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Anziana evita truffa grazie a lucidità e intervento Carabinieri

San Giuseppe Jato, 24 ottobre 2026 – Una donna di 83 anni è stata protagonista di un tentativo di truffa sventato grazie alla sua prontezza di spirito e al rapido intervento dei Carabinieri. L'episodio è avvenuto nel comune di San Giuseppe Jato.

La vittima ha ricevuto una telefonata da un individuo che si spacciava per un Generale dei Carabinieri. L'uomo ha sostenuto che l'auto intestata all'anziana fosse coinvolta in una grave rapina avvenuta a Palermo.

La tattica del finto Carabiniere

Il truffatore ha spiegato alla donna che per risolvere la situazione era necessario raccogliere tutti i gioielli presenti in casa. Ha poi annunciato l'arrivo di un sedicente “perito” che avrebbe dovuto verificare l'autenticità dei preziosi.

La donna, tuttavia, ha dimostrato una notevole lucidità. È riuscita a mantenere la calma per circa 3 ore, un tempo prezioso che ha permesso di attuare il piano.

Durante questo lasso di tempo, l'anziana è riuscita a contattare il nipote. Quest'ultimo, allertato dalla nonna, ha immediatamente avvisato la Stazione Carabinieri di San Giuseppe Jato.

L'intervento dei militari e l'arresto

I Carabinieri della stazione locale, in collaborazione con i colleghi di San Cipirrello, erano già impegnati in servizi di controllo del territorio. Hanno agito con grande rapidità, posizionandosi anche all'interno dell'abitazione della vittima.

Nonostante la pressione telefonica e una videochiamata per monitorare la situazione, il finto “perito” si è presentato alla porta. Si trattava di un giovane di 24 anni, proveniente da Catania e già noto alle forze dell'ordine.

Appena l'uomo ha preso in consegna i gioielli, i Carabinieri sono intervenuti, bloccandolo e arrestandolo in flagranza di reato. L'arresto è stato successivamente convalidato dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Palermo.

Denunciato un complice

Le indagini successive hanno portato alla denuncia a piede libero di un presunto complice. Si tratta di un uomo di 64 anni, anch'egli residente nel Catanese, individuato alla guida dell'auto utilizzata per raggiungere San Giuseppe Jato.

Questo intervento sottolinea l'importanza della collaborazione tra cittadini e forze dell'ordine. L'Arma dei Carabinieri ribadisce il proprio impegno nella lotta contro le truffe ai danni delle fasce più vulnerabili della popolazione.

Si ricorda che gli indagati sono considerati innocenti fino a sentenza definitiva, in conformità con i principi costituzionali.

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