richieste è risultato di difficile reperimento. Questa percentuale supera la media regionale. Le maggiori difficoltà si riscontrano nella metallurgia e nei prodotti in metallo. Qui non si riesce a trovare il 69,6% delle figure necessarie. Seguono il comparto della ceramica e del vetro (64,2%) e quello del legno e mobili (57,6%).

Appello per scuola, formazione e giovani

Il presidente di Confartigianato Calabria, Salvatore Ascioti, ha commentato i dati. Ha affermato che le '4 A' sono un pilastro dell'economia calabrese. Generano valore, occupazione ed export su tutto il territorio. Tuttavia, il problema principale rimane la carenza di competenze. Ha sottolineato che «quasi un lavoratore su due è difficile da reperire». Per questo, è fondamentale rafforzare il legame tra scuola, formazione e impresa. È necessario investire sui giovani. Bisogna valorizzare i mestieri dell'artigianato come opportunità concrete di lavoro qualificato. Solo così si potrà garantire continuità e futuro a un patrimonio produttivo che rappresenta anche l'identità del territorio.

AD: article-bottom (horizontal)

Questa notizia riguarda anche: