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La strategia del governo Meloni per le aree interne, presentata nel Documento di Finanza Pubblica 2026, è definita una scommessa persa. Mancuso critica la lentezza nell'utilizzo dei fondi e la carenza di personale negli enti locali.

Critiche alla strategia per le aree interne

Il Documento di Finanza Pubblica 2026 del governo Meloni è al centro di una forte critica. L'analisi proviene da Pasquale Mancuso, ex Vicepresidente UNCEM Calabria e Consigliere nazionale UNCEM. La sua riflessione mette in dubbio l'efficacia delle misure previste per le cosiddette aree interne.

La riunione del Consiglio dei ministri del 22 aprile 2026 era molto attesa. Si discuteva del Documento di Finanza Pubblica 2026. L'emergenza economica ed energetica, acuita dalla guerra in Medio Oriente, ha reso l'incontro ancora più cruciale. La chiusura dello stretto di Hormuz ha avuto ripercussioni globali.

La relazione sugli interventi nelle aree sottoutilizzate

Tra gli allegati al documento è emersa la relazione biennale. Questa relazione riguarda gli interventi nelle aree sottoutilizzate. È prevista dalla Legge 196/2009 e dalla Legge 88/2011. Il governo deve presentare dati sull'impiego delle risorse destinate a queste zone. La relazione ha rivelato le nuove direttive governative.

Si tratta in particolare dell'utilizzo dei fondi per la Strategia Nazionale delle Aree Interne (SNAI). Questa strategia rientra nella programmazione 2014/2020. Il governo, dopo critiche alle Regioni, ha fissato un obiettivo di spesa.

Obiettivi di spesa e fondi europei

Il Ministro degli Affari regionali, Tommaso Foti, aveva già criticato le Regioni. Tra queste, la Calabria è stata ritenuta incapace di spendere i fondi disponibili. Si parla di oltre 1200 milioni di euro per la programmazione 2014/2020. La relazione del 2026 conferma questi dati.

L'obiettivo immediato fissato è raggiungere il 56% delle somme totali. Questo significa spendere 672 milioni di euro entro il 30 giugno 2026. La relazione garantisce inoltre che i fondi di origine europea saranno utilizzati al 100%. Mancuso esprime scetticismo sul raggiungimento di questo obiettivo.

Arretramento dell'intervento pubblico e attese disattese

L'obiettivo fissato appare minimale e mortificante. Non è in linea con le ambizioni della SNAI. Mancuso sottolinea un pesante arretramento dell'intervento pubblico a sostegno delle aree interne negli ultimi quattro anni. Nonostante ciò, nel Paese è cresciuta l'attesa per un rilancio di queste zone.

Si sperava in una garanzia dei servizi essenziali. Si auspicava un nuovo protagonismo degli attori locali per favorire resilienza e ripresa. I provvedimenti sulla governance della SNAI e le delibere CIPESS non hanno prodotto inversioni di tendenza.

Nuove aree SNAI e inadempienze regionali

Le nuove aree SNAI per la programmazione 2021/2027 sono state approvate. Tuttavia, se nulla cambia, rischiano la stessa sorte delle precedenti. Gli interventi previsti negli Accordi di Programma (APQ) potrebbero non essere mai realizzati. Non ci sono conseguenze per chi non adempie ai propri obblighi.

Le Regioni, inclusa la Calabria, non riescono a guidare i meccanismi previsti dagli APQ. Questi accordi sono stati concertati da tutti i soggetti istituzionali e sociali. Mancuso attende il 30 giugno 2026 per verificare la corrispondenza tra impegni e realtà.

Carenza di personale e proposte del PD

La situazione delle aree interne è aggravata dalla grave carenza di personale negli enti locali. Negli ultimi 7 anni, il personale si è ridotto del 50%. Questo è quanto evidenziato da Ifel Cisl. Gli enti locali delle aree interne pagano il prezzo di strumenti inadeguati forniti da un governo distante.

Il PD ha proposto una legge per rafforzare gli organici degli enti locali nelle aree interne. Il PD Calabria ha suggerito anche il potenziamento delle gestioni associate dei servizi. Queste dovrebbero essere affidate alle Unioni dei Comuni, con un occhio alle fusioni. La situazione in Calabria è particolarmente grave e viene sottovalutata.

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